Attrezzatura

Sci Club, chi e come scegliere l’attrezzatura?

Abbiamo chiesto al nostro collaudatore, nonché ex atleta, maestro e allenatore Marco Verdecchia di rispondere alla domanda, chi e come scegliere l’attrezzatura per i ragazzi degli sci club. Attingiamo, dunque dall’esperienza di un professionista che è stato quattro volte campione italiano nelle in categorie giovanili, in slalom, gigante e superG. Nonché sei anni in squadra nazionale e 12 stagioni atleta delle Fiamme Gialle, oltre che Maestro dal 2012 e allenatore II° livello dal 2014

Marco Verdecchia durante una sessione di Sciare Skitest (anche la foto qui sotto)

Quando si parla di scelta dei materiali si deve ben distinguere prima di tutto il soggetto al quale è rivolta. Credo fermamente che la scelta spetti solo ed esclusivamente al tecnico, allenatore dell’atleta, in quanto è lui che vede, analizza e soprattutto sa in che direzione può portare la scelta di un materiale tecnico o di un altro.

Questo però molto spesso non accade, in quanto ci si ritrova a confrontarci con genitori che si sostituiscono in tutto o quasi ai tecnici dei propri figli, creando inevitabilmente equivoci, contraddizioni e tensioni che non producono alcun buon effetto sulla crescita tecnico/agonistica dell’atleta.

Il tecnico sa di avere un compito molto delicato, ma allo stesso tempo sa di possedere le conoscenze e l’esperienza necessaria a consigliare la soluzione migliore per ogni suo atleta. Poiché ne conosce tutte le caratteristiche tecniche, fisiche, mentali e comportamentali tali da poter decidere quale sia in quel momento specifico l’attrezzo più idoneo da usare.

Tale scelta non solo è propedeutica alla crescita tecnica dell’atleta ma spesso è utile anche per dare quel «qualcosa in più» a livello mentale: basti pensare all’entusiasmo che si genera in un bambino o in un ragazzo al momento in cui calza uno scarpone o si usa sci nuovo fiammante.

Nella scelta dello sci penso si debba tener conto di diversi fattori: oltre che la lunghezza, anche del tipo di struttura. Inoltre bisogna pensare allo sci non come a un attrezzo a sé. Bensì un insieme con piastra e attacco.

Aspetti che a seconda della scelta potrebbero cambiare lo stesso sci in maniera radicale. Rendendolo molto più facile e leggero oppure un pelino più difficile da domare, più pesante da gestire ma sicuramente più prestante.

Sta in questo caso proprio all’allenatore capire chi si ha davanti e soprattutto cosa ci si aspetta dall’atleta con il cambio di materiale.

Nel caso invece dello scarpone, la scelta è più problematica, in quanto si deve tener conto di fattori differenti, alcuni dei quali non tecnici ma di importanza rilevante.

Uno di questi riguarda la conformazione del piede, che già diversifica in chiunque il piede destro dal sinistro, figuriamoci se parliamo di ragazzi nel pieno della crescita.

Il tecnico in questi casi può consigliare il tipo di flex, il rialzo da applicare e alcune modifiche e adattamenti da provare in pista. Per il resto sarebbe bene avvalersi della collaborazione di strutture specifiche o di professionisti che sono in possesso di attrezzature e strumenti idonei a valutare al millimetro ogni parte del piede stesso.

Spesso ci si trova anche di fronte alla decisione relativa all’uso dei plantari che fanno in modo che il piede aderisca perfettamente allo scarpone. E lo rendano molto più preciso e diretto nell’azione. E soprattutto molto più sicuro, anche in questo caso però la scelta deve essere il frutto di una consulenza specifica ortopedica.

Mi preme evidenziare l’importanza della scelta e dell’utilizzo dello scarpone, in quanto la maggior parte degli infortuni che riguardano il nostro sport, derivano dalla scelta errata dello scarpone.

Per quanto concerne la sicurezza, assumono un aspetto determinante le scelte delle protezioni: dal casco alle lenti intercambiabili, dal para schiena al corpetto. E tutti gli altri accessori che consiglio sempre di scegliere affidandosi alla consulenza di un professionista del settore che può evitare l’acquisto di attrezzatura inadeguata.

In merito alla scelta dei bastoni, a parte l’altezza che l‘allenatore riesce con facilità a individuare, consiglierei di utilizzare quelli con impugnatura e lacciolo classico. Almeno, per le categorie minori. Questo considerando la difficoltà riscontrata nello sganciare il click moderno, soprattutto in fase di caduta con conseguenti infortuni verificatisi a polso e avambraccio.

Un altro aspetto importante riguarda il quantitativo degli sci da assegnare a un atleta. Anche qui spesso ci si trova di fronte a veri e propri dilemmi.

Dal canto mio, credo che fino a un’età dove si vede lo sci più come un’attività ludico sportiva e quindi il risultato potrebbe o meglio dovrebbe essere il secondo fine, sono sempre più convinto che l’importanza vada data ai contenuti tecnici. E non alla quantità di sci che l’atleta deve possedere.

Naturalmente crescendo, crescono anche le aspettative e quindi di conseguenza anche i piccoli particolari risultano determinanti.

Particolare attenzione va posta alle regolazioni degli attacchi. In modo tale da poter garantire la sicurezza più totale durante l’attività e soprattutto il giusto funzionamento di sgancio qualora servisse.

La mia esperienza da atleta prima e da allenatore ora, rafforza sempre più una tesi. L’allenatore ha sempre e comunque il diritto e il dovere di assumersi tutte le responsabilità. E soprattutto il successo o l’insuccesso di una scelta fatta.

Mentre ai genitori resta sempre il duro compito di stimolare i propri figli. Cercando di aiutarli nei momenti più duri che questo sport ci mette sempre più costantemente davanti, durante la crescita e non solo,. Specie con il passaggio delle categorie e i mille impegni che le varie discipline ci propongono.

Resta inteso che l’attrezzatura può essere decisiva, ma a volte basta avere un po’ più di autostima e convinzione per sopperire a qualche piccolo deficit. Sia tecnico che dei materiali.  sci club chi scegliere sci club chi scegliere

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.