Turismo

Lo strano colore della neve

Se ne vedono di tutti i colori e anche quello della neve sta assumendo tinte strane. Di questo parla “il pensiero di un maestro di sci” del giorno. strano colore

Ma guardate un po’: le Regioni alpine si stanno schierando tutte (o quasi, quelle con giunte a trazione PD sono in forte imbarazzo) contro la chiusura degli impianti per Natale.

In Francia, gli “amici” del nostro Premier stanno protestando ogni giorno sempre di più. E di brutto, vedi Des Alpes, La Plagne, la Tarentaise…. Insomma, il mondo della montagna è in fibrillazione, ed è la prima volta che occupa le prime pagine dei quotidiani e dei telegiornali.

Mi permetto ancora una volta di esprimermi al singolare ma sono certo che molti lettori condivideranno quanto scrivo. Iniziando nuovamente dagli assembramenti, argomento tanto caro a chi ci “comanda”.

Ieri, puntualmente, le televisioni hanno annunciato che il Governo prenderà nuovi e inflessibili provvedimenti contro qualsiasi tipi di assembramento.

Peccato che in montagna, se e quando ci dovessero lasciare aprire e lavorare(!), saremmo in grado di far rispettare tutte quelle ordinanze riguardo il distanziamento. Con protocolli che in altre parti dello Stivale sono invece andate a farsi benedire…
Spettabile Premier, le varie associazioni di categoria della montagna e del turismo bianco Le hanno più volte ricordato che tali protocolli esistono, sono da tempo sul Suo tavolo e si potrebbero applicare immediatamente, se solo lo consentisse.

Per cultura siamo abituati al rispetto delle regole, è la natura stessa dei luoghi a imporlo e insegnarcelo, fin da piccoli.
Amici, colleghi, ci rendiamo conto che si parla nel prossimo DPCM di autorizzazioni per raggiungere le seconde case non oltre il 20 di dicembre, ospiti solo in albergo?

Ma ci sono o ci fanno? Per me ci fanno, così disincentivano le vacanze, colpendo proprio la montagna, meta prescelta in inverno, anche per quei pochi delle ciaspole.

Ma di sole racchette da neve la montagna purtroppo non vive, detto con il massimo rispetto nei confronti di chi pratica questa sana attività all’aria aperta.

Riepilogando: ti concedo di andare a sciare purché tu sia ospite in albergo, purché tu abbia la seconda casa, e ti aggiungo un’infinità di paletti, bar ristoranti chiusi, solo asporto e solo di giorno, come la mettiamo? Qualcosa non torna.

A Roma evidentemente sì: azzerare e condannare lo sci, che paga errori non suoi commessi quest’estate.

Ancora oggi, lo ricordo, mancano comunicazioni ufficiali sui numeri (veri!) di eventuali contagi avvenuti in montagna durante i passati mesi caldi.

Qual è il rapporto contagi mare e montagna? La teoria dell’assembramento qui non regge. Una funivia piena la metà fa più danni di una spiaggia affollata?

In un’intervista televisiva l’europarlamentare Antonio Tajani, commentando le (giuste!) osservazioni di alcuni impiantisti ha ribadito la necessità di: “Cercare assolutamente una comune intesa tra tutte le nazioni dell’arco alpino, altrimenti l’Italia, con questa chiusura a Natale, rimarrebbe isolata e molti italiani andrebbero a fare le vacanze sulla neve in paesi dove é possibile sciare, con un ulteriore danno per la nostra economia“.

Le risposte già le conosciamo, iniziando dalla Svizzera, che è “fuori” dall’Europa ma che comunque continuerà a tenere gli impianti aperti, aspettando i nostri concittadini.

Lo dico con tutta franchezza e magari mi prenderò del negazionista (ma non lo sono affatto, convinto della bontà e del valore scientifico dei nostri protocolli), sono davvero ultra contento che i nostri cugini al di là del Montebianco stiano protestando, il che mette in ulteriore imbarazzo Macron, con la sua idea di chiusura totale, e pure il suo amico Conte, convinto che la Francia non aprirà.

Ma, alla luce di quanto sta accadendo oltralpe, sono convinto che il Presidente dei galletti dovrà scrivere tutta un’altra storia riguardo le vacanze sulla neve. E allora sarebbe davvero un ulteriore smacco per il nostro “Giuseppi”.

Noi gente di montagna abbiamo, soprattutto di questi tempi, il dovere civico di porre domande, indagare su quello che ci viene detto dai politici, riflettere e discutere.

La politica ha il dovere di risolvere i nostri problemi, ammesso che per Roma la montagna sia davvero un problema. Sinceramente, a me non pare proprio. Voi che ne dite?

Comunque non perdiamo il buon umore, in caso di chiusura beneficeremo tutti noi di lauti ristori che ci permetteranno di arrivare agevolmente a fine mese, così che potremo brindare felici e contenti al Santo Natale, guadagnando anche del prezioso tempo, poiché ci obbligheranno ad andare a messa due ore prima della mezzanotte. Una ne fanno e cento ne pensano per noi. Le prossime comiche in diretta dal Palazzo, non cambiate canale!

Walter Galli
P.S. L’aforisma del giorno è del grande Trap: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, occhio Conte, se Macron cambia idea, tu che fai? La solita figura… Lo strano colore della Lo strano colore della Lo strano colore della



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About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.