Per otto anni ha portato il territorio dentro la Federazione. Adesso prova a fare il percorso opposto. Pietro Marocco lascia il Consiglio federale della FISI e torna a candidarsi alla presidenza del Comitato Alpi Occidentali con un’idea precisa: mettere al servizio degli sci club l’esperienza maturata ai vertici della Federazione.
L’appuntamento con l’Assemblea regionale ordinaria elettiva è fissato per venerdì 24 luglio, nella Sala Convegni CONI, Blocco C, in via Giordano Bruno 191 a Torino. La prima convocazione è prevista alle ore 14, la seconda alle 15. Marocco è l’unico candidato alla presidenza. I delegati saranno chiamati anche a eleggere sette consiglieri laici tra Gianluca Barale, Pietro Blengini (Presidente degli ultimi due mandati) Matteo Cadei, Michele Fassinotti, Corrado Gamba, Simona Novara, Giampiero Orleoni e Dante Roggia, i due rappresentanti degli atleti fra Daniel Allemand e Alessandro Mauro, il rappresentante dei tecnici Roberto Saracco e il revisore unico Carlotta Sebastiani.
Torniamo a Pietro Marocco: dieci anni alla guida del Comitato piemontese avevano aperto, nel 2018, le porte del Consiglio federale. Otto stagioni che, ci racconta Pietro, gli hanno permesso di conoscere da vicino il funzionamento della FISI, i meccanismi decisionali e le opportunità che la struttura nazionale può offrire ai territori.
«In Consiglio federale avevo portato l’esperienza del territorio, una sensibilità che non tutti hanno avuto la possibilità di vivere. Oggi torno con un bagaglio diverso. Conosco meglio la Federazione, le sue dinamiche e credo che questa esperienza possa diventare un valore aggiunto per gli sci club.»
Nel suo racconto ricorre spesso una parola: collegamento.
Fra Roma e il territorio, fra gli uffici federali e le società sportive, fra chi governa lo sci italiano e chi ogni fine settimana organizza gare, allena ragazzi e tiene aperti gli sci club. «Il territorio non conosce sempre tutte le opportunità offerte dalla Federazione. Allo stesso tempo la Federazione non percepisce fino in fondo alcune esigenze dei club. Il presidente di un Comitato deve rappresentare questo punto di incontro.»
La candidatura nasce anche da un sentimento personale.
«Quando sono stato eletto in Consiglio federale, la prima volta risultai il consigliere più votato, la seconda il terzo. Ho sentito grande affetto e tanta stima, non soltanto dal Piemonte ma da tutta Italia. Mi sembra giusto restituire al territorio quanto ho ricevuto, mettendo a disposizione competenze, relazioni e conoscenze costruite in questi anni.»
Il programma guarda soprattutto alla base del movimento.
«Senza base non c’è altezza», ripete durante l’intervista. Una frase che sintetizza la sua idea di Comitato. Sostegno agli sci club, formazione dei dirigenti, valorizzazione dei giovani, ricambio generazionale e capacità di fare squadra rappresentano i punti sui quali costruire il prossimo quadriennio. «Abbiamo una certa età. È giusto far crescere nuovi dirigenti che possano raccogliere il testimone.»
Marocco raccoglie anche l’eredità del presidente uscente Pietro Blengini, del quale riconosce il lavoro svolto. «Il Comitato arriva da anni importanti. Gli atleti continuano a entrare nelle squadre nazionali, i club lavorano con professionalità e il movimento mantiene un ruolo di primo piano a livello federale. Pietro lascia un Comitato sano, sotto il profilo sportivo e organizzativo.»
Lo sguardo si sposta poi sulla squadra che accompagnerà il prossimo mandato. Marocco parla di continuità, ma anche di energie nuove. Accoglie con soddisfazione il ritorno di dirigenti di esperienza, la conferma di Blengini all’interno del Consiglio e l’ingresso di nuovi consiglieri pronti a condividere responsabilità e progetti.
Un altro aspetto emerge con chiarezza. Entrare oggi in un Comitato regionale significa lavorare. «Non basta indossare la giacca del Comitato. far parte del sodalizio regionale significa seguire commissioni tecniche, stare sul territorio, confrontarsi con gli sci club, dedicare tempo ed energie. Lo fai soltanto se ci credi davvero.»
Anche la presenza di un solo candidato alla presidenza assume un significato particolare. Marocco la interpreta come il segnale di un ambiente compatto. «Ho trovato un Comitato unito, con tanta voglia di lavorare insieme. È stato uno dei motivi che mi hanno convinto ad accettare questa sfida.»
Nel finale dell’intervista il discorso torna sulla Federazione. Marocco rivendica il contributo che i presidenti regionali possono portare all’interno del Consiglio federale. Per questo guarda con favore alle candidature nazionali di alcuni presidenti regionali (Zecchini, Mellarini, Mosso…), convinto che l’esperienza maturata sul territorio rappresenti un valore aggiunto anche ai vertici della FISI.
Lo sport vive di risultati. I comitati, invece, crescono soprattutto attraverso le persone. Pietro Marocco riparte da qui. Otto anni trascorsi nei vertici federali gli hanno consegnato competenze, relazioni e una visione più ampia dello sci italiano. La candidatura alle Alpi Occidentali nasce dall’idea di riportare tutto questo là dove era iniziato il percorso: sul territorio.






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