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Milano: Big air, big show

Uno spettacolo meraviglioso senza possibilità di avere altre interpretazioni. A cominciare dall’atmosfera davvero unica, vuoi per l’imperiosità della struttura imperiosa di un trampolino alto 40 metri, vuoi per l’Albero della vita che non smette mai di incantare, vuoi per le acrobazie di ragazzini da rimanere a bocca aperta. Oltre a questo l’Azzurro Alberto Maffei ci ha fatto un regalo immenso: rimanere lì, attaccato ai mostri sacri della specialità. Prima con una qualificazione insperata, poi con un primo run di finale chiuso al secondo posto. Alla fine si è imposto l’americano Chris Corning (182,75) con un largo margine, grazie a un triple cork da pelle d’ocaeffettuato nel secondo salto; alle sue spalle, ben distanziati, i connazionali Redmond Gerard (163,00) e Kyle Mack (161,50). “Ci siamo divertiti un sacco – il commento di Corning, 18 anni e un argento mondiale nel Big Air già al collo – salire sul podio con due compagni di squadra è una sensazione fantastica. Una giornata in cui ha girato tutto bene, conclusa con il mio career best come punti conquistati nel Big Air: un bel modo per cominciare l’anno olimpico”. Alberto ha concluso al settimo posto con 136,25 punti. “Il mio migliore risultato in Coppa del Mondo ed un bel passo in avanti verso le Olimpiadi in Corea – ha detto l’atleta di Campiglio – stiamo lavorando bene come squadra e migliorando molto. Oggi c’era anche il Presidente federale Roda a vederci, lui crede in noi e noi avvertiamo questo clima di fiducia”.

 

Anche nella finale femminile un risultato schiacciante che premia l’austriaca Anna Gasser (con 160,25 punti), la quale tiene a debita distanza l’inglese Katie Ormerod (143,25) e la svizzera Sina Candrian (130,25) in un podio tutto europeo. “Sono felicissima di questo successo, le cose non erano andate benissimo né ieri né questa mattina, ma alla fine l’ho spuntata. L’atmosfera di Milano è fantastica, amo venire a gareggiare qui e non vedo l’ora di tornare anno dopo anno”, il commento dell’austriaca. Ventesima Margherita Meneghetti, unica italiana in gara.

Milano archivia con soddisfazione questo primo fine settimana, in attesa della seconda puntata, venerdì e sabato prossimi, con la Coppa del Mondo di freeski. Al suo secondo anno di vita, Big Air and the City si sta confermando appuntamento di spicco: a parte l’imponente sforzo organizzativo e tecnico per allestire un trampolino alto 40 metri e il relativo innevamento, il clima di festa e le molte attività collaterali hanno richiamato un gran numero di famiglie e tanti bambini: uno spettacolo che piace proprio a tutti. Lodi alla Valmalenco e al patron dell’evento, Franco Vismara, tra l’altro prossimo candidato alla Presidenza Fisi. E con lui, l’anima tecnica del Big Air milanese, Antonio Noris che non ha mai mollato un istante la pala! L’appuntamento con lo show della neve a Milano è per venerdì e sabato prossimo, quando toccherà ai freestylers.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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