canyoning, una delle alternative al rafting in Valsesia
AlpStyle

Non solo rafting

Le attività fluviali che si possono svolgere in montagna sono numerose, non solo rafting che comunque resta la più diffusa e richiesta. Ci sono discipline a corpo libero o individuali che permettono di sviluppare corpo e mente, superando le proprie paure. Eccole spiegate una per una dal Centro Sport Valsesia, che ci aveva parlato della bellezza di scoprire la natura alpina attraverso l’acqua

Rafting, l’unione fa la forza

È senza dubbio l’attività più richiesta. Uno dei motivi del successo è che si svolge in gruppo ed è per tutti, a partire dai 12 anni. Il Rafting viene organizzato per le feste di compleanno, per una giornata in famiglia, tra amici, ma anche per addii al celibato o nubilato, oppure, sempre più spesso, per meeting aziendali. Ci si mette alla prova contro la natura più impetuosa affrontando rapide selvagge con una forte dose di adrenalina. In questo
contesto si crea un forte spirito di gruppo e aggregazione, aspetti sempre più rilevanti nelle aziende. Prima delle attività, le guide fluviali effettuano un briefing tecnico per fornire a tutti i partecipanti un’adeguata formazione sulle manovre da compiere nel fiume e soprattutto le misure di sicurezza. Una volta arrivati all’imbarco normalmente si ricapitolano le nozioni in acqua calma prima di iniziare la discesa, questo per assicurare la buona comprensione di tutte le tecniche impartite.

Body Rafting, si scende senza gommone

È una disciplina che si effettua in gruppo senza un gommone. Si svolge percorrendo scivoli naturali e cascatelle a corpo libero. Si pratica in gruppo mantenendo così il divertimento del rafting tradizionale e lo spirito di aggregazione, che in questo caso si concretizza con esempi e incitamento più che collaborazione sullo stesso mezzo. È adatta dai 12 anni in su e viene considerata la disciplina di primo approccio all’acqua a corpo libero.

È una bellissima attività che permette di scoprire l’acqua viva a corpo libero, senza l’ausilio di corde o bob, ma naturalmente in totale sicurezza! Si può praticare prevalentemente nel periodo estivo (da agosto ai primi di settembre), quando il volume dell’acqua si riduce permettendoci in questo modo di portare i gruppi in nel canyon in totale sicurezza. I tratti da percorrere a nuoto attraverso rapide, onde di acqua bianca, cascate, scivoli si alternano a tuffi da varie altezze (che si possono sempre evitare) in un contesto naturale, lontano da occhi indiscreti!

Canyoning, ritorno alle origini

Si tratti di un ritorno alle origini. Viene anche definito torrentismo, che rende meglio l’idea di primordialità. È un body rafting evoluto perché prevede utilizzo di corde, imbraghi e le mute da cinque millimetri. Ovviamente anche salvagenti e scarponcini con ottimo grip. Più di ogni altra questa pratica permette di scoprire punti dei torrenti che si vedono solamente percorrendoli dal proprio interno. È un’attività di gruppo dove però è
necessario un buon spirito d’avventura e temerarietà. È più che mai indispensabile la presenza di una guida fluviale esperta con la quale scoprire gole, forre e torrenti nascosti! Sono previsti salti nel vuoto, con altezze oltre 2 metri ma mai obbligatori, che fanno immergere in pozze cristalline. In alcuni passaggi è prevista la discesa con la corda, a fianco di cascate spumeggianti. La muta da cinque millimetri permette di lasciarsi trasportare dall’acqua lungo gli scivoli naturali e toboga scavati dal tempo in totale sicurezza.

Hydrospeed, il bob acquatico

Si tratta di un’attività dal forte carattere individualistico, seppur svolta in gruppo. Ogni partecipante viene dotato di un «hydro», una sorta di bob acquatico in espanso, che assicura fluidità nella discesa, protezione e performance. Inoltre si indossano delle pinne che aiutano nella propulsione lungo. Seppur svolta in compagnia si viaggia in fila indiana, dietro all’accompagnatore che insegna le giuste tecniche per sfruttare al massimo l’Hydro. Attraverso le rapide e le gole si può raggiungere la massima velocità con incredibili emozioni e scariche di adrenalina, immersi nell’impeto delle rapide selvagge di fiumi e torrenti. Si scende il fiume immersi nell’acqua assecondandone ogni turbolenza e sentendosi parte di esso. È necessario saper nuotare bene perché si entra e si esce dalla corrente percorrendo le rapide e surfando nelle onde. Questa forte e continua iterazione con il fiume permette di vivere forti emozioni sempre a fianco di guide esperte per divertirsi in sicurezza.

Explorer 2, discesa in coppia

Si tratta di una disciplina che si svolge in coppia utilizzando una canoa pneumatica da due persone. Si tratta dello step successivo al rafting, infatti è consigliabile sia già stata fatta un’esperienza in rafting per saper già maneggiare la pagaia, anche se in questo caso le pale sono due. L’istruttore è vicino, in canoa con voi o in quella che segue. È necessaria una buona confidenza con acqua. Non si tratta di una disciplina pericolosa ma che richiede le dovute cautele. L’Explorer 2, con la sua manovrabilità e la sua stabilità, è l’ideale per affrontare il fiume e le sue rapide divertendovi in completa sicurezza. È un’attività ideale per chi vuole vivere un’esperienza unica con i propri figli nelle acque limpide e cristalline di fiumi e torrenti.

Kayak, il divertimento viene dopo

Si tratta sicuramente della disciplina più affascinante ma anche più tecnica. In questo caso non si tratta di vivere un’esperienza adrenalinica in compagnia una tantum, ma di una vera e propria disciplina basata su nozioni tecniche. Il Kayak è un tipo di canoa originariamente utilizzata dagli inuit. Si differenza dalla canoa propriamente detta (o canoa canadese) per essere concepita per l’uso in propulsione a manovra di una pagaia a doppia pala, mentre la canoa canadese viene spinta e manovrata con l’uso della pagaia a pala singola. Il Kayak può essere svolto da soli o in gruppo. Come detto inizialmente necessita di una conoscenza tecnica.

La prima lezione, detta battesimo, si svolge in acqua tranquille e serve ad apprendere conduzione, il baricentro e l’utilizzo della pagaia. Infatti per poter iniziare a divertirsi, è necessario prima conoscere la pagaiata, la spinta della canoa, come girarsi, come entrare e uscire dalla corrente. Queste nozioni si possono apprendere in un corso base. Nella fase successiva, il corso intermedio, si impara anche l’eskimo, la manovra per tornare dritti in caso di ribaltamento. Ovviamente è necessaria una buona forma fisica e un ottimo rapporto con l’acqua. Certo, non è necessario essere una trota, ma certamente non si deve avere paura.

Come detto, prima di poter scendere tra le rapide è necessario acquisire delle nozioni. Ogni individuo è a sé, più o meno coordinato e voglioso di sfidarsi. In linea di massima in una settimana di soggiorno è possibile frequentare corsi di cinque giorni, con mezza giornata quotidiana in fiume, ai termini dei quali compiere discese divertenti.

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Sophie Doidge