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Valentina Tomirotti in vetta al Lagazuoi con la sedia a rotelle

Valentina Tomirotti ha affrontato un viaggio di 3000 metri con la sua sedia a rotelle partendo da Mantova e arrivando alla croce del Monte Lagazuoi.

Missione compiuta per “Pepitosa“, inarrestabile giornalista che lotta per l’inclusione delle persone con disabilità.

Una storia, quella di Valentina Tomirotti sul Lagazuoi, che dimostra come a differenza delle città, spesso ostaggio delle barriere architettoniche, la montagna possa essere la casa di tutti.

Sarà che di fronte a un panorama come questo le prospettive si allargano, le differenze si ridimensionano e ci si sente tutti ugualmente minuscoli e grati per il semplice fatto di essere lì.

La giornalista, blogger e digital storyteller è partita dalla sua città, Mantova, altitudine 19 metri sul livello del mare, alla volta di Cortina, guidando la sua nuova auto, un modello ad alta tecnologia che possiede una caratteristica che farà scuola: permette di salire a bordo senza scendere dalla carrozzina. Una prima tappa “on the road” che l’ha condotta a Falzarego, 2.100 metri di altitudine, stazione di partenza della funivia Lagazuoi.

Salita in cabina, in pochi minuti è arrivata alla stazione di arrivo, alle 10 in punto, grazie all’impianto recentemente rinnovato e completamente accessibile, con rampe e ascensore panoramico.

Le tecnologie di ultima generazione sono state messe al servizio dell’idea secondo cui la montagna debba essere alla portata di tutti.

Qui Valentina ha trovato il Lagazuoi EXPO Dolomiti, uno spazio polifunzionale completo di polo espositivo e porta d’accesso per uno degli angoli più belli delle Dolomiti.

Valentina ha quindi proseguito fino alla croce sulla vetta del Lagazuoi, a 2778 metri, percorrendo un sentiero in ghiaino inaugurato l’estate scorsa, grazie alla sua pendenza massima del 10% è adatto a essere percorso in sedia a rotelle.

Dopo questa immersione nella natura Valentina Tomirotti è ridiscesa, alle ore 18.30, in pieno centro di Cortina, per presentare il suo libro “Un altro (d)anno”.

L’occasione per raccontare i progetti futuri riguardanti il turismo accessibile e puntare i riflettori sul diritto di vivere mille avventure in giro per il mondo, a partire dalle Dolomiti.

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Andrea Ronchi

Andrea Ronchi

Andrea Ronchi è milanese di nascita e di cuore, rigorosamente a strisce rossonere. Ama lo sport in generale e da ragazzo si è cimentato in diverse discipline. Discreto tennista e giocatore di pallone, è rimasto folgorato dalle palline con le fossette in tarda età, o meglio, troppo tardi per ambire a farne una carriera ma sufficientemente presto per poter provare il brivido e la tensione dell’handicap a una cifra. La passione lo ha portato a fare del golf un lavoro e oggi, oltre a essere nel corpo di redazione della rivista Golf & Turismo, è prima firma di Quotidiano Sportivo e ospite fisso nella trasmissione televisiva Buca 9. Quando la neve copre i fairway prende gli sci, sua altra grande passione, e gira per le Alpi “costretto” dal suo ruolo di responsabile del turismo per la Rivista Sciare. È un duro lavoro, ma qualcuno le deve pur fare...