Elezioni Fisi: chi è Maurizio Paniz

Di Marco Di Marco

Intervista al noto avvocato bellunese, uno dei quattro candidati alla Presidenza Fisi per il prossimo quadriennio

Chi è Maurizio Paniz? Un avvocato? Un politico? Un uomo di industria? Uno sportivo? Uno sciatore…?
Avvocato certamente. Con la politica (parlamentare di Forza Italia per tre legislature – ndr) ho invece concluso la mia esperienza nel 2013. Per me c’è un tempo per ogni cosa, un tempo di ingresso e uno di uscita. Lo sport invece per me è vita. Ho molti amici in ambito Coni e Cio e per questo ho avuto la fortuna di essere stato invitato ad assistere alle Olimpiadi di Sochi e di Rio. Esperienze indimenticabili. Per i Giochi di Sochi devo ringraziare Manuela Di Centa, personaggio di spessore infinito. Sciatore altroché. Prendo lo stagionale del Superski Dolomiti da almeno vent’anni! Mi diverto ogni stagione a fare il giro di tutti gli impianti per vedere se ci sono miglioramenti, cambiamenti sulle vallate, chi va avanti, chi va indietro…”

E’ una passione che ha fin da piccolo?
Da bambino proprio no, non me lo potevo permettere. Non sono nato con gli sci ai piedi perché non ne avevo le possibilità, sono figlio di genitori che non potevano permettersi certe cose. Ho cominciato quando frequentato l’università. Dopo la laurea in giurisprudenza ho fatto per 4 mesi il direttore amministrativo della scuola sci di Sappada in attesa che iniziasse il corso di allievo-ufficiale. A quei tempi bisognava rimboccarsi le maniche duramente, andare di corsa e cercare un modo per sbarcare il lunario, cosa che io ho fatto a suo tempo. Ecco in quel periodo ho iniziato a sciare. Poi ho avuto la fortuna di diventare amico di tanti campioni e tecnici. A qualcuno ho rubato una curva a qualcun altro un movimento… alla fine ho imparato a usare gli sci!
La presidenza Fisi: è uscito allo scoperto un po’ tardino…
Ammetto di averci pensato fino all’ultimo minuto, poi la candidatura è stata registrata 5 minuti prima che scadessero i termini.
Perché l’ha presentata?
Francamente non è che avessi la vocazione o la voglia a tutti i costi di candidarmi alla Presidenza della Fisi. Non me lo ha ordinato il medico, diciamo. Ho ricevuto tantissime pressioni negli ultimi due anni che però a un certo punto si erano un po’ sopite. Poi negli ultimi due mesi sono diventate dirompenti. Questo mi ha convinto a dire, va bene, è una cosa che possiamo tentare di fare. Naturalmente ho il massimo rispetto per tutti gli altri candidati. A dire la verità, due candidati con me sono stati molto affettuosi, molto franchi (Ravetto e Vismara – ndr) e mi hanno addirittura stimolato a presentare la candidatura, quindi non nego nulla. Inoltre ho ricevuto alcuni interventi per i quali mi risultava davvero difficile dire di no. Comunque da me mai nessuno sentirà parlare male di chi ha lavorato finora.
Se un professionista del suo spessore ha deciso di scendere in campo, qualche certezza di vincere dovrebbe averla…
Ho messo la mia faccia, il mio nome, la mia professionalità, la mia storia. Non ho messo persone, non ho candidati miei. Perché tutti coloro che si candidano lo fanno per amore dello sport, dello sci. Lo stesso che metto io. Dunque sono certo che riuscirei a individuare una formula di intesa nel trovare la massima disponibilità a lavorare. Sarei ben felice di non essere un uomo solo al comando.

Come Lei stesso dice la Fisi è il Coni invernale, dunque una federazione molto complessa e lei è un professionista molto impegnato. Come pensa di riuscire a seguire tutto con la dovuta attenzione e partecipazione?
Nello stesso modo con cui sono riuscito a districarmi da quando ero ragazzo nel fare sempre moltissime cose oltre alla mia professione. Ho uno studio che ha una cinquantina di persone, quindi non proprio piccolo, perfettamente organizzato. In questi 40 anni di professione sono riuscito a raggiungere traguardi non banali anche in altri campi, vivendoli dalle cose più banali a quelle più impegnative. Come può essere la Presidenza del Rotary del Cinquantenario, la Presidenza di due televisioni che ho avuto a suo tempo, Tele Belluno e Tele Dolomiti, alla Presidenza del Calcio Belluno, alla Presidenza della squadra di pallavolo che ho portato dalla Serie B alla Serie A. Oppure alla Presidenza dell’Associazione Bellunese nel Mondo che con me aveva quasi 25 mila capi famiglia iscritti, tre legislature in Parlamento dove, le assicuro, non ho scaldato la sedia.
Se non ho inteso male nell’incontro che ha avuto a Bergamo con alcune società locali, Lei si vede a capo di un team di persone possibilmente ancora più brave di lei. Ho capito bene?
Bravissimo, è proprio così. Più brave di me sono, più felice sono io.
Quindi si può ipotizzare che la Fisi di Paniz sarebbe organizzata con responsabili delegati posti a guardia dei vari settori?
Sicuramente, se diventerò Presidente della Fisi utilizzerò totalmente i concetti di delega come sto facendo da qualsiasi parte, a cominciare dal mio studio  fino a tutti i campi dove sono stato impegnato a livello di vertice. Sicuramente utilizzerò la delega e valorizzerò le persone che hanno voglia di lavorare. Recupererò i campioni che hanno onorato il mondo degli Sport invernali, che sono una risorsa sia dal punto di vista del messaggio sportivo che educativo.

Tra gli argomenti che ha inserito nel suo programma di lavoro, quale lo appassiona di più?
Guardi, io sono tendenzialmente vicino a chi soffre di più, a chi è solo, a chi ha più bisogno. E chi ha più bisogno in questo momento? Secondo me gli sci club di periferia, quelli più piccoli che non hanno risorse, che fanno fatica a trovare chi possa guidare il pulmino per portare i ragazzi a sciare. Anzi fatica a trovare anche il pulmino! Quelli che non trovano la copertura assicurativa perché non possono permettersela. Ma se noi riusciamo a stimolare queste realtà periferiche che sono più in difficoltà, allarghiamo moltissimo la base. Questo permetterebbe, ad esempio, di avere più possibilità di allenare e scovare talenti e selezionare campioni futuri.

Immagini di essere dinnanzi all’Assemblea Elettiva. Votate per me perché…
… perché abbiamo davanti una grande sfida per far crescere questa Federazione. Per farla diventare ancora più moderna, ricca di interventi economici. Perché abbiamo la possibilità di vincere alcune sfide già lanciare, come i Mondiali di Anterselva, quelli di Cortina, la candidatura italiana ai Giochi del 2026. Sfide con le quali il Paese Italia si può confrontare con una serie di iniziative con le quali il “per” e non “il contro” può essere assolutamente utile per un miglioramento.
Concludo – se mi permette –  dicendo grazie a tutti coloro che in questi anni hanno lavorato per far crescere il mondo dello sci e degli sport invernali che sono una risorsa. Mi sento inoltre vicino a quelli che si sono sentiti abbandonati o meno responsabilizzati, meno aiutati e meno protetti. A loro dico che sono delle risorse importanti. Che noi non possiamo perdere e che spero possano essere recuperate per un futuro di soddisfazione reciproca.
(foto da lettera43.it)

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 19 aprile 2018
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