La combinata nordica esce dal programma olimpico. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha deciso di escludere la disciplina dai Giochi Olimpici Invernali di Alpes 2030, interrompendo una tradizione che durava fin dalla prima edizione delle Olimpiadi invernali del 1924. Una scelta che ha provocato immediate reazioni nel mondo dello sci nordico, a partire dal presidente della Federazione Italiana Sport Invernali (FISI), Flavio Roda.
“Le federazioni fanno di tutto per mantenere vivi sport che sono di nicchia ma che hanno una grande storia – ha dichiarato Roda –. Le località fanno nuovi impianti e il CIO ci premia con l’esclusione dal programma olimpico della combinata, anziché inserire anche le gare femminili: questa decisione rappresenta l’affossamento di questa disciplina“.
Perché il CIO ha deciso di escluderla
La decisione era nell’aria da mesi. Il CIO aveva già manifestato dubbi sul futuro della combinata nordica, ritenendola una delle discipline meno attrattive del programma olimpico sotto il profilo televisivo e commerciale. Tra gli elementi valutati figurano il basso seguito internazionale, il numero limitato di Paesi realmente competitivi e una diffusione geografica considerata insufficiente.
A pesare è stato anche il tema della parità di genere. La combinata nordica è rimasta infatti l’unica disciplina olimpica invernale senza una gara femminile. Il CIO aveva già respinto la proposta di introdurre le competizioni femminili per Milano Cortina 2026 e ha ritenuto che gli sviluppi degli ultimi anni non fossero sufficienti a garantire una presenza equilibrata nel programma olimpico.
Una disciplina storica cancellata dopo oltre un secolo
L’esclusione rappresenta una svolta storica. La combinata nordica era presente ai Giochi fin dalla prima edizione di Chamonix 1924 e non aveva mai saltato un appuntamento olimpico. Per atleti, federazioni e organizzatori la presenza ai Giochi costituisce il principale motore per attrarre finanziamenti, sponsor e nuovi praticanti. Senza il palcoscenico olimpico, il rischio è un progressivo ridimensionamento della disciplina a livello internazionale.
La posizione della FISI
Per Flavio Roda il messaggio inviato dal CIO è in netto contrasto con gli investimenti che federazioni e territori stanno continuando a sostenere per mantenere viva la disciplina.
Secondo il presidente della FISI sarebbe stato più coerente completare il percorso di crescita della combinata nordica con l’introduzione delle gare femminili, anziché cancellare completamente lo sport dal programma olimpico.
Il futuro non è ancora scritto
Nonostante l’esclusione da Alpes 2030, il CIO non ha chiuso definitivamente la porta alla combinata nordica. I vertici olimpici hanno lasciato intendere che un eventuale ritorno potrebbe essere preso in considerazione per l’edizione del 2034, a condizione che la disciplina dimostri di aumentare la propria diffusione internazionale, migliorare gli indici di interesse del pubblico e consolidare il movimento femminile.






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