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Presolana Ski Arena 365, estate da record: già pieno il calendario autunnal

A un certo punto dell’estate alla Presolana è successo qualcosa di curioso. Gli sci club hanno cominciato ad arrivare uno dopo l’altro, qualcuno dalla Lombardia, qualcuno dalla Valle d’Aosta, dal Trentino, dal Veneto, dal Lazio, dalla Campania, qualcuno addirittura dalla Svizzera, dall’Austria, dalla Francia e dalla Germania. La pista continuava a lavorare mentre sui ghiacciai la stagione diventava sempre più complicata, e al Passo della Presolana gli sci continuavano a girare.

Era il primo vero banco di prova per Presolana Ski Arena 365, nata dalla collaborazione fra Neveplast e Neve Srl, proprietaria di Presolana Ski, e inaugurata lo scorso 13 giugno. Due mesi dopo, il bilancio racconta qualcosa che forse va oltre le aspettative iniziali: la pista è diventata un luogo di allenamento, di incontro e di scoperta proprio nei mesi in cui, tradizionalmente, lo sci si ferma.

Il dato più interessante arriva dagli sci club. Sono arrivati gruppi da molte regioni italiane e anche dall’estero, alla ricerca soprattutto di una cosa: la possibilità di ripetere il gesto tecnico. Quando il ghiacciaio chiude prima del previsto o le condizioni rendono complicata la programmazione, avere una pista sulla quale lavorare diventa improvvisamente molto più importante.

Julien Gens, allenatore dello Sci Club Val d’Ayas, è rimasto colpito soprattutto dalla sensazione che restituisce la superficie: «Ci ha sorpreso soprattutto la velocità e la sensazione, molto simile allo sci su una neve dura e scivolosa. È uno strumento molto utile anche tecnicamente, perché permette di evidenziare e correggere gli errori, oltre a offrire un’interessante alternativa per allenarsi senza dover affrontare lunghi spostamenti».

È forse proprio questa la caratteristica che sta emergendo dalla prima estate: la Presolana non pretende di sostituire la montagna innevata, offre agli allenatori un altro modo per lavorare quando la neve diventa difficile da raggiungere.

Sabrina Fanchini, allenatrice dello Sci Club Rongai, ha visto soprattutto la continuità del lavoro: «Ci siamo trovati molto bene. I ragazzi hanno dato continuità all’allenamento e ci sembra siano progrediti molto. Ora siamo curiosi di tornare sulla neve per verificare quanto del lavoro svolto in Presolana riusciremo a ritrovare durante la stagione».

La frase più significativa arriva forse da Michele Morelli, allenatrice dello Sci Club Terminillo. Quattro giorni di allenamento lontano dal ghiacciaio possono diventare un investimento importante, soprattutto per un club che arriva dal Lazio. «Siamo arrivati con aspettative alte, ma la realtà è andata oltre», racconta. La pista permette una quantità di ripetizioni difficilmente immaginabile sul ghiacciaio: circa 60 giri in una giornata per ogni ragazzo. E poi c’è la superficie, che richiede precisione e una sciata pulita. È un altro modo di intendere l’allenamento estivo. Meno dipendente dalle condizioni naturali, più concentrato sulla ripetizione del gesto.

Quando alla Presolana sono arrivati Raich e Schild

Poi, quasi senza annunci, sono arrivati due nomi che dello sci conoscono praticamente tutto. Benni Raich e Marlies Schild, insieme ai loro due figli e a una rappresentanza di giovani atleti dello Scigymnasium Stams, hanno raggiunto la Presolana grazie alla collaborazione con Sunkid, partner di Neveplast. Una visita quasi discreta, con l’obiettivo di provare personalmente la pista e capire se possa diventare uno strumento da affiancare al lavoro sul ghiacciaio.

Raich e Schild insieme hanno conquistato 25 medaglie fra Olimpiadi e Campionati Mondiali. Quando due sciatori con un palmarès del genere salgono su una superficie artificiale per capire come possa essere utilizzata dai giovani, vale la pena ascoltare quello che hanno da dire.

«Siamo rimasti piacevolmente sorpresi. La pista può essere un ottimo strumento per continuare ad allenarsi durante l’estate e rappresenta una possibilità molto interessante anche per i più giovani nei periodi in cui non è possibile sciare sulla neve. In estate tutti noi siamo a caccia di località dove poterci allenare al meglio». È una promozione difficile da immaginare più efficace.

Poi sono arrivati quelli del freestyle

La pista alpina ha avuto anche un’altra vita. Accanto ai pali e all’allenamento delle squadre è cresciuta l’area freestyle, con rail e box che hanno attirato snowboarder esperti, club e ragazzi alle prime armi.

Qui il discorso cambia ancora. Per imparare un trick servono ripetizioni, spazio, sicurezza, possibilità di provare e riprovare. La neve naturale diventa una condizione, la struttura tecnica diventa invece lo strumento attraverso il quale costruire il gesto.

I contest organizzati durante l’estate hanno portato altra gente, soprattutto giovane, e il successo dell’area sta già spingendo verso un possibile potenziamento. È una delle sorprese della prima stagione: una pista nata pensando allo sci e allo snowboard trova nel freestyle un altro modo per restare viva.

La domenica arrivano tutti

Poi ci sono quelli che non appartengono a uno sci club. Mercoledì e domenica la pista si è aperta al pubblico e qui la Presolana ha scoperto un’altra parte della propria vocazione. C’è chi ha rimesso gli sci ai piedi dopo mesi, chi voleva semplicemente provare, chi è arrivato per curiosità, chi ha approfittato dei maestri della Scuola Sci Magica Presolana per prendere una lezione.

La cosa interessante è che l’esperienza funziona anche fuori dalla logica dell’agonismo. Non servono una gara, un cronometro o una squadra per trovare un motivo per sciare d’estate. Basta averne voglia. E il clima del Passo della Presolana, spesso più fresco rispetto alle località di fondovalle, ha fatto il resto.

Anche la carrozzina trova la sua pista

Fra le immagini più significative dell’estate ci sono anche quelle degli atleti di Enjoyski Sport con disabilità motorie e sensoriali, arrivati alla Presolana per allenarsi sia in campo libero sia tra i pali.

In questo caso l’accessibilità non è un concetto astratto. Il grande parcheggio direttamente sotto la pista e lo ski lift rendono più semplice l’accesso anche agli atleti in carrozzina. È una possibilità che allarga ulteriormente il significato del progetto.

L’idea di Pasinetti: una montagna che lavora anche d’estate

Lorenzo Pasinetti, amministratore delegato di Presolana Ski, ammette che la risposta è andata oltre le aspettative. «Sinceramente non mi aspettavo una risposta di queste dimensioni. Ci ha colpito l’interesse degli sci club arrivati dall’Europa e da tutta Italia. Vedere così tanti ragazzi, una pista così viva e la nostra Presolana così colorata durante l’estate è stato meraviglioso».

La parola che usa è destagionalizzazione, che nel turismo montano è diventata quasi una necessità. Qui però assume una forma molto concreta: la montagna continua a produrre attività anche quando la neve naturale è lontana. Nicolò Bertocchi, amministratore delegato di Neveplast, sottolinea invece un dato che forse sorprende ancora di più: il pubblico.

«Quello che più mi ha fatto piacere è stato vedere il successo delle aperture al pubblico. Immaginavamo forse una risposta più tiepida, invece abbiamo visto tantissime persone arrivare per provare, imparare e divertirsi». La Presolana, insomma, ha scoperto di avere due pubblici. Quello che viene per allenarsi e quello che viene semplicemente per sciare.

La montagna preparata in valigia

Una parte del successo passa anche dall’organizzazione. La collaborazione con la Scuola Sci Magica Presolana e la Scuola Sci Mood Sport permette agli sci club di arrivare e trovare qualcosa che va oltre la pista.

Prenotazioni, accoglienza, pali, cronometraggio, strutture alberghiere, ristorazione, preparazione atletica e allenamento a secco possono essere organizzati all’interno dello stesso soggiorno. È una formula che agli sci club interessa molto, soprattutto quando arrivano da lontano. Il viaggio diventa più sensato se, una volta arrivati, trovano già tutto quello che serve per lavorare. E infatti l’autunno è già pieno di prenotazioni.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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