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L’Anello della Regina passa prima dall’Autodromo di Monza, poi arriverà sulla Stelvio

Un anello da consegnare a un pilota di Formula 1. Già questa è una cosa curiosa. Se poi l’anello richiama la Corona Ferrea, porta il nome della regina Teodolinda ed è stato fatto a mano da un orafo monzese, la storia diventa ancora più interessante. Da quest’anno, però, il gioiello avrà anche una versione sciistica.

Il prossimo 28 dicembre, a Bormio, l’Anello di Bormio sarà consegnato al vincitore della discesa libera di Coppa del Mondo. L’idea nasce dalla collaborazione fra l’Associazione Cultura & Motorsport, presieduta da Antonio Mariani, il maestro orafo e gemmologo Guido Guzzi e Fondazione Bormio, organizzatrice della tappa valtellinese.

La prima versione dell’Anello della Regina è nata per il Gran Premio d’Italia. Alla sua terza edizione, il riconoscimento viene assegnato al pilota che conquista la pole position all’Autodromo di Monza. Nel 2024 era toccato a Lando Norris, nel 2025 a Max Verstappen. Quest’anno sarà l’assessora regionale al Turismo, Marketing territoriale, Moda e Design, Debora Massari, a consegnarlo.

Il gioiello è un pezzo unico, esclusivo e non commerciabile. La lavorazione riprende in chiave contemporanea i simboli della Corona Ferrea e il legame con Teodolinda, una parte della storia di Monza che finora ha viaggiato soprattutto lungo il rettilineo dell’Autodromo.

Adesso quella storia sale verso Bormio, dove la velocità cambia terreno e anche il modo di misurarla. Sulla Stelvio il vincitore avrà davanti una discesa libera, il cronometro e quei pochi centesimi che separano una grande gara da una vittoria. Alla fine riceverà un anello, come accade al poleman di Monza.

La presentazione dell’iniziativa è avvenuta durante la conferenza stampa del Gran Premio d’Italia, alla presenza del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Secondo i promotori, Bormio sarà la prima tappa della Coppa del Mondo di sci ad assegnare un riconoscimento di questo genere al vincitore.

«Quella che parte da Monza e arriva a Bormio è una progettualità che valorizza due eccellenze lombarde conosciute in tutto il mondo», ha dichiarato Massari. «Due territori diversi, accomunati dallo sport, dalla velocità e dalla capacità di ospitare grandi appuntamenti internazionali».

Il progetto mette dunque in relazione Formula 1 e sci alpino, Monza e Bormio, il lavoro di un orafo e quello di uno sciatore che cerca sulla Stelvio la discesa perfetta. Il primo anello ha già due nomi importanti nella sua breve storia. Quello di Bormio aspetta il prossimo, da aggiungere il 28 dicembre.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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