Raffaella Podetti, vicepresidente uscente del Comitato Trentino FISI, , ha ufficializzato la candidatura alla presidenza in vista dell’assemblea elettiva del 24 luglio. Una sfida che la vedrà opposta a Mauro Bonvecchio e che nasce al termine di un quadriennio vissuto accanto al presidente Tiziano Mellarini.
«Sono una persona più di fatti che di parole». Una frase pronunciata quasi all’inizio della conversazione e che accompagna l’intera intervista. Il programma, spiega, vale fino a un certo punto. Ogni presidente deve confrontarsi con bilanci, istituzioni, regolamenti e con le esigenze quotidiane degli sci club. Per questo preferisce partire dal lavoro svolto negli ultimi quattro anni e dagli obiettivi maturati sul campo.

La montagna accompagna la sua vita da sempre. Val di Sole, gli sci ai piedi fin da bambina, l’agonismo nello sci di fondo, la presidenza dello Sci Club Val di Sole, l’attività di giudice di gara e cronometrista. Una storia che affonda le radici anche nella famiglia. «A casa si respirava pane e sci», racconta ricordando il padre Severino, tra i promotori delle prime Coppe del Mondo organizzate in Trentino. Una passione che continua ancora oggi. «Vedere i ragazzi in gara riesce ancora a emozionarmi.»
L’ingresso nel Comitato, quattro anni fa, arriva su richiesta degli sci club della sua circoscrizione. Poi l’elezione a vicepresidente e un ruolo operativo sempre più importante. Podetti segue le discipline nordiche, coordina i rapporti con giudici di gara e cronometristi e rappresenta spesso il Comitato nelle manifestazioni dove il presidente non può essere presente. «Ho fatto il braccio destro di Mellarini», sintetizza. Accanto all’esperienza sportiva porta anche quella professionale. È direttore commerciale di Imperial Life, azienda che lavora a stretto contatto con il mondo dell’associazionismo e del volontariato, un’attività che considera una palestra quotidiana nella gestione delle persone, nell’organizzazione e nella programmazione del lavoro.

L’idea di Comitato che propone parte dalla base. Gli sci club rappresentano il primo interlocutore, insieme ad atleti, allenatori e tecnici. «Per portare i ragazzi in alto servono allenatori preparati», osserva, indicando nella formazione uno dei punti centrali del prossimo quadriennio. Accanto trovano spazio il sostegno alle società, la crescita dello sci alpinismo, il rapporto con la Provincia per la gestione delle piste e un dialogo costante con la FISI nazionale.

Nel bilancio degli ultimi quattro anni Podetti rivendica anche il risanamento economico del Comitato. «Abbiamo trovato una situazione complessa. Oggi lasciamo un bilancio pulito e possiamo programmare con maggiore serenità.» Una base che, a suo giudizio, permetterà di concentrare maggiori risorse sull’attività sportiva, sul sostegno agli sci club e sulle famiglie dei giovani atleti.
La candidata insiste anche sul metodo di lavoro. «Mi piace collaborare, delegare e valorizzare le qualità delle persone», spiega, ricordando come il volontariato rappresenti la vera forza dello sport trentino. Un principio che, nelle sue intenzioni, dovrà accompagnare anche l’attività del prossimo Consiglio regionale.

Podetti affronta infine il tema della doppia candidatura. Nessuna contrapposizione personale. «Una scelta offre sempre un valore aggiunto alla democrazia», osserva, ricordando che anche quattro anni fa la corsa alla presidenza vide due candidati.
L’assemblea regionale elettiva è in programma venerdì 24 luglio alla Sala Rusconi della Casa dello Sport di Trento. Oltre al presidente, i delegati eleggeranno sette consiglieri laici, due rappresentanti degli atleti, un rappresentante dei tecnici e il revisore unico.

Ogni candidato porta con sé un’esperienza diversa. Quella di Raffaella Podetti nasce da quattro anni trascorsi al fianco della presidenza del Comitato e da una vita vissuta dentro il mondo dello sci. Dalle sue parole emerge soprattutto un concetto: nessun risultato appartiene a una sola persona. Allenatori, dirigenti, tecnici, giudici di gara, sci club e volontari rappresentano una squadra molto più ampia di quella che si vede sulla neve. È da questa idea di collaborazione che prende forma la sua candidatura.






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