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Presolana Ski Arena “battezzata” da allenatori, atleti e istruttori!

Il 14 novembre scorso, alla Presolana, la natura aveva scritto il primo capitolo con una sottile ironia. Proprio nel momento destinato al taglio del nastro, una nevicata generosa — quasi trenta centimetri — aveva avvolto la pista, come a voler ricordare la propria sovranità. L’inaugurazione della Presolana Ski Arena 365 era nata così: sotto il segno della neve, nel cuore dell’inverno.

Federico Tomasoni

Oggi, il racconto prende una direzione diversa. Nessuna sorpresa dal cielo, ma un confronto lucido e concreto: un incontro tecnico pensato per mostrare all’apparato dello sci alpino la funzionalità e il potenziale di una struttura che ambisce a ridefinire l’allenamento.

Tra i profili netti della montagna, la Presolana Ski Arena 365 si afferma come un laboratorio permanente. L’open day tecnico del 28 aprile ha riunito competenze, esperienze, visioni. Tecnici, allenatori, atleti: un tessuto umano capace di dare senso a ogni discesa, a ogni esercitazione, a ogni dialogo nato a bordo pista.

Matteo Nana

Il progetto, frutto della sinergia tra Neveplast e Presolana Ski, introduce una prospettiva chiara: continuità assoluta. Allenamento lungo tutto l’arco dell’anno, senza interruzioni stagionali. I materiali Neveplast di nuova generazione offrono una superficie evoluta, pensata per il lavoro tra i pali e per esercitazioni specifiche, dove precisione e sensibilità trovano una nuova dimensione.

Accanto all’innovazione tecnica, emerge una visione responsabile. Le superfici certificate ISCC Plus, realizzate interamente con materie provenienti da fonti non fossili, rappresentano una scelta concreta. Anche la posizione strategica contribuisce a questa logica: vicinanza ai principali centri urbani lombardi, accessibilità per sci club e giovani atleti, riduzione di tempi, costi e impatto legato agli spostamenti.

Durante il pomeriggio, la pista ha vissuto una continua intensità. Discese serrate, sessioni tra i pali, test ripetuti. Nessuna pausa, solo lavoro. Un ambiente dinamico, dove ogni gesto tecnico veniva osservato, discusso, raffinato.

Federico Tomasoni ha riportato il discorso all’essenza: radici. Cresciuto su queste montagne, ha riconosciuto nella struttura un valore che va oltre l’aspetto tecnico. Matteo Joris, con lo sguardo di chi opera ai massimi livelli, ha colto invece l’opportunità di integrare questo strumento nella preparazione avanzata. Poi la leggerezza sincera di Ivano Edalini, capace di restituire una verità semplice: il piacere della sciata. Livio Magoni ha evidenziato l’efficacia del mezzo nella costruzione dell’atleta, mentre Matteo Nana ha sottolineato l’evoluzione evidente del materiale, con sensazioni sempre più vicine a quelle della neve.

Matteo Joris e Antonio Noris

Carlo Vanzini ha aggiunto una dimensione affettiva, legata al territorio e alla formazione sportiva. Un ritorno che porta con sé memoria e passione. Dietro l’intero progetto, una spinta personale profonda. Niccolò Bertocchi ha raccontato un sogno che attraversa il tempo e la famiglia, sostenuto da una presenza silenziosa ma costante. Un legame che trasforma l’innovazione in qualcosa di più intimo, quasi necessario.

I numeri rafforzano il quadro: circa settanta partecipanti, tra cui sessanta tecnici qualificati. Una presenza selezionata, attenta, coinvolta. Tra loro anche Alessandro Andreoli, a testimonianza dell’interesse che la struttura suscita ai livelli più alti.

Carlo Vanzini

Presolana Ski Arena 365 si configura come un ecosistema completo: pista, preparazione atletica, strutture sportive, ospitalità organizzata. Un luogo dove l’allenamento si estende, si approfondisce, si evolve.

Federico Tomasoni discute con Joris, Bertocchi e Camilla Ronchi di Neveplast

La neve, un anno fa, aveva segnato l’inizio. Oggi, al suo posto, resta una certezza: lo sci può esistere oltre la stagione, trasformandosi in presenza continua, in ricerca costante, in futuro già in atto.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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