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Vancouver: vince la Fischbacher, non la Vonn!

E’ tempo di Super G femminile. E’ tempo della nuova sfida Vonn / Riesch con molte atlete pronte ad inserirsi. Il tracciato si è presentato complicato con molti dossi e linee che non si vedono a causa dell’ombra che abbraccia la pista. Con il passare dei minuti il sole si affaccia sul tracciato ma questo si rovina per il passaggio delle atlete. La Mancuso, con già due argenti al collo, parte con il pettorale 1 (che non l’entusiasma) ed è autrice di una partenza pazzesca, a razzo. Poi commette un errore su una compressione che la costringe a lavorare molto con le lamine per rientrare in traiettoria facendole perdere decimi preziosi. Molte uscite sino al pettorale 12: Maria Riesch. Parte e perde subito nella parte iniziale ma continua con una sciata costante che la fa passare davanti laddove ha sbagliato la Mancuso e tenere un vantaggio, anche se solo di quattro centesimi, che le consente di balzare al comando provvisorio. La Goergl perde il bastone in partenza e compremette la spinta iniziale. Poi scia veramente bene: precisa e con una determinazione extra, forse anche per riscattare l’errore iniziale, le consente di passare davantia a tutte. Ma è la volta di Lindsey Vonn i suoi primi intermedi sono impressionanti: 32 centesimi al primo, 71 al secondo, poi il vantaggio scende a 65 al terzo e 26 all’arrivo. Quanto basta per passare al comando. La Vonn ha sciato alla grande: sempre in anticipo sulle porte e spesso in posizione. Un’atleta di un altro pianeta. Si pensa quindi a una gara chiusa, come al solito dominato dalla Vonn. Poi un primo sussulto, un lampo austriaco chiamato Fischbacher che scia con traiettorie più lunghe rispetto alle altre ma con una maggiore velocità e la strategia paga. E’ prima al traguardo. Qualche discesa e poi la slovena Tina Maze che trova una manche che rasenta la perfezione e s’inserisce tra la Fischbacher e la Vonn al secondo. Le italiane ci hanno provato e creduto giocandosi le loro chance. Lucia Recchia parte determinata, scia bene e porta a termine una buona discesa anche se alle olimpiadi contano solo i primi 3 posti. Elena Fanchini deve attendere qualche minuto extra alla partenza per la caduta della Marshall e questo la condiziona. Scia troppo controllata e prende un distacco notevole. Daniela Merighetti attacca, prende dei rischi ma sbaglia sugli scalini dopo il salto ed esce. Anna Schnarf, che non doveva nemmeno esserci, è spettacolare. Avanzata con il busto, aggressiva, veloce e, porca miseria, quarta a 11 centesimi dal podio. E’ contenta all’arrivo e sorride. A noi a casa, onestamente, scappa una parolaccia perché dopo la rabbia di ieri per Hell ecco nuovamente pochi centimetri che ci separano da una medaglia che in generale gli azzurri avrebbero meritato.

 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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