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Tra i programmi estivi dello sci club Skiing MFP una lunga trasferta in Sud America

Tra i programmi estivi dello sci club Skiing MFP una lunga trasferta in Sud America
Venerdì lo sci club bresciano Skiing, dell’inossidabile coppia Ferretti-Bresciani, metterà il primo sci sulla neve allo Stelvio. È il primo atto del programma di addestramento in vista della prossima stagione invernale.
Ma fin qui non c’è nulla di particolare, il programma dello Skiing è quello di tanti altri sci club, anche se si tratta di una società piccola e piuttosto giovane dal momento che è nata soltanto cinque anni fa. Il direttore Tecnico Gianluca Ferretti è nato come allenatore nell’OS Noi di Brescia. Poi con la moglie Elena Bresciani è passato al Val Palot per staccarsi nel 2017 e fondare lo Skiing.

Ricordo bene il primo anno di questa avventura: comprammo 35 tessere per distribuite soltanto tre, a Elena, a nostro figlio Jacopo e a me! Poi, nel secondo anno solo 5/6 children e pian piano siamo cresciuti ottenendo anche buoni risultati. Oggi siamo sempre piccoli, perché la nostra dimensione non potrà mai cambiare, però qualche buona traccia l’abbiamo lasciata! La prossima stagione correranno per lo Skiing 16 giovani (in realtà 15 perché la Agazzi andrà a studiare in Canada) di cui 5 sono in Comitato (uno Osservato nazionale). Poi, 4 children, 6 cuccioli/baby e uno staff di 5 allenatori”.

E questa è la radiografia dello Skiing, ma il motivo che ci ha incuriositi è che nel calendario estivo disegnato da Ferretti c’è anche

una lunga trasferta in Sud America, nonostante stiamo parlando di atleti giovani e non di squadre nazionali.

Altre società hanno fatto questo passo in precedenza ma tutto è sempre passato sottotraccia, fino a quando lo scorso anno hanno fatto parlare le cronache sia Lara Colturi che Dado Simonelli, intenti ad approcciare col mondo Giovani. Non entriamo nelle due dinamiche molto diverse tra loro, ma per un verso o per l’altro, la decisione di affrontare una trasferta simile aveva come scopo anche quello di disputare gare Fis e del circuito SAC per poter abbassare il più possibile i punti Fis.
Dado non c’è riuscito perché nel regolamento dello sci alpino si legge che di norma gli atleti del primo anno aspiranti possono partecipare a gare Fis a partire da novembre. Lara le ha potute disputare perché questo passaggio non è previsto dal regolamento dello sci dell’Albania. A Dado non è stato concesso.

Può darsi che la Commissione Giovani della Fisi ora cambi decisione allineandosi a tutte le altre federazioni, ma è questo l’obiettivo dello Skiing?
No, non abbiamo questo obiettivo, anche perché le gare in calendario sono troppo distanti da Nevados de Chillan, in Cile, dove andremo noi. Anche se la Commissione Giovani dovesse eliminare tale norma, difficilmente ci presenteremo al cancelletto

Dunque, si tratta di semplice allenamento?
Ne più, ne meno.

Per meglio comprendere, facciamo prima un passo indietro: perché un atleta si iscrive allo Skiing?
Abbiamo un gruppo abbastanza allargato, alcuni molto bravi, altri ben impostati. C’è in giro un po’ questa favola che da noi vengono solo quelli già molto performanti perché è quello che vogliamo noi. La cosa mi dà alquanto fastidio perché non è affatto così. La nostra mission è di portare avanti un numero ristretto di ragazzi per premiare la qualità. Significa seguirli con grande costanza offrendo un adeguato servizio all’atleta impegnato a raggiungere i risultati migliori possibili. A noi interessano ragazzi che sposano questo concetto. Poi se uno riesce a proseguire la carriera o meno non ha importanza. È la legge dello sport. Quindi, per capirci, lo skiing è l’ideale per chi decide di dare il massimo per raggiungere un obiettivo. Un atleta che viene qui, paga la quota e poi viene ogni tanto non ci interessa.

Luca Ruffinoni

È un percorso duro?
Più che duro direi completo e di alto livello. La preparazione atletica viene curata da Marcello Tavola, quindi da un professionista di qualità “nazionale”. Facciamo base a Lecco, e due volte a settimana, andiamo a prendere i nostri atleti e li accompagniamo personalmente sul posto, condividendone il lavoro. Poi c’è chi ti tira su 100 kg, chi il bilanciere vuoto, ma non è importante questo, ognuno ha i rispettivi tempi e il proprio fisico per cui necessita di una crescita personalizzata.

D’inverno invece, che succede?
Facciamo base a Bormio e a Pontedilegno dove prendiamo in affitto per la stagione alcuni appartamenti. Questo si rivela utile anche per instaurare l’ambiente di una grande famiglia. Citiamo spesso ciò che ha scritto Svindal nel suo libro: Lo sci è uno sport di squadra tranne che per quei due minuti in cui sei in gara. Il gruppo è molto coeso al punto che a volte ci chiedono di prolungare la trasferta comprendendo anche le feste, tipo Capodanno, proprio per condividere momenti importanti anche al di fuori dello sci.

Jacopo Ferretti

Cinque allenatori sono sufficienti?
Elena ed io lavoriamo 20 ore al giorno d’estate e d’inverno. Diciamo che ce li facciamo bastare e così funziona fin quando manteniamo questa dimensione, ma credo proprio che non cambierà. Avere 100 atleti significherebbe modificare completamente il progetto che non sarebbe attualmente nemmeno nelle nostre corde. Ora è così, poi magari tra tre anni decidiamo che sarebbe anche ora di fare qualche soldo e allora…

Una gestione così famigliare sottintende anche una maggiore partecipazione dei genitori?
Posso dirti? Non so cosa significhi quello che per molti altri club è un vero problema.  Magari siamo solo fortunati, ma finora abbiamo avuto la fortuna di confrontarci con persone intelligenti. Il confronto è quotidiano ma noi lo favoriamo perché si tratta di un rapporto costruttivo, non intrusivo! Ci sono state anche alcune discussioni per idee diverse, ma be vengano perché lo sci agonistico prevede molto impegno da entrambe le parti e se non c’è accordo sui programmi si creano solo danni per gli atleti. Non sempre hanno ragione i genitori ma non faccio fatica a dire che a volte, magari, siamo noi a non comprendere i loro punti di vista. Ci si confronta con serenità e se non si va d’accordo, amici come prima. Poi io ho una grande fortuna: Elena, che è anche l’anima organizzatrice di ogni cosa, fa da filtro per tutti gli allenatori, per cui sulla neve non ci sono mai discussioni.

Carlotta Pedrolini

Chi sono gli allenatori
A parte Elena ed io ci sono Nicolò Papa, arrivato l’anno scorso e Fabio Bertella che segue soprattutto i piccolini. Ne sta arrivando un quinto, che affiancherà Elena, ma te lo dico quando firmiamo. L’indirizzo è Elena coi children Nicolò ed io coi Giovani ma non è così rigido, per cui, in base ai vari appuntamenti ci interscambiamo all’occorrenza. La linea tecnica e le strategie tecnico-logistiche sono condivise dai tecnici e portata avanti allo stesso modo per cui tutti conoscono tutti.

Bene, ora andiamo in Cile…
Partiamo per Navados de Chillian il 16 di agosto per rientrare l’11 di settembre con dieci Giovani e due Children. Sottolineo che si tratta di una novità per noi ma non per altre società che in passato hanno scelto anche la Nuova Zelanda. Di base si affrontano tale trasferta per “attaccare” i punti Fis. Non è il nostro caso anche se non escludo a priori potrà capitare. Noi andiamo in Cile per trovare condizioni più simili possibile alle piste invernali. Per un addestramento base lo Stelvio è perfetto, ma per una determinata fase di lavoro, poter sfruttare pendii più ripidi garantisce un lavoro più mirato.

Nicole Giaquinto e Carlotta Pedrolini

Ma ne vale la pena? Alla fin fine sono atleti ancora in erba…
Non è che andiamo sulla luna eh! Lo abbiamo proposto anche per far vivere ai ragazzi un’esperienza di vita. Fin quando ti alleni a 100, 200 km da casa il cordone ombelicale rimane attaccato. In questo caso i ragazzi hanno l’età per iniziare a diventare più indipendenti e ad arrangiarsi un po’ anche dinnanzi a piccoli problemi.

Ok, ma i costi?
Non pensare che costi meno rispetto ai nostri ghiacciai. La differenza è il biglietto aereo fermo restando che anche rimanendo qui non è che si raggiungano i ghiacciai gratuitamente. Le stazioni sudamericane poi, sono ben organizzate per ospitare gruppi europei. Ad esempio, ci accompagneranno coi pulmini nella tratta hotel-neve, pali, skiroom e palestra a disposizione… C’è anche meno affollamento sulle piste il che ci permetterà di seguire un programma tecnico come lo vogliamo noi. Insomma, non sei obbligato a seguire il disegno del tracciato del vicino. Infine, quando abbiamo deciso per questa trasferta avevamo messo in conto anche l’ipotesi di una chiusura anticipata dei ghiacciai come avvenuto l’anno scorso. In realtà, per fortuna, non sembra possa verificarsi la stessa situazione, ma le prenotazioni vanno fatte con largo anticipo. Ripeto, la cosa più complessa è il viaggio. Sono consentiti 32 kg per il bagaglio sportivo e gli sci pesano! Stiamo facendo un po’ di prove. Magari qualche attacco finirà in valigia per alleggerire il peso delle sacche.

Meglio il Cile dell’Argentina?
L’Argentina è inavvicinabile per tanti motivi. Tra questi, l’affollamento delle squadre nazionali di mezzo mondo e costi più elevati. I pacchetti che ci hanno proposto sono decisamente più vantaggiosi. Ci vengono a prendere persino in aeroporto!

Sarete l’unico sci club?
Si uniranno a noi probabilmente altre realtà, come il Madesimo e il Campiglio, anche se non ne ho certezza e si dovrebbero aggregare anche alcuni atleti esterno. A parte il costo del viaggio, per programmare una trasferta simile devi mettere in conto il periodo abbastanza lungo, perché non attraversi l’Oceano per una sola settimana. Noi rimarremo 24 giorni, dunque non è semplice per chiunque nei programmi famigliari, tra impegni extra sportivi, scuola e quant’altro.

 Il Cile sarà l’unico impegno estivo?
Prima un po’ di Stelvio a cominciare da venerdì 9, poi molto poco a Luglio. Chi rimarrà qua, in agosto andrà a Saas Fee e in qualche capannone. A settembre ci ricompattiamo tutti e ci divideremo tra Austria e Svizzera.

Con voi c’è un “primo anno” Allievi che promette bene…
Carlotta Pedrolini (primo anno allievi) è un’atleta decisamente interessante. Finora molto brava, ma soprattutto ha il vantaggio di avere un fisico già bello tosto: 1,70 di altezza, una certa potenza che le consente di lavorare molto bene a livello atletico. Sta crescendo come previsto. E come lei altri, vedi Nicole Giaquinto, Giorgia Sala, Beatrice Magri, Luca Ruffinoni o Jacopo che si sta riprendendo dopo una stagione passata a curare il mal di schiena. Per tutti la strada è ancora lunga ma faremo di tutto per portarli più in alto possibile! Skiing MFP trasferta Sud America Skiing MFP trasferta Sud America

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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