Jesolo, Piazza Mazzini. Fine maggio, aria tiepida, profumo di mare. Eppure per una giornata intera quella piazza ha respirato montagna, neve, adrenalina da gara, lacrime vere. The Series è arrivata alla sua ventesima edizione cambiando nome — fino all’anno scorso si chiamava Energiapura Series — ma non cambiando anima. Anzi, allargandola.

Perché The Series non è una premiazione. Non è una fiera. Non è nemmeno un evento nel senso convenzionale del termine. È qualcosa di più difficile da definire e proprio per questo più raro: un atto d’amore verso lo sport, verso i giovani, verso quella montagna che qui, in riva all’Adriatico, si è materializzata con una pista in sintetico firmata Skadi su cui bambini e atleti paralimpici hanno sciato per ore, con il poligono del biathlon montato a pochi passi dal lungomare, con gli attrezzi per la preparazione atletica dello sci di fondo allineati sotto il sole veneto. La montagna portata al mare, letteralmente. E il mare che — almeno per un giorno — ha accettato di farsi scalare.

Alberto Olivetto con Stefano Ceiner il conduttore dell’evento e Andrea Pernice che ha dato mil nome alla ben nota società di comunicazione ed eventi intervenuta per la creazione del nuovo format “The Series” che ospita no solo la premiazione EP Series
Un villaggio, vent’anni di storia e un palco che vale tutto
Una trentina di espositori ha animato il villaggio: brand dello sci e dell’accessoristica, destinazioni turistiche, aziende tecniche. Val di Fassa, Alpe Cimbra, Oasi Zegna Ski Racing Center e Monte Pora hanno condiviso un breve forum turistico raccontando i propri territori a famiglie, allenatori, tecnici. Vola — nata come azienda di sciolina quasi novant’anni fa, oggi protagonista anche nel segmento caschi e maschere — ha portato il peso della propria storia e la leggerezza di chi sa reinventarsi. Atomic ha presentato il progetto JTC: una decina di giovani atleti Children selezionati per ricevere supporto tecnico e fornitura di attrezzi lungo tutto il loro percorso agonistico. Non uno sponsor, un investimento sul futuro.

La coppia visually impaired Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli con Lucia Dalmasso
Energiapura ha schierato i propri giovani — protezioni, antitaglio, divise — quasi tutti già inseriti nelle squadre nazionali, chi in gruppo B chi in gruppo C. Ragazzi che tra qualche anno guarderanno indietro e ricorderanno questo palco come uno dei primi momenti in cui hanno capito che il loro lavoro aveva un senso pubblico.
Le premiazioni: il rendimento prima della vittoria
Il cuore della giornata resta il sistema di premiazione che da vent’anni distingue l’Energiapura Series — oggi The Series — da qualsiasi altro circuito giovanile. Non vince chi taglia il traguardo per primo in una singola gara. Vincono i migliori 20 maschi e femmine delle categorie Cuccioli (EP Kids), Allievi e Ragazzi (EP Children) che hanno dimostrato continuità e rendimento lungo tutta la stagione, nelle gare più importanti delle rispettive categorie. Vincono i top 20 sci club che hanno saputo costruire una collettività performante, non solo singoli talenti. Una filosofia che potrebbe sembrare scontata e invece è rivoluzionaria, perché in un’epoca ossessionata dal singolo exploit, The Series premia chi sa essere costante. Chi si presenta ogni volta. Chi non molla quando la neve è lenta o il tracciatore ha esagerato con le porte.
Bertagnolli-Ravelli, Dalmasso, Nef: quando il palco diventa grande davvero

Lo slalomista elvetico Tanguy Nef, presente anche come atleta del team Vola
Gli atleti presenti hanno trasformato la giornata in qualcosa che andava oltre le premiazioni. Giacomo Bertagnolli e la guida Andrea Ravelli — plurimedagliati paralimpici, tra i più forti al mondo nella loro specialità — hanno portato quella dimensione dello sci che troppo spesso resta in secondo piano rispetto alla Coppa del Mondo. Lucia Dalmasso, bronzo olimpico e detentrice di due Coppe del Mondo di snowboard — slalom parallelo e team event — ha ricordato che la montagna d’inverno non ha una sola faccia. Tanguy Nef, slalomista svizzero del team Vola e campione olimpico a squadre, ha portato il livello tecnico di chi quella neve la frequenta ogni giorno per mestiere e per vocazione.

Sul palco, in un video messaggio, il presidente FISI Flavio Roda ha espresso il suo apprezzamento per l’evento e per il lavoro di Energiapura. Lucas Pinheiro Braathen — presente tre anni fa a San Vigilio di Marebbe, dove The Series si tenne con l’anima organizzativa di Danny Kastlunger, il motore del gigante femminile sulla Erta — ha mandato il proprio saluto in un secondo messaggio video. Max Blardone, appena promosso primo allenatore del gigante della squadra A, ha calcato il palco con la discrezione di chi conosce il valore del momento: un passo indietro rispetto agli atleti, perché quello era il loro momento e lui lo sapeva benissimo.
Mamma Elena, papà Adolfo: il momento che ha fermato il respiro
Sul palco sono saliti Elena e Adolfo Lorenzi. Mamma e papà di Matilde. Nessuna retorica, nessuna scenografia studiata. Solo due genitori che hanno scelto di trasformare un dolore incolmabile in azione concreta, raccontando il lavoro che la Fondazione Matilde Lorenzi ETS sta costruendo giorno dopo giorno sul fronte della sicurezza nello sci agonistico. La piazza ha ascoltato in silenzio. Certi momenti non hanno bisogno di commenti.

Milano Mountain Show
The Series assomiglia tanto Milano Mountain Show la rassegna ideata da Fandango Club lo scorso anno che si replicherà dal 24 al 29 ottobre questa volta in Piazza città di Lonbardia. I primi due giorni dedicati ai consumer, poi il pallino passerà al settore professionale che sorregge l’intera filiera industriale della montagna. Forum internazionale del turismo, assemblea Anef e tanti momenti di discussione con gli stake holder del settore.
Giovanni Franzoni e il camoscio d’oro: l’umiltà del campione vero

Il momento topico della giornata ha un nome e cognome precisi: Giovanni Franzoni. Michele Dalla Bona — l’anima creativa di Energiapura, colui che costruisce questi appuntamenti con la passione di chi non ha mai smesso di credere nello sport pulito — ha orchestrato una sorpresa che ha fatto saltare il cuore a tutti i presenti.
Prima un video realizzato dai ragazzi di Motion Talk, capace di raccontare in pochi minuti il percorso di un ragazzo che ha vinto la Streif di Kitzbühel e conquistato l’argento olimpico in discesa libera. Poi l’ingresso trionfale di Giovanni sul palco, il camoscio d’oro — il trofeo mitico riservato al vincitore della gara più leggendaria dello sci mondiale — tenuto quasi con timidezza tra le mani. Come se quel pezzo di storia pesasse davvero, non solo fisicamente.

Franzoni ha risposto alle domande di Marco Di Marco, direttore della Rivista Sciare, con la semplicità di chi non ha ancora capito — o forse ha capito benissimo e ha scelto di non cambiare — quanto vale quello che ha fatto: “Sono il ragazzo di sempre, semplice, riservato, concentrato a continuare a vincere. Sono esattamente quello di ieri.”
Poi Dalla Bona ha aperto le porte della sorpresa vera. Sul palco, sono saliti i suoi genitori Irene e Osvaldo, il fratello Alessandro. Poi i suoi primi allenatori — Armani quando Giò militava nei Cuccioli, Elena Valt (Children), Moritz Micheluzzi (Giovani )— e Riccardo Coriani, il suo skiman storico, che dal palco ha regalato l’aneddoto più bello della giornata: “Eravamo in partenza e gli dissi: se hai intenzione di vincere dimmelo ora che ti do lo sci bello se no non farmelo sprecare. E lui: sì, scenderò per vincere, dammi quello sci.”

Max Blardone allenatore dei gigantisti della squadra A sul palco assieme a Franzoni
Sul palco anche Sid, il fido cane. E poi gli amici più intimi — quelli che non si vedono mai nelle foto e nei comunicati stampa ma che nel 2023, dopo la caduta a Wengen e l’operazione ai tendini in Finlandia, erano lì quando Giovanni non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto: sono Tommaso Dugheri e Vittorio Tagliapietra! Quelli che reggono tutto quando il campione non ce la fa da solo. Si è molto nascosta ma c’era anche la bellissima fidanzata Camilla che ha confermato: “Sì, è rimasto il Giò di sempre!“. Infine, una cinquantina di tifosi scatenati armati di divisa ufficiale, bandiere e striscioni: il fan club. Non un’appendice folkloristica. Un pezzo essenziale di quella storia.
La sfilata, la nuova divisa, le istituzioni
La giornata ha trovato un altro momento di intensità nella sfilata Energiapura con la nuova collezione indossata direttamente dagli atleti — non da modelli, dagli atleti — e nella presentazione della nuova divisa disegnata da un artista dei graffiti. Arte urbana che incontra lo sci agonistico: un cortocircuito visivo perfetto per un’azienda che non ha mai avuto paura di uscire dai confini del proprio settore.

Parte del Team Giovani di Energiapura, da sinistra: Alenha Taschler, Ettore Bussei Canone, Anur Mehic, Pietro Casartelli e Peter Corbellini
Sul palco anche il sindaco di Jesolo e l’europarlamentare Elena Donazzan, che ha ritrasmesso alla piazza l’emozione olimpica vissuta nel Veneto durante i Giochi di Milano Cortina 2026. Il patron Alberto Olivetto ha chiuso il cerchio con le parole che da vent’anni sintetizzano la ragione di esistere di Energiapura: sostenibilità e sicurezza. “Da lì non ci si muove. Ma si studia, si elabora, tutto in nome dei giovani.”

Alberto Olivetto, patron di Energiapura
Vent’anni e un’idea che non invecchia
The Series potrebbe essere raccontata come un evento di marketing sportivo. Sarebbe sbagliato, riduttivo, e soprattutto falso. Energiapura è un’azienda tecnica che produce abbigliamento e protezioni per lo sci agonistico. Ha fatturato, ha obiettivi commerciali, ha sponsor da soddisfare. Eppure da vent’anni costruisce qualcosa che il marketing non riesce a comprare: fiducia. Quella dei club, degli allenatori, delle famiglie, dei ragazzi. Quella di atleti come Franzoni che tornano non perché devono ma perché vogliono.

Gli Azzurri di EP: Giada D’Antonio, Marta Giaretta, Emma Bastita, Arianna Putzer, Tobias Kastlunger, Max Clara, David Castlunger, Thomas De Ambrogio, Pietro Scesa e Jacopo Claudani
La montagna portata al mare non è uno slogan. È una scelta di campo. Dice che lo sci non appartiene solo a chi ha la neve fuori dalla porta, che la passione per questo sport può essere coltivata ovunque, che un bambino di Jesolo che mette i piedi su una pista in sintetico per la prima volta potrebbe un giorno tenere in mano un camoscio d’oro. Quel momento vale vent’anni di lavoro. Vale tutto.
Buona la prima
Tra gli esordienti di The Series c’era anche Pernice, l’agenzia bergamasca che affianca nella comunicazione Energiapura. Ebbene, il fondatore Andrea Pernice ha preso in mano la regia di un evento mastodontico come se l’avesse organizzato da cent’anni! Ha funzionato tutto a meraviglia perché quantità e qualità si sono fusi in un equilibrio raro, quello che separa chi organizza un evento da chi lo abita.

The series, come sempre, si è concluso con una festa a base di musica di Radio Wow, 160 ragazzi della scuola di ballo The Vibe e centinaia di giovani atleti instancabili uniti in uno slalom per una volta senza neve, dove il traguardo non era un tempo sul tabellone ma un ricordo che nessun cronometro potrà mai misurare

Michele dalla Bona immortala l’arrivo di Giovanni Franzoni a Jesolo






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