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Convegno Fiamme Gialle a Predazzo: scienza e tecnica per lo sport d’élite

A Predazzo, fra le geometrie severe delle montagne e il respiro lungo dello sport di alto livello, il quindicesimo Convegno “Giovani, Sport e Montagna” avvenuto il 9 maggio, ha assunto il profilo di un laboratorio culturale prima ancora che tecnico. Una platea gremita, il Cinema-Teatro comunale trasformato in una camera di risonanza per idee, dati, esperienze, metodologie. Allenatori, preparatori, ricercatori universitari, dirigenti sportivi, studenti: un mosaico umano raccolto attorno a un tema che appartiene ormai al cuore stesso della prestazione contemporanea, vale a dire il rapporto tra carichi di allenamento e recupero.

Il marchio delle Fiamme Gialle, da queste parti, porta con sé un’eredità precisa. Tradizione agonistica, disciplina, cultura della preparazione. Dentro tale orizzonte il convegno predazzano ha trovato ancora una volta la propria collocazione naturale, sostenuto dalla collaborazione fra Gruppo Sciatori Fiamme Gialle, CONI Trentino, Scuola Alpina della Guardia di Finanza, Comune di Predazzo e CeRiSM di Rovereto, autentico punto di raccordo fra ricerca scientifica e applicazione sul campo.

Nelle parole del Colonnello Gabriele Di Paolo, Vice Comandante Tecnico-Agonistico del Centro Sportivo della Guardia di Finanza, il senso profondo dell’iniziativa ha assunto quasi il valore di una continuità storica. Il centenario del Gruppo Sciatori, il percorso verso Milano-Cortina 2026, le medaglie olimpiche e paralimpiche conquistate negli ultimi anni: tasselli differenti di una stessa traiettoria, costruita attorno all’idea dello sport come patrimonio educativo oltre che competitivo. Il convegno, allora, quasi una “medaglia culturale”, aggiunta simbolicamente ai successi raccolti sulla neve e sul ghiaccio.

Predazzo, del resto, conosce bene il linguaggio dello sport. Lo conosce nelle stagioni invernali, nel lavoro silenzioso delle società sportive, nell’identità quotidiana di una valle che respira preparazione atletica e montagna. Per questo le parole del sindaco Paolo Boninsegna hanno trovato immediata sintonia con il pubblico: una sala piena come rappresentazione concreta di una comunità capace di riconoscere valore alla conoscenza specialistica, alla competenza, alla formazione continua.

Formazione. Termine che, nell’intervento della presidente del CONI Trentino Paola Mora, ha assunto il peso specifico di una filosofia sportiva. Medaglie e risultati appartengono alla superficie visibile; sotto, invece, vive una struttura fatta di studio, aggiornamento, metodo, trasmissione del sapere. Quindici anni di convegno significano precisamente questo: sedimentazione culturale.

La giornata ha trovato il proprio baricentro scientifico nella lectio magistralis della professoressa Maria Francesca Piacentini, ordinaria di Scienze dello Sport all’Università di Roma e coordinatrice della commissione scientifica dell’European College of Sport Science. “Carichi di allenamento e recupero: problemi e soluzioni di una gestione complessa”: già il titolo suggeriva la direzione del confronto. Lo sport contemporaneo, infatti, vive dentro una tensione permanente fra massimizzazione della prestazione e tutela dell’equilibrio fisiologico dell’atleta. Ogni seduta di lavoro produce adattamento, ogni recupero determina qualità, ogni dettaglio modifica rendimento, rischio, prospettiva.

Dentro questa architettura concettuale il professor Federico Schena, anima scientifica della manifestazione, ha costruito un programma articolato in tre grandi aree: monitoraggio dei carichi, evoluzione delle tecnologie dedicate al recupero, gestione delle differenti condizioni ambientali. Otto mini-simposi come altrettanti punti di osservazione sullo sport moderno, ormai sospeso fra biomeccanica, neuroscienze, fisiologia, analisi dei dati e sensibilità empirica dell’allenatore.

Proprio qui emerge il tratto più interessante dell’intera manifestazione: la convivenza fra laboratorio e pista, fra algoritmo ed esperienza, fra ricerca universitaria e intuizione maturata accanto agli atleti. Una specie di nuova alleanza scientifica applicata allo sport. Da una parte studiosi e ricercatori provenienti da università italiane e internazionali; dall’altra tecnici immersi quotidianamente nella concretezza dell’allenamento d’élite, come Matteo Anesi per il pattinaggio velocità e Andrea Zattoni per il biathlon.

Ogni intervento è stato denso di informazioni relative all’argomento della giornata ed Illustrare con dovizia ogni singolo “speech” richiederebbe un intero testo riportante integralmente gli atti dell’impegnativo congresso. Noi di Sciare, presenti al convegno, analizzeremo brevemente le novità di interesse internazionale emerse, così come i comuni denominatori di quanto la più evoluta scienza dell’allenamento si è espressa nell’accogliente sala comunale di Predazzo.

Ormai la performance sportiva non è più un semplice elenco periodizzato di stimoli allenanti ma bensì, una ricerca della massima performance attraverso ogni aspetto che caratterizza il risultato sportivo, sia esso di alto livello che come espressione di impegno e difficoltà per tutti gli atleti che praticano ogni disciplina sportiva.

L’interesse del congresso si è specialmente concentrato alle tanto complesse discipline che si praticano in montagna, come e sopratutto quello che ci vede interessati come principale organo di informazione: lo sci alpino. Da quanto emerso, infatti, l’aspetto ecologico dell’allenamento , ad oggi, evidenzia la grande importanza che bisogna, obbligatoriamente e necessariamente, porre sulla persona allenata e quindi l’atleta di ogni ordine, livello ed età cronologica.

In questo ambito il convegno ha posto grande importanza sulla componente umana della prestazione e quindi, come ogni allenamento deve essere monitorato non esclusivamente su quanto “scritto e richiesto dal programma” ma quanto lo stesso abbia e/o influisca sulle soggettive “sensazioni” che ogni soggetto “sente” attraverso la somministrazione del carico allenante. Quindi non solo tabelle ma anche rilevazioni, il più possibili scientifiche, per vedere quanto uno stimolo incida sulle sensazioni percettive dell’atleta e a seguire sull’acuto fisiologicamente noto come Overreaching.

Da qui la rivalutazione massiva della tabella di Borg, relativa alle soggettive sensazioni di fatica e come riportare le stesse nell’ambito dei risultati, sia -nella e della- sessione di allenamento che nel risultato agonistico che ne deriva. Psicologia, alimentazione, cura e monitoraggio del sonno e feedback relative ad ogni sessione di allenamento e periodo allenante, devono essere costantemente monitorati con la massima e scientifica attenzione, per poter sviluppare un programma, giorno per giorno, basato sui valori di fatica ed interporre gli stessi nelle costanti fisiologiche di overreaching perché lo stesso sia funzionale al rendimento ed evitare che lo stesso non sia più funzionale ed ecceda nel pericoloso sovraccarico di cui tutti conosciamo le cause estreme: come, p.es., il burn-out e successivo drop-out in età giovanile.

Il parterre dei relatori ha restituito con chiarezza il livello dell’appuntamento: fisiologi, biomeccanici, nutrizionisti, esperti di performance, studiosi del recupero e della preparazione atletica provenienti dal CeRiSM, dalle università di Verona, Trento, Kent, Lugano. Un intreccio di competenze che racconta meglio di qualsiasi slogan la direzione presa dallo sport contemporaneo. L’atleta moderno, infatti, assomiglia sempre più a un sistema complesso: forza, alimentazione, sonno, stress, ambiente, dati biometrici, adattamenti neuromuscolari. Ogni elemento entra in relazione con gli altri dentro una rete sofisticata di equilibri.

Dal 2009 il Convegno “Giovani, Sport e Montagna” sviluppa precisamente questa idea di sport: preparazione tecnica e crescita culturale come facce della stessa realtà. Il V Nucleo Atleti delle Fiamme Gialle, attraverso tale progetto, affianca all’eccellenza agonistica una funzione divulgativa ed educativa rivolta soprattutto ai giovani e agli operatori del settore.

Sul fondo rimane Predazzo. Rimane la montagna. Rimane quel particolare equilibrio fra rigore e passione che soltanto certi territori riescono ancora a custodire. In un’epoca dominata dalla velocità dell’informazione e dal consumo immediato dei risultati, il convegno delle Fiamme Gialle continua invece a rivendicare il valore del tempo lungo dello studio, dell’approfondimento, della competenza. E forse proprio qui abita il significato più autentico della manifestazione.

About the author

Walter Stacco

Walter Stacco nato a S.Pellegrino Terme, per passione del padre G.G.F.F. mette gli sci ai piedi all’età di due anni in quel di Foppolo. Compete nei circuiti giovanili. Inizia ad interessarsi di allenamento a 16 anni come aiuto allenatore di nuoto al termine di una precoce ma soddisfacente carriera agonistica.

Conclude con Lode l’Isef all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Vince la borsa di studio del Coni - Università de L’Aquila e partecipa all’esclusivo corso biennale (postumo a quello per Maestro dello Sport) di Specializzazione in Tecnica e Pratica Sportiva presso la Scuola dello Sport Coni - Roma concludendo anch’esso con Lode e menzione dopo discussione di tesi sulla preparazione fisico-atletica.

Svolge il Servizio Militare di Leva come Allievo Agente di PS presso la Scuola Alpina di Moena, aggregato al G.S. F.F.O.O. come preparatore atletico dello Sci Alpino e Nordico.
Ottiene qualifiche come tecnico in diverse discipline sportive olimpiche, contemporaneamente si occupa di Fitness come formatore e di benessere psicofisico come Personal Trainer di personaggi famosi nelle più prestigiose Clinical Beauty Farms.

Titolare di cattedra di Scienze Motorie e Sportive ha iniziato ad insegnare e acquisire esperienza pedagogico-didattica, nelle scuole di ogni ordine e grado a partire dal 1981. Docente a.c. all’Università di Pavia, dipende dal Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense. Insegna Teoria, Tecnica e Didattica della Attività Motorie e Sportive e Allenamento Funzionale alla Facoltà di Scienze Motorie.

E’ Docente di Teoria e Metodologia dell’Allenamento e Metodi di Preparazione Fisico-Atletica al Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport. Docente al Master Universitario di Iº livello in Educazione Fisica Scolastica. Svolge inoltre attività di ricerca e pubblicazione scientifica. Esperto Nazionale Coni in Preparazione Fisico-Atletica.

Già Metodologo (Sport-Scientist in lingua anglosassone) della Scuola Regionale dello Sport è anche docente nel programma Next del Coni Lombardia. Titolare di rubriche dedicate all’allenamento su prestigiose riviste di settore, allena dal 1978 atleti di alto livello in diverse discipline sportive olimpiche con particolare riguardo alla preparazione fisico-atletica.

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