Jesolo, fine maggio. Il calendario racconta l’inizio dell’estate, le teste di tanti ragazzi continuano invece a viaggiare tra pali stretti, porte veloci e giornate passate sulla neve. In mezzo a loro Atomic. Con un progetto che ormai ha preso una direzione precisa e che anno dopo anno aggiunge un tassello.
Si chiama “Juniors to Champions” e il nome spiega già parecchio. Da una parte ragazzi e ragazze delle categorie giovanili, dall’altra il sogno del grande sci. In mezzo un percorso che prova a ridurre la distanza.

L’appuntamento scelto per il secondo anno consecutivo è stato quello delle Energiapura Series di Jesolo, diventato ormai uno dei momenti di riferimento per il movimento giovanile italiano. Una cornice ideale per mettere insieme atleti, famiglie, allenatori e tecnici. Ma soprattutto per osservare da vicino chi proverà a raccogliere l’eredità della generazione attuale.
La giornata ha avuto un ospite speciale. Tanguy Nef. Oro olimpico nella combinata a squadre ai Giochi di Milano Cortina 2026, atleta Atomic e figura capace di attirare immediatamente l’attenzione dei più giovani. Pochi discorsi da palco, molto confronto diretto. Domande, curiosità, racconti di carriera. Quei momenti che spesso restano impressi più di qualsiasi allenamento.

Del resto il riferimento tecnico appare chiaro. Atomic arriva da una stagione che parla da sola. Venti vittorie in Coppa del Mondo, quarantasei podi e sette medaglie olimpiche. Numeri che raccontano il valore della piattaforma Redster meglio di qualsiasi slogan. Mikaela Shiffrin, Lucas Pinheiro Braathen, Sofia Goggia, Nicol Delago e Raphael Haaser rappresentano la punta dell’iceberg. Dietro, però, prende forma un lavoro molto più profondo.
A Jesolo i protagonisti erano quattordici.
Amy Happacher, Carmen Gschliesser, Letizia Heiss Wenter, Bianca Manenti, Anna Reita, Anny Troiano, Sveva Di Gallo e Mia Niederkofler per il gruppo femminile.
Giorgio Zanardi, Giacomo Senigagliesi, Mattia Vinatzer, Tommaso Zanardi, Jakop Pixner e Mattia Telefsoro tra i ragazzi.
Alcuni nomi hanno già lasciato tracce importanti durante l’ultima stagione. Carmen Gschliesser, Bianca Manenti e Mattia Telefsoro hanno portato a casa medaglie ai Campionati Italiani di categoria. Segnali interessanti, soprattutto per l’età.

Il progetto, però, guarda oltre il risultato della singola gara. Atomic lavora su un concetto di academy. Tecnica, preparazione atletica, alimentazione, gestione mentale. Ogni dettaglio entra nel percorso. L’obiettivo finale resta quello di accompagnare la crescita dell’atleta lungo tutta la fase più delicata della formazione.
A guidare il programma restano figure ben conosciute all’interno dell’universo racing Atomic. Jürgen Graller segue l’area EMEA, Raphaela Ossberger coordina il marketing alpine internazionale, Werner Heel continua invece il lavoro quotidiano con i giovani talenti italiani. Un gruppo che unisce esperienza manageriale e conoscenza diretta del massimo livello agonistico.
La sensazione, osservando il progetto da vicino, riguarda soprattutto la continuità. Molte aziende entrano nel settore giovanile per una stagione, magari due. Atomic ha scelto una strada diversa. Investimento strutturato, presenza costante e un collegamento diretto con il vertice del circuito mondiale.
Da Jesolo la prossima Coppa del Mondo sembra lontanissima. Eppure il percorso parte esattamente da qui. Da incontri come questo. Da giornate nelle quali un ragazzo di tredici o quattordici anni può confrontarsi con un campione olimpico e immaginare il proprio futuro. Poi arriverà la neve. E a quel punto parlerà il cronometro






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