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È mancato Aldo Del Bò, istituzione del Turismo Bianco italiano

È mancato a Bressanone Aldo Del Bò, quasi 92 anni, uomo di turismo, giornalista e un sacco di altre cose. Tra le quali la direzione e poi la presidenza del DSI, associazione dei Direttori Sportivi Italiani, andata poi a scemare dopo la trasformazione in PMI, quando la sua attività prese la porta della pensione. Strano per un ligure (Genova) occuparsi così tanto della neve, ma la sua vita e la passione lo ha trascinato sulle vette senza opporre alcuna resistenza.

Suo papà avrebbe voluto che si occupasse dell’albergo di famiglia, ma Aldo, che è stato anche un grande giocatore di rugby, fu chiamato alle armi negli Alpini, tra San Candido e Dobbiaco. E lì scoppiò un vero e proprio colpo di fulmine. Il suo sogno è sempre stato quello di aprire un’attività a Livigno o a La Thuile, ma poi ha prevalso la voglia di girare tra le Alpi e gli Appennini fino a fermarsi a Madonna di Campiglio per tanti inverni.

Per diverse estati ha diretto la Sifas, la società impianti dello Stelvio. Grande sostenitore e “lottatore” del “fare sistema” in ambito turistico era sempre in prima linea come oratore o spettatore a convegni e congressi sul tema che ha portato spesso nel club Rotary di cui è stato prefetto. Anche da novantenne girava per le vie di Bressanone a bordo di un’ApeCar che aveva trasformato in una specie di carrozza principesca.
Ha scritto per tanti anni anche sulle pagine di Sciare trattando di vari argomenti, l’ultimo l’arte culinaria di montagna. Poi, quando, ha deciso che preferiva godersi intere giornate sui monti ha passato la rubrica alla figlia Rosetta che gestisce l’hotel Montna a Madonna di Campiglio e alla quale porgiamo le nostre più sentite condoglianze.

Aldo, grande e grosso, con l’immancabile barba lunga e bianca come la neve, ma sempre ben curata (da qualche anno la tagliava perché diceva lo invecchiasse un po’)  mancherà a tantissimi. Sarà felice di raggiungere uno dei suoi più grandi amici, Erwin Stricker.

Aldo se n’è andato senza soffrire ieri pomeriggio vicino alla moglie Laura che ha sposato più di 50 anni fa e che lo seguiva spesso perché assieme si divertivano sempre tantissimo. ieri pomeriggio c’erano anche Rosetta e i nipotini gemelli Giovanni e Ludovico che ora hanno 9 anni e che fanno una gran cagnara, come piaceva a lui in versione nonno. È quella l’ultima scena che hanno visto i suoi occhi. Poi li ha chiusi dicendo: “Bene, siete felici, io adesso però sono un po’ stanco…”. È mancato Aldo Del Bò È mancato Aldo Del Bò

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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