La corsa alla presidenza della FISI entra ufficialmente nel vivo. Alla scadenza delle ore 12 del 31 agosto sono state formalizzate le candidature per l’Assemblea Federale Ordinaria Elettiva, convocata a Verona il prossimo 10 ottobre, e sulla scheda per la presidenza compariranno tre nomi: Roberto Bortoluzzi, Antonio Noris e Flavio Roda.
Per Roda si apre dunque la partita per la conferma alla guida della Federazione, dopo i tre mandati consecutivi già svolti. Dall’altra parte ci sono due candidature alternative: Roberto Bortoluzzi, per molti anni alla guida del Comitato FISI Veneto fino al 2022, e Antonio Noris, presidente dello Sci Club Zanetti-Goggi-di Bergamo.
Il voto del 10 ottobre stabilirà anche la composizione del nuovo Consiglio Federale. Per la rappresentanza degli Affiliati sono 17 i candidati: Elisabetta Biavaschi, Davide Carrara, Roberta Cataldi, Manuela Di Centa, Silvio Fauner, Sebastiano Fontanarosa, Igor Ghedina, Christian Haas, Stefano Umberto Longo, Stefano Maldifassi, Sabina Matheoud, Tiziano Mellarini, Marco Mosso, Enzo Sima, Michele Tommasi, Gianfranco Zacchini e Bianca Zupi.
Cinque i candidati in rappresentanza degli Atleti: Christian Colombo, Jacopo Koch, Giuliano Razzoli, Elena Sandulli e Verena Stuffer. Per i Tecnici sono invece in corsa Carlo Dal Pozzo, Giuseppe Gazzotti e Claudio Ravetto.
Per la presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti sono state presentate quattro candidature: Maurizio Annitto, Francesco Bettoni, Gianluca Cascioli ed Elio Grigoletto.
Cosa serve a Roda per essere rieletto
Essendo alla ricerca del quarto mandato consecutivo, il presidente uscente dovrà ottenere nella prima votazione almeno i due terzi dei voti validamente espressi, pari al 66,67%. È una soglia decisamente superiore alla maggioranza assoluta richiesta agli altri candidati. E la prima votazione sarà decisiva: se Roda non raggiungerà quel 66,67%, non potrà essere riproposto nelle votazioni successive per lo stesso mandato.
La sfida assume anche un significato particolare per la composizione del futuro Consiglio. L’articolo 19 dello Statuto prevede infatti che siano rappresentati entrambi i generi, con una presenza complessivamente non inferiore a tre componenti di genere diverso, qualora vi siano candidature sufficienti. I primi tre candidati del genere diverso vengono proclamati eletti anche qualora abbiano ottenuto meno preferenze rispetto a candidati dell’altro genere che, in base ai voti, sarebbero altrimenti eletti.
Il 10 ottobre, a Verona, arriverà il voto.






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