Notizie

Al tradizionale convegno scuola-sport de La Rosa Bianca di Predazzo, D’Antonio, Trocker e Pellegrino

La scuola e lo sport condividono la stessa materia prima: il tempo. Tempo per crescere, per sbagliare, per resistere. Tempo per imparare a vincere senza smarrire sé stessi. Tempo per costruire una persona prima ancora di un atleta. Da questa idea nasce “La scuola scende in pista”, il tradizionale appuntamento, giovedì 21 maggio alle 17:00 presso il Cinema-teatro di Predazzo,  promosso dall’Istituto “La Rosa Bianca” di Predazzo, ormai trasformato in uno dei laboratori più interessanti del panorama alpino sul tema della dual career. Non soltanto un convegno. Una riflessione collettiva sul significato dell’educazione sportiva nell’orizzonte di Milano-Cortina 2026.

Predazzo vive già il respiro olimpico. Le strutture del salto e della combinata nordica preparano l’ingresso nel centro della scena mondiale, mentre la scuola tenta un’operazione ancora più ambiziosa: modellare un sistema capace di accompagnare ragazzi e ragazze dentro il doppio binario dello studio e dell’agonismo. Il progetto della Rosa Bianca punta alla stabilizzazione di una sezione sportiva strutturata, alla flessibilità oraria, alla creazione di tutor interni, a una didattica capace di seguire il ritmo delle stagioni agonistiche.

Un’idea precisa attraversa il dossier della scuola:

lo sport non come privilegio per pochi campioni, ma come strumento educativo per un’intera comunità.

Attorno a questo percorso prenderanno posto figure provenienti dal mondo istituzionale, universitario e sportivo. Il sindaco di Predazzo Paolo Boninsegna aprirà il confronto insieme al dirigente scolastico Marco Felicetti, promotore del progetto della Rosa Bianca. Un videomessaggio di Giovanni Malagò, presidente di Milano-Cortina 2026, introdurrà la dimensione olimpica dell’incontro, mentre dagli Stati Uniti interverrà Sunil Ravi, coordinator del progetto olimpico.

Il dialogo proseguirà con Floriana Cova dell’Università di Trento, Bruno Felicetti per la promozione sci della Val di Fiemme, Giulia Candiago in rappresentanza della FIS (collegamento online), Luigi Tuffanelli di IPRASE, Lidia Bernardi della scuola sportiva Ite Raetia di Ortisei, Luigi Borgo Presidente del Collegio Maestri di Sci e Silvia Delli Zotti della Rookie Academy. Un mosaico di esperienze differenti, unite dalla stessa domanda: quale forma dovrà assumere la scuola degli atleti nei prossimi anni?

È previsto anche un importante video messaggio di Arianna Fontana, la dea dello short Track, l’atleta Azzurra che con le sue 14 medaglie olimpiche è la più vincente dello sport italiano ai Giochi.

Dentro questo scenario assume un peso particolare la presenza di Federico Pellegrino. L’ultimo inverno agonistico di “Chicco” ha chiuso una delle carriere più luminose dello sci di fondo italiano. Per oltre un decennio Pellegrino ha incarnato disciplina, longevità, capacità di restare competitivo attraversando generazioni diverse di avversari. Un esempio tecnico, certo. Ma soprattutto umano.

La sua voce entrerà nel dibattito della Rosa Bianca quasi come una consegna simbolica. Da una parte l’atleta che ha concluso il proprio viaggio olimpico; dall’altra due diciassettenni che rappresentano il futuro più immediato dello sci azzurro: Anna Trocker e Giada D’Antonio. Le loro storie scorrono parallele e opposte, unite dalla stessa velocità con cui lo sport sa cambiare il destino di una stagione.

Anna Trocker arriva all’appuntamento dopo mesi travolgenti. Le ottime prestazioni in Coppa del Mondo hanno consolidato il suo nome tra i profili emergenti dello sci alpino italiano. Poi l’oro mondiale junior in slalom e in gigante e i titoli italiani in entrambe le specialità. Un’ascesa rapida, verticale, costruita tra allenamenti, trasferte e scuola.

Giada D’Antonio, sci club Vesuvio, napoletana, ma trasferitasi a predzzo e iscritta all ROSA BIANCA, porta invece dentro il convegno il volto più duro dell’agonismo. La convocazione olimpica per Milano-Cortina rappresentava il traguardo sognato da qualsiasi atleta. Poi la rottura del crociato, arrivata durante la preparazione. Nel giro di pochi secondi il calendario cambia forma, il corpo impone silenzio, la mente cerca nuovi equilibri.  Proprio qui il tema della dual career acquista profondità autentica. Lo studio diventa struttura mentale. Routine. Appiglio. Capacità di restare interi anche nei momenti in cui la pista sottrae tutto.

La Rosa Bianca lavora esattamente su questo confine. Il dossier parla di sostegno alle famiglie, supporto didattico anche online, tutor sportivi, coordinamento tra scuola e territorio.
Non soltanto organizzazione scolastica. Una cultura educativa nuova. Nel confronto troveranno spazio anche il rapporto tra turismo e sport giovanile, la formazione dei maestri di sci, i modelli scolastici del Nord Italia, il collegamento tra università e carriera agonistica, insieme al tema sempre più centrale della sostenibilità educativa per gli studenti-atleti.

Nel dossier compare una frase semplice: “Il territorio come palestra”. Dentro quelle parole prende forma il senso più profondo dell’evento. Le montagne non producono soltanto campioni. Formano caratteri. Abituano alla fatica lenta, alla continuità, alla responsabilità personale.

Per questo “La scuola scende in pista”, ideato da Federico Zazzeroni, tutor della Weisse Rose e presidente della Rookie Academy, supera il perimetro del convegno scolastico. Assomiglia piuttosto a un passaggio generazionale. Da un lato Pellegrino, simbolo di un’Italia del fondo costruita sul lavoro quotidiano. Dall’altro Anna e Giada, ragazze nate dentro il tempo olimpico di Milano-Cortina, già immerse in una dimensione internazionale prima ancora della maturità. In mezzo, la scuola. Il luogo in cui un atleta impara a leggere il mondo prima ancora di affrontare un cancelletto di partenza.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

Add Comment

Click here to post a comment