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Maestri di sci, l’appello di Cuc e Bonelli al Governo: “Ora aprite gli impianti al pubblico”

Maestri di sci, l’appello di Cuc e Bonelli al Governo: “Ora aprite gli impianti al pubblico”
La stagione è ovviamente finita, ma è il caso di non rimanere in silenzio in attesa del prossimo inverno, così Beppe Cuc, Presidente Colnaz e Maurizio Bonelli, Presidente Amsi, rivolgono al Governo l’appello di consentire al pubblico di usufruire degli impianti di risalita.

Tra poco parte lo sci estivo sui ghiacciai, e Funivie, telecabine e seggiovie  sono utilizzate da giugno a settembre in tutte le stazioni di montagna.

L’appello di Cuc e Bonelli ricorda che: “Come il 14 febbraio i Maestri di sci italiani accettarono ciò che la scienza imponeva, ora come allora, con pari risolutezza occorre continuare ad affidarsi alla scienza. La richiesta dei Maestri di sci italiani di aprire al pubblico gli impianti di risalita, trae origine dalla constatazione di un dato di fatto supportato da evidenze scientifiche.

Così A.M.S.I. e COL.NAZ, a nome dei 15.000 Professionisti della Neve e le oltre 400 Scuole, sostengono ed evidenziano ancora una volta come lo sport dello sci praticato in ambiente montano, all’aria aperta è intrinsecamente un’attività che presenta limitatissimi rischi sanitari, tanto più se svolta sotto forma di lezione di sci.

Il Maestro di sci svolge, infatti, la propria attività all’aperto ed è inserito in un contesto generale che, per sua stessa natura, presuppone distanziamento e protezione.

Innumerevoli studi scientifici, di cui alcuni recenti supportati dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), hanno avvalorato che, con il rispetto del distanziamento, la diffusione del contagio all’aria aperta è un’eventualità estremamente rara.

In particolare, tra gli altri, si può riportare il recente studio dell’Health Protection Surveillance Center (HPSC) secondo il quale solamente un caso di positività su 1.000 è riconducibile ad una trasmissione del contagio avvenuta all’aperto.

Nonostante gli studi siano condivisi dalla comunità scientifica internazionale e confermati dai fatti, basti pensare alla situazione della confinante Svizzera che pur consentendo l’attività dello sci al pubblico non ha riscontrato un aumento di casi, in Italia si è scelto di percorrere, fino a oggi, la strada della chiusura totale degli impianti di risalita al pubblico.

Da mesi continuiamo ad osservare il dibattito sulle aperture e ancora ricordiamo con incredulità la sera del 14 febbraio nella quale si consumò l’ultimo ennesimo atto contro una montagna già sofferente.

Allora accettammo ciò che la scienza impose; oggi, con pari risolutezza, è necessario continuare a dare ascolto alla scienza: la richiesta dei Maestri di sci italiani, di aprire al pubblico gli impianti di risalita, trae origine dalla constatazione di un dato di fatto supportato dalle evidenze scientifiche che, con pragmatismo, occorre percorrere.

I Maestri di sci italiani chiedono, nell’ambito del definendo quadro generale, la riapertura degli impianti nei comprensori sciistici per l’attività amatoriale e che, fin da subito, venga consentito loro di utilizzarli con i propri allievi, nel rispetto dei protocolli di sicurezza in essere. Maestri di sci l’appello Maestri di sci l’appello

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.