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il Lauberhorn è della “wild card” Kriechmayr, Paris torna sul podio!

il Lauberhorn è della “wild card” Kriechmayr, Paris torna sul podio!
Sarà per molto tempo il Lauberhorn più polemicamente discusso, almeno in Svizzera, quello che ha conquistato l’austriaco Vincent Kriechmayr. Sarà invece contento Markus Waldner che invocando la sportività, gli aveva dato una specie di wild card portandolo in partenza pur senza aver disputato una delle due prove (ne ha fatta una finta ieri).

È andato a vincere proprio lui perché è quello che ha sbagliato meno degli altri. Nessuno è riuscito a portare a termine la discesa perfetta. Nemmeno Beat Feuz che al traguardo non pensava davvero di poter salire sul podio. Allo stesso modo ‘espressione di Dominik Paris era di quelle che dice: “Peccato”. Eppure oggi conquista un insperato terzo posto nella pista che non riesce a piacergli. Oggi prima dell’Hundschopf, quasi si ferma. Poi nell’odiata Kernen S esce con una delle velocità più lente. Poi si affida alla potenza e al peso e da dopo il ponte della ferrovia inizia il suo recupero. Nemmeno la Esse conclusiva la fa benissimo, ma come tanti altri.

Così col tempo di 2’26″53 è terzo, a un decimo dalla piazza d’onore di Beat. Dietro di lui, uno dei protagonisti di ieri, quel Marco Odermatt che forse per gare così massacranti ha bisogno di un po’ più d gamba. Tuttavia i tratti più tecnici li ha fatti a regola d’arte. Alla fine non coglie il piede per soli 2 centesimi. Davanti a Matthias Mayer, quinto a +51/100. Per trovare Kilde, vincitore ieri, bisogna passare prima dal sesto posto dello sloveno Martin Cater, meglio ancora di ieri quando finì decimo.

Quindi settimo il norvegese che non ha commesso errori così gravi, ma non è riuscito a produrre la massima velocità.

Tante sbavature invece per Christoph Innerhofer che in alto era davvero veloce. Esattamente come Paris rimane in piedi per miracolo prima del “salto di cane”. Alla fine conclude comunque nei top 15, perché l’Inner di quest’anno non molla mai! Più lento Matteo Marsaglia che paga 3″32 dopo aver rischiato di uscire in atterraggio da un salto.Più indietro ancora Matteo Casse +3″51

Nessuno riesce a sfondare da dietro anche perché la pista non è più veloce come la prima mezz’ora.

L’ultima emozione è tutta per Carlo Janka

che finisce qui la sua splendida avventura. Non entra in classifica perché salta una porta ma l’atteggiamento assunto non era certo quella di chi aveva possibilità di vincere. Per le migliaia di svizzeri presenti lungo il Lauberhorn è stata la gioia più grande della giornata.

Nella classifica di specialità Dominik Paris torna pettorale rosso e con 316 punti è davanti ad Aleksander Aamodt Kilde che lo insegue a 305 punti. Ma tutto è ancora aperto perché con gli stessi punti c’è anche Beat Feuz, mentre Matthias Mayer è quarto a 302, Vincent Kriechmayr quinto con 285 e Marco Odermatt sesto a 276.

La Classifica
il Lauberhorn è della

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).