Al Milano Mountain Show il neopresidente lombardo ha presentato le squadre regionali 2026/27: sul palco Bettoni, Giordani, i crossisti Tomasoni e Zorzi e il Fanchini Day
Vetro e acciaio sopra, aria di montagna sotto. Domenica pomeriggio, ai piedi del grattacielo della Regione, Piazza Città di Lombardia ha ospitato dentro il Milano Mountain Show la festa d’apertura del Comitato FISI Alpi Centrali. Erano presenti gli atleti delle Squadre Regionali, i tecnici e i presidenti di sci club scesi da Valtellina, Valle Camonica, Bergamasca e Brianza, con le famiglie al seguito.
Roberto Malvezzi, fresco di elezione, ha preso per primo il microfono davanti alla sua platea. Ha ringraziato Regione Lombardia per ospitalità e sostegno, poi ha rivolto ai ragazzi un in bocca al lupo corale. «Sarà l’occasione per riunire in un unico momento le diverse anime del Comitato e condividere l’inizio di un nuovo percorso sportivo», ha spiegato.

Sul palco si sono alternati il vicepresidente federale Francesco Bettoni e Claudia Giordani, oggi presidente FISI Milano dopo una carriera passata tra i pali stretti. Il ct Bartolomeo Pala ha accompagnato Federico Tomasoni ed Edoardo Zorzi, olimpici dello skicross, accolti da un applauso da finale vinta al fotofinish.
Il momento destinato agli annali è arrivato subito dopo. Bettoni ha chiamato Federico Pelizzari, Davide Bendotti, Andrea Ravelli e Nicola Cotti Cottini, paralimpici entrati in Federazione dal primo ottobre. Sono stati premiati accanto agli olimpici, nello stesso pomeriggio e sotto le stesse luci: una prima volta assoluta tra i Comitati. Malvezzi ha parlato di «un messaggio di appartenenza», di «un unico movimento all’interno della Fisi» e di «un gesto concreto».
Nadia Fanchini e Claudio Novembrini hanno presentato la quarta edizione dell’Elly Fanchini Day, in programma il 4 aprile tra Ponte di Legno e Tonale, raccontata in un articolo dedicato.

Il cuore del pomeriggio apparteneva però ai ragazzi delle Squadre di Comitato 2026/2027, chiamati per nome uno a uno. Alle spalle hanno mesi di palestra e valigie, davanti un inverno tra Coppa Italia, gare FIS e magari una prima convocazione in Coppa Europa. Intorno a loro il Comitato descrive un sistema fatto di «società, tecnici, volontari, famiglie, territori e impianti». In pista prende la faccia del papà che guida tre ore per un gigante regionale e la sera riparte con il pettorale del figlio in tasca. Fuori, Milano correva al suo ritmo. Dentro, per qualche ora, si sentiva già il fruscio delle lamine sul duro di dicembre.






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