Il Comitato Esecutivo del CIO mette la firma sotto il programma di Alpes 2030 e la storia dei Giochi Invernali prende una piega nuova. Per la prima volta le quote atleti si dividono in parti uguali, 1.525 donne e 1.521 uomini, tremilaquarantasei protagonisti pronti a sfidare la neve e il ghiaccio delle Alpi francesi in 126 gare: 56 al femminile, 55 al maschile, 15 miste.
Il dato più clamoroso riguarda una disciplina presente ai Giochi dal 1924. La combinata nordica saluta il palcoscenico olimpico e lascia il posto a nuove proposte pensate per attirare un pubblico più giovane e più ampio.
Il freeride debutta sugli sci e sulla tavola, sia al maschile che al femminile, portando sulle piste olimpiche l’adrenalina delle discese fuori pista che i social hanno reso popolari negli ultimi anni. Sul ghiaccio arriva synchro, il pattinaggio sincronizzato a squadre, pronto a regalare coreografie di gruppo capaci di stupire il pubblico dei Giochi. Il parallelo gigante snowboard resta invece confermato nel programma, segno di continuità in mezzo a tanti cambiamenti, mentre lo snowboard aggiunge anche il parallelo a squadre miste tra le new entry.
Le altre new entry toccano quattro sport. Nel biathlon debutta la staffetta mista singola. Nel pattinaggio arrivano team sprint maschile e femminile nello speed skating, oltre al citato synchro. Sci e snowboard si arricchiscono di team ski cross misto nello sci freestyle e di super team femminile nel salto con gli sci. Lo sci alpinismo, sport aggiunto su proposta del comitato organizzatore francese e approvato dalla Sessione CIO di giugno, sbarca con le gare individuali e sprint, maschili, femminili e a staffetta mista.
La Federazione Internazionale Sci risponde a stretto giro. Il presidente Alexander Ospelt parla apertamente di delusione: dietro l’esclusione della combinata nordica, secondo il CIO, pesano quattordici indicatori di popolarità che penalizzano la disciplina rispetto alle altre. Ospelt ricorda le radici della combinata, presente fin dalla prima edizione dei Giochi Invernali e pilastro della formazione degli atleti nordici, cresciuta negli ultimi anni grazie alle gare femminili.
Il segretario generale ad interim Urs Lehmann rilancia sul futuro: l’esclusione della combinata nordica dai Giochi 2030 rinforza, anziché ridimensionare, l’impegno della federazione verso Coppa del Mondo e Mondiali di sci nordico. Il Presidente Fis Ospelt fissa l’obiettivo con chiarezza: comprendere i rilievi del CIO, lavorare per superarli, riportare la combinata nordica sul podio olimpico già nel 2034.
Sul fronte opposto, il freeride vive una crescita fulminea dentro la stessa federazione. Reduce dal primo Freeride World Championships di Andorra, la disciplina sbarca alle Olimpiadi a soli 34 anni dalla nascita della sua gara fondativa, lo Xtreme di Verbier del 1996. Il circuito conta oggi oltre 10.000 rider tesserati e più di 300 gare annuali su quattro continenti. Ospelt sottolinea il fascino del freeride, capace di unire adrenalina su terreni naturali spettacolari a un percorso strutturato di crescita per gli atleti, dal livello giovanile fino all’élite.
Le quote atleti FIS salgono a 1.264 posti, quattro in più rispetto a Milano Cortina 2026. Il programma Alpes 2030 porta in dote tre nuove gare per le discipline FIS: super team femminile nel salto con gli sci, team ski cross misto, parallelo a squadre miste nello snowboard. Ospelt rivendica la forza della federazione proprio nell’ampiezza del proprio ventaglio di discipline, elemento decisivo agli occhi del CIO in una fase di attenta selezione del programma olimpico.






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