Tecnica

Sciare Campus, il viaggio della rondella!

Nuovo appuntamento con la tecnica di Sciare Campus che oggi propone un’avventura intitolata “il viaggio della rondella”. Sì proprio quell’inserto di plastica rotondo e sagomato che sta in fondo al bastoncino. Parlaimo di viaggio perché la preparazione all’appoggio è una fase fondamentale con un vero e proprio percorso.

Pianto, punto, mimo, appoggio, queste sono solo alcune delle terminologie che quotidianamente si sentono in pista per descrivere uno dei movimenti apparentemente banale ma che invece risulta essere fondamentale e anche ricco di «insidie». Stiamo parlando dell’appoggio del bastoncino.

Per comprendere quanto sia importante basti pensare che il nuovo testo tecnico «Sci Italiano» riporta addirittura un intero livello per lo sviluppo di queste abilità.

Ognuna di queste terminologie è corretta e ciascuna nasconde caratteristiche particolari. Vengono sempre tirate in ballo durante le lezioni di Sciare Campus anche dagli stessi allievi quando l’appoggio del bastoncino è la materia del giorno.

Inizialmente non capivano come tale argomento poteva essere oggetto di un’intera giornata di lavoro-studio. Poi hanno capito! Equilibrio, tempismo, direzione, controllo, sicurezza sono solo alcune delle caratteristiche.

Per prima cosa, dobbiamo pensare a come si impugna il bastoncino. Spesso nelle piste o durante le ore di lezione, vedo impugnature poco solide e sbagliate. Potrebbe sembrare una banalità, ma la mano va infilata dal basso verso l’alto nel laccio e poi abbassata per impugnare la manopola, con la parte del laccio che rimane tra pollice ed indice.

È un errore infilare la mano nel laccio da sopra e impugnare la manopola. Generalmente chi fa questa operazione non impugna la manopola in maniera ferma, ma troppo libero e parzialmente sullo stelo del bastoncino. Un’altra caratteristica che spesso vedo, è quella di lasciare aperte le ultime due dita della mano, anulare e indice, per far basculare il bastoncino.


 

1. A inizio curva, il bastoncino destro è sollevato dalla neve. Quanto deve essere sollevato dipende da diversi fattori, tra cui la postura e l’arco di curva. La rondella si trova dietro al corpo, sollevata dalla neve

2. Sulla massima pendenza, il bastoncino si avvicina alla neve per effetto dello spostamento della parte alta del corpo verso l’esterno della curva. Questo fa sì che il carico venga indirizzato in prevalenza sullo sci esterno. La rondella rimane ancora dietro al corpo

3. Superata la massima pendenza, la rondella inizia il suo viaggio verso l’avanti-basso. Evitare di portare avanti il braccio ma con un movimento principalmente di polso,  far avanzare solo la rondella

4. Il viaggio della rondella termina a fine curva nella fase di cambio spigoli con l’appoggio del bastoncino. Si vede chiaramente nella foto come la direzione della mano verso la fine della curva tenda ad andare verso l’esterno (la direzione della nuova curva), movimento assimilabile all’apertura di una porta


Il bastoncino si muove per effetto del movimento della mano e del polso, e non perché viene lasciato libero.
Una buona solidità di impugnatura, che non significa rigidità, ma presa sicura, ci aiuta a determinare sicurezza ed equilibrio.

Questa è la base per riuscire a fare e gestire i corretti movimenti, quindi non banalizzate tale operazione.
Ora cominciamo a parlare di quello che è il movimento e la direzione dello stesso, distinguendo causa ed effetto.

Viene definita causa tutta la fase di preparazione. L’effetto è invece il reale appoggio che di per sé si esaurisce in una frazione di secondo.

In questa foto si può notare molto bene come a metà della curva, e quindi sulla massima pendenza i due bastoncini sono ancora simmetrici. Superata la massima pendenza, inizierà il movimento che permette l’avanzamento della rotellina del bastone. Si parla sempre di rotellina per evitare di avanzare il braccio, movimento che causerebbe la rotazione del busto nel senso di curva, con conseguente perdita di carico delle code


La causa, in realtà durata molto di più e dipende dall’arco di curva che stiamo disegnando. L’inizio del movimento di preparazione dell’appoggio del bastone, lo possiamo identificare, appena superata la massima pendenza, cioè generalmente dopo la metà della curva.

Di fatto il bastoncino deve compiere «un viaggio». Per raggiungere la meta focalizziamo l’attenzione sull’estremo e precisamente sulla rondella.

La rondella a metà della curva si trova dietro il corpo in posizione di media altezza. Per intenderci circa all’altezza del baricentro. Da questo momento inizia il viaggio, disegnando idealmente un semicerchio distribuito per tutta la seconda parte di curva.

Per disegnarlo (semicerchio inteso dall’alto posteriore al basso anteriore), si effettua un movimento molto armonico di polso in modo maggiore e di avambraccio/gomito in misura minore.

Ricordo che la rondella mentre scende, va fatta passare vicino al corpo. Se passa lontana si va incontro a una rotazione di busto. Questo movimento fluido e distribuito, permette al bastoncino di fare un viaggio armonico.
Diverso sarebbe se rimanessimo fermi per gran parte della curva, andando a preparare l’appoggio solo all’ultimo, quindi a fine curva.

L’appoggio avviene tra il fine curva e l’inizio curva successivo. È identificabile al cambio degli spigoli. In curve ad arco medio-ampio, indipendentemente dal livello tecnico, l’appoggio è dolce e non troppo marcato


In questo momento dell’azione, per effetto della diminuzione di angolazione e ormai prossimi al cambio spigolo, il nostro corpo è meno inclinato e più sopra i piedi. Di conseguenza la distanza braccia-neve è limitata.

Quindi cosa accade se solo in quel momento mi ricordo di appoggiare il bastoncino? Sarei costretto a piegare eccessivamente il gomito e ad alzare conseguentemente la mano, provocando un inevitabile arretramento delle spalle e dei carichi.

ERRORE! In questa immagine identifichiamo un ERRORE. Il bastoncino viene troppo avanti e bascula. Per effetto di tale movimento si nota come si è costretti a piegare il braccio verso il busto, causando l’arretramento delle spalle. Tale arretramento causa anche uno scarico della parte anteriore degli sci, identificato con l’innalzamento della spatola dello sci destro

ERRORE!: Se accade questo, non sto appoggiando il bastoncino, ma lo sto «piantando!». Perché il movimento diventa brusco, esercitato con troppa forza ed energia. Stabilito che l’importante è «il viaggio» e quindi la preparazione dell’appoggio, individuiamo quando lo appoggiamo e dove.


Quando? A fine curva e inizio successiva. Non è mai conveniente anticipare l’appoggio, perché il rischio di prendere un rimbalzo sul braccio è troppo elevato.

Caso mai è meglio posticiparlo leggermente, per evitare proprio il controbalzo. Ma anche per una questione di ritmo e direzione.

Un esercizio che ho trovato molto efficace è questo: dalla massima pendenza con un armonico e ben distribuito movimento fatto con il polso, avanzo il bastoncino (solo la rotellina, mentre la manopola non avanza ma ruota in avanti) e verso il finale curva inizio ad aprire il braccio verso la nuova curva, come se stessi aprendo una porta.

Una volta capito l’esercizio, si può provare a diversificare il tempismo esecutivo. Come dicevo in precedenza, provare almeno mentalmente a posticipare l’appoggio del bastoncino assieme all’esercizio di apertura del braccio, ci permette di entrare nel ritmo della nuova curva.

Uno dei tanti esercizi che può essere fatto per imparare il movimento, è quello di mettere un bastoncino trasversale sui due polsi. Iniziare questi esercizi su pendii piani andando dritti. Alternare il movimento di appoggio dei due bastoncini


A tutto questo aggiungiamo, a livello di arti inferiori nella seconda parte di curva, soprattutto sulla gamba esterna, una efficace resistenza allo schiacciamento, generando un movimento contrario, cioè spingere contro la neve allungando gli arti.

Non dimentichiamoci, come scritto nell’articolo pubblicato sul numero precedente, che a tutti questi movimenti, va abbinato anche la diminuzione di angolazione focalizzando l’attenzione sul bacino.
Per terminare questa puntata direi: pianto il bastoncino con un movimento violento di avambraccio solo quando sono fermo e devo andare al bar.

Alcuni compiti di studio da fare «a casa»: «appoggio» oppure «punto» il bastoncino, sono termini che indicano la fase terminale del movimento di preparazione, con il «viaggio della rondella» da dietro verso l’avanti. Il termine punto, che mi dà l’idea di una maggiore solidità ed energia, lo uso quando disegno curve di arco corto o curve strette su piste ripide.

Mimo l’appoggio del bastoncino, quando sono in velocità, per evitare al massimo il controbalzo.
Infine, un consiglio: usate bastoncini della corretta altezza. Il bastoncino troppo lungo vi aiuterà a spingere meglio, ma di contro, farà più fatica nel passaggio da dietro ad avanti. Io sono alto 1,82 ed uso 125 cm


PROSSIMO CAMPUS A MADONNA DI CAMPIGLIO DAL 16 AL 19 GENNAIO
La stazione trentina è meta di Sciare Campus fin dal primo anno. E non si fa fatica a capire perché. C’è sempre quel profumo di storia che avvolge e che ti fa sentire un tutt’uno con l’ambiente. SPLENDIDO L’HOTEL CHE ABBIAMO SCELTO: Il Rosengarten (nella foto sotto), un quattro stelle da favola! Il programma prevede la possibilità di sciare in notturna sul Canalone Miramonti in maniera del tutto esclusiva. Un «extra» lezione che rimarrà impressa nei ricordi per sempre. Stiamo parlando della tre giorni fissata dal 16 al 19 gennaio, terza tappa di stagione, dopo l’opening di Hintertux di metà ottobre e il secondo appuntamento di St. Moritz di fine novembre andato anche quello in sold out!

Rimarranno poi altri tre appuntamenti, quello di febbraio dal 13 al 16, oggi in fase di elaborazione, quindi dal 5 all’8 marzo si andrà a Passo Monte Croce e a fine aprile, dal 23 al 26 a Livigno).

Gli aggiornamenti si trovano sul sito ufficiale dove è già aperta la prenotazione online www.sciarecampus.it, e sulla pagina di facebook (omonima).
info@sciaremag.it


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About the author

Gianluca Grigoletto

Gianluca Grigoletto

Trentino, classe. È entrato in squadra Nazionale C (giovanile) nella stagione 1992-1993 debuttando in Coppa del Mondo nel ’95 nello slalom di Madonna di Campiglio. Il miglior piazzamento in coppa è un 20° posto ottenuto nello slalom di Kitzbuhel. A livello Nazionale ha conquistato il titolo agli Assoluti in gigante nel ’96 (2° in slalom) e in slalom nel ’98. Ha fatto suo l’oro anche agli Italiani Giovani del ’93 in gigante. Argento invece alle Universiadi del ’95, ai Mondiali militari del ’92 divenuto poi d’argento nel ’96. Primo invece, ai Mondiali Cittadini del ’92. Alla Fis Carving Cup ha vinto 3 Coppe del Mondo e il Campionato del Mondo. E’ maestro di sci, Istruttore nazionale e Allenatore di III° livello. Titolare del negozio “Grigo Sport” a Rovereto. Collaudatore di Sciare da 11 anni. Docented i Sciare Campus