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Francesco Bettoni, dalla Vicepresidenza al Collegio dei Revisori dei conti

Angelica tiene il volante, Francesco Bettoni il telefono e, a ogni incrocio, un occhio sulla strada. A metà intervista arriva una frenata secca, poi la sua risata: «Sai com’è… è abituata ad abbattere i pali!». La figlia arriva dalle discipline tecniche: nel 2019 ha conquistato il tricolore ragazzi di combinata. Il vicepresidente della FISI risponde così, in macchina, fra una rotonda e una cifra di bilancio snocciolata a memoria.
Sabato 10 ottobre, a Verona, il suo nome comparirà su una scheda diversa. Nel luglio 2022 l’allora presidente del Comitato provinciale di Brescia si presentava come consigliere laico e ci diceva: «Mi candido per la Federazione». Oggi ripete lo stesso concetto con un incarico diverso nel mirino: dopo il consiglio federale e la vicepresidenza, corre per la presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti, l’organo che vigila sulla legalità e sulla correttezza dei conti federali.

Un terreno che conosce bene. Nato a Iseo e residente a Lovere, nella vita professionale Bettoni fa il dottore commercialista: guida uno studio tutto suo, siede come sindaco e revisore legale nei collegi di numerose società e ricopre il ruolo di amministratore delegato in diverse società per azioni, fra Brescia, Bergamo e Trento. I bilanci, insomma, fanno parte del suo mestiere quotidiano.

Da vicepresidente a revisore: perché questo passo?
«La mia è una candidatura al servizio della federazione. In questi anni ho dato il mio contributo sul piano giuridico, affiancando la FISI e tanti affiliati nella gestione dei lavoratori sportivi e del mondo della scuola. Mi sarebbe piaciuto ripresentarmi come consigliere, ma per quel ruolo la corsa era affollata e il mio nome avrebbe diviso. La federazione ha bisogno di unità d’intenti: siamo in pochi e l’obiettivo comune è la FISI stessa. Nei prossimi anni servirà grande attenzione sui bilanci e qui le mie competenze possono essere utili. Agli elettori il giudizio sul mio lavoro.»

In corsa trova anche il presidente uscente del Collegio.
«Al momento della mia scelta sapevo che avrebbe lasciato. Poi ha deciso di ripresentarsi, in modo del tutto legittimo. Ha lavorato bene, lo stimo, e in sede istituzionale ho preso le sue difese più di una volta: il controllore svolge un ruolo poco simpatico, ma necessario.»

Cosa fa davvero il Collegio dei Revisori?
«Il nome inganna. Somiglia al collegio sindacale di una società per azioni: verifica il rispetto della legge e dello statuto, vigila sui conflitti di interesse e sui principi di corretta amministrazione. Controlla che il bilancio preventivo e il consuntivo seguano le norme e rappresentino in modo fedele la realtà economica dell’ente. E interviene per fermare operazioni azzardate o imprudenti.»

Chi lo compone?
«Tre membri. Vent’anni fa venivano eletti tutti. Oggi l’assemblea elegge soltanto il presidente, gli altri due li nominano Sport e Salute e il Ministero dell’Economia e delle Finanze.»

Cosa hai imparato in quattro anni da vicepresidente?
«Tre cose. La prima: la FISI muove interessi economici enormi per intere comunità. Una tappa di Coppa del Mondo cambia la stagione di una località e da fuori questo valore resta sottovalutato. Flavio Roda su questo terreno è bravissimo, anche se lo racconta poco: penso alla doppia assegnazione dei Mondiali 2029 e 2031, o ai contributi per diversi milioni che ci aspettiamo dal ministero per i grandi eventi. La seconda: un sistema di regole internazionali complesso. Firmando la licenza, l’atleta accetta il regolamento FIS e la sua immagine passa attraverso la federazione, che sostiene costi senza chiedere un euro agli atleti.
Il famoso 20% trattenuto era una ritenuta fiscale, un acconto: in dichiarazione l’atleta pagava poi la differenza fino all’aliquota piena, che con le addizionali sfiora il 45%. Dal 1° luglio 2023 i compensi degli atleti godono di una cedolare secca al 20%, che chiude il conto in modo definitivo: per i nostri atleti il vantaggio è enorme.
La terza: dietro la sicurezza e l’organizzazione delle gare stanno obblighi e vincoli che anche molti addetti ai lavori ignorano.»

E la sorpresa più grande?
«Al centro dell’attenzione del presidente stanno gli atleti. Tutto il resto ruota attorno a loro.»

Come stanno i conti della federazione?
«La situazione patrimoniale richiede attenzione. Nel quadriennio olimpico 2021-2025 sono arrivati contributi aggiuntivi per tre milioni e mezzo l’anno. Nel 2022, però, le regole per rendicontarli sono cambiate a cose fatte: le spese erano già sostenute e quel primo anno si è chiuso in perdita. Abbiamo varato un piano di rientro con gli utili degli anni successivi e lo abbiamo completato. Adesso, nei prossimi due anni, va ricostituito il fondo di dotazione, circa un milione di euro. Quei contributi legati alla preparazione olimpica sono terminati, così già da quest’anno sono partiti tagli importanti sulle squadre.»

Quanto vale il bilancio della FISI?
«Il consuntivo 2025 sfiora i 47 milioni. 6 servono al funzionamento della federazione, compresi i circa 55 dipendenti. 8 sono sponsor personali degli atleti, che transitano dalla federazione e arrivano a loro. 5 appartengono ai comitati regionali. Altri 8 circa sono sponsor in natura, soprattutto Armani e Audi. Per l’attività sportiva vera, allenamenti e squadre, restano una ventina di milioni: da dividere fra 800 atleti, 300 tecnici e collaboratori, 15 discipline. A chi chiede più risorse per la sicurezza o per i club, rispondo con questi numeri.»

Cosa si aspetta dal domani?
«Lo sci è la mia passione e voglio continuare a metterla a disposizione della federazione nel ruolo che gli elettori mi affideranno. Resto dentro, con una finestra aperta sul futuro.»

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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