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Sestola ritrova la sua storia: una piazza piena per applaudire Flora e Miro Tabanelli

C’era la medaglia olimpica, i racconti di Coppa del Mondo, gli aneddoti di una famiglia cresciuta sulla neve dell’Appennino, ma soprattutto c’era una piazza che aveva voglia di ascoltare. Piazza Vittorio Veneto, a Sestola, si è riempita ben oltre le aspettative per la serata dedicata a Flora e Miro Tabanelli, protagonisti di un incontro che ha trasformato una celebrazione in un viaggio dentro la cultura sportiva di una comunità che continua a costruire campioni.

Sul palco, accanto ai due fratelli, si sono alternati il sindaco Fabio Magnani, il sindaco di Fanano Stefano Muzzarrelli, l’assessore alla cultura del comune di Lizzano Paolo Maini l’ex azzurro e tecnico Roberto Boselli, l’ex azzurra Barbara Milani, la 22enne Carlotta De Leonardis e Martina Boselli oggi allenatrice dello Sci Club Sestola. Ognuno ha aggiunto un tassello a una storia che parte molto prima delle medaglie e delle gare di Coppa del Mondo, quando lo sci rappresentava semplicemente un gioco e la montagna era il cortile di casa.

La serata ha preso forma attraverso un dialogo che ha accompagnato il pubblico dentro il mondo del freestyle. Flora e Miro hanno spiegato come nasce un trick, quanto lavoro si nasconde dietro pochi secondi trascorsi in aria, l’importanza della velocità, della rincorsa, della precisione e di quella fiducia costruita in migliaia di allenamenti fra air bag, water jump e neve. Un linguaggio tecnico diventato improvvisamente semplice grazie ai loro racconti e ai filmati proiettati sul palco, che hanno permesso anche ai meno esperti di comprendere cosa accade durante un salto.

Il momento più intenso è arrivato quando le domande hanno abbandonato classifiche e risultati per entrare nella dimensione personale. L’infanzia a Sestola, il rapporto fra fratello e sorella, la famiglia, le prime discese, i dubbi, le emozioni prima della partenza e il desiderio di restare gli stessi anche dopo una medaglia olimpica hanno restituito l’immagine di due ragazzi rimasti profondamente legati alle proprie radici.

Mamma Lucia e papà Antonio

Sul palco anche la sorella più grande Irene, maestra di sci e artista e tra il pubblico anche papà Antonio, designer e mamma Lucia che gestisce il rifugio Duca degli Abruzzi.

Intorno a loro si è ritrovata un’intera comunità. Gli interventi di Boselli, Milani, De Leonardis e Martina hanno raccontato come il talento rappresenti soltanto il punto di partenza e come, dietro ogni atleta, esista una rete fatta di maestri, allenatori, famiglie e volontari capaci di accompagnare la crescita di generazioni di sciatori.

Il coinvolgimento dei bambini dello Sci Club Sestola ha regalato uno dei passaggi più spontanei della serata. Le loro domande, nemmeno così banali, sicuramente sincere, hanno riportato Flora e Miro ai primi anni trascorsi sulla neve, quando il sogno olimpico sembrava lontanissimo e ogni giornata terminava con un nuovo salto da provare insieme.

Flora e Miro con mamma Lucia

L’applauso finale, lungo e caloroso, ha fotografato meglio di qualsiasi numero il significato dell’iniziativa. Sestola ha accolto i campioni Miro e Flora, ma soprattutto ha riconosciuto una parte della propria identità. Per una sera il freestyle è diventato il filo conduttore di una storia collettiva, quella di un paese dell’Appennino che continua a trasmettere ai più giovani la passione per la montagna e per lo sport.

L’intensità dell’incontro ha portato le istituzioni a sbilanciarsi con una mezza promessa.

Luciano Magnani, presidente del Consorzio del Cimone, e il sindaco Fabio Magnani hanno manifestato la volontà di valutare la realizzazione di strutture dedicate al freestyle e di spazi utilizzabili anche durante l’estate. Nessun annuncio, perché fra il desiderio e la fattibilità esistono aspetti tecnici e organizzativi da approfondire, ma l’impegno a verificare questa possibilità è stato assunto davanti al pubblico.

A fine incontro c’è stato spazio anche per la 14enne Elettra Fabbri, giovanissimo talento del tennis emiliano, cresciuto proprio sull’Appennino. Campionessa regionale under 12 e under 14 è sembrata “sul pezzo”, anche lei concentrata a trasformare i sogni in realtà.

La giovane tennista Elettra Fabbri e il Sindaco di Sestola Fabio Magnani. A sinistra, Irene, sorella maggiore di Miro e Flora

Il pubblico ha lasciato la piazza con la sensazione di avere assistito a qualcosa che andava oltre una semplice celebrazione. Per una sera Sestola ha raccontato se stessa attraverso le storie di chi è partito da queste montagne per arrivare ai vertici del mondo, ricordando che il talento cresce dove una comunità sa riconoscerlo, sostenerlo e trasmetterlo alle nuove generazioni. È proprio questo il patrimonio più prezioso custodito dall’Appennino modenese.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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