Tre nomi, tre profili diversi e una partita che dopo mesi di attesa entra finalmente nella fase decisiva. Flavio Roda, Roberto Bortoluzzi e Antonio Noris saranno i candidati alla presidenza della FISI nell’Assemblea Federale del 10 ottobre a Verona
Roda punta così alla conferma dopo tre mandati consecutivi alla guida della Federazione. A contendere la presidenza al numero uno uscente saranno Roberto Bortoluzzi, per molti anni presidente del Comitato FISI Veneto fino al 2022, e Antonio Noris, presidente dello Sci Club Zanetti-Goggi di Bergamo.
L’Assemblea sarà chiamata anche a eleggere il nuovo Consiglio Federale. Per la rappresentanza degli Affiliati sono in corsa Elisabetta Biavaschi, Davide Carrara, Roberta Cataldi, Manuela Di Centa, Silvio Fauner, Sebastiano Fontanarosa, Igor Ghedina, Christian Haas, Stefano Umberto Longo, Stefano Maldifassi, Sabina Matheoud, Tiziano Mellarini, Marco Mosso, Enzo Sima, Michele Tommasi, Gianfranco Zecchini e Bianca Zupi.
Cinque invece i candidati in rappresentanza degli Atleti: Christian Colombo, Jacopo Koch, Giuliano Razzoli, Elena Sandulli e Verena Stuffer. Per i Tecnici saranno in corsa Carlo Dal Pozzo, Giuseppe Gazzotti e Claudio Ravetto.
Per la presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti sono state presentate quattro candidature: Maurizio Annitto, Francesco Bettoni, Gianluca Cascioli ed Elio Grigoletto.
Il nodo del quarto mandato
Per Roda c’è però un passaggio regolamentare da superare. Puntando al quarto mandato consecutivo, il presidente uscente dovrà raggiungere nella prima votazione almeno i due terzi dei voti validamente espressi, pari al 66,67%. Per gli altri candidati alla presidenza è invece sufficiente la maggioranza assoluta.
Per questo la prima votazione sarà decisiva: qualora Roda restasse sotto la soglia dei due terzi, la sua candidatura per lo stesso mandato non potrebbe essere riproposta nelle votazioni successive.
Anche la composizione del nuovo Consiglio Federale sarà condizionata da una norma dello Statuto. L’articolo 19 dello Statuto prevede una presenza minima di tre componenti del genere meno rappresentato, qualora vi siano candidature sufficienti. In pratica, le prime tre candidate donne possono entrare in Consiglio anche con un numero di preferenze inferiore rispetto ai candidati uomini che le precedono nella graduatoria.
A Verona, il 10 ottobre, il voto stabilirà quindi il nuovo presidente e gli equilibri del Consiglio Federale per il prossimo quadriennio.






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