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GS Sölden 1a manche, Mikaela Shiffrin torna gigante: è davanti a Hector

Hector a 14 centesimi, Rast terza. Scheib a terra dopo pochi secondi di gara. Tre italiane qualificate per il pomeriggio con Pazzaglia e Della Mea, Bassino lontana al rientro

Dieci centimetri di neve fresca nella notte, il via spostato di mezz’ora per ripulire il Rettenbach, il vento a disturbare la parte alta. La Coppa del Mondo 2026/27 si apre così e la prima a mettere ordine è Mikaela Shiffrin: 1’07″27 con il pettorale 5 e comando della prima manche del gigante di Sölden. Sara Hector insegue a 14 centesimi, Camille Rast a 37, Britt Richardson a 53. Solo cinque atlete entro il secondo di distacco: con Paula Moltzan quinta a 59 e Lara Colturi sesta a 78, il podio si gioca in un fazzoletto.

Gli intertempi raccontano una gara costruita sul muro. Shiffrin parte con il vento contro e chiude il primo settore con il 34° parziale, tre decimi abbondanti persi nelle porte iniziali. Poi cambia passo: secondo tempo nel secondo e nel terzo settore, linea pulita sul ripido e velocità portata intatta sul piano finale. L’americana in gigante aspetta la vittoria dal 10 marzo 2023, quando ad Åre firmò il successo numero 86 in carriera.

La gara perde subito una protagonista. Julia Scheib, detentrice della Coppa di specialità e vincitrice qui un anno fa, vola nella parte alta con 45 centesimi di vantaggio al primo intermedio e altri 21 guadagnati nel secondo settore. A metà muro un dosso la tradisce, lo scarpone tocca la neve e l’austriaca finisce nella neve fresca a bordo pista. Poco dopo, al parterre, il sorriso rassicura tutti.

Hector paga qualcosa proprio sul ripido, Richardson firma il miglior parziale del terzo settore, Estelle Alphand vola nel tratto conclusivo e con il pettorale 24 si prende il settimo posto. Bello rivedere Petra Vlhova al cancelletto due anni dopo la rottura del crociato: undicesima a 1″31, la slovacca rientra tra le migliori.

In casa Italia la migliore è Asja Zenere, sedicesima a 1″50. «Soddisfatta a metà», racconta la vicentina al traguardo, tra un po’ di fatica sul primo tratto di piano, il vento e qualche curva fin troppo aggressiva. Alice Pazzaglia si conquista la seconda manche partendo con il 41 e chiude ventitreesima a 2″00, davanti a Lara Della Mea, ventiquattresima a 2″05: la valcanalese perde terreno sul muro, con il busto arretrato e il peso lontano dalle spatole. Fuori dalle trenta Anna Trocker, Sophie Mathiou, Laura Pirovano, Tatum Bieler, Emilia Mondinelli e Giorgia Collomb e Ilaria Ghisalberti.

Marta Bassino torna in gara 368 giorni dopo l’infortunio e chiude a 3″01. Conta il cancelletto, prima del cronometro. «Sono contentissima di essere partita e di aver fatto questa manche – spiega la cuneese –. Mi sono sentita seduta sul muro, facevo fatica a prendere il ritmo. Ho bisogno ancora di qualche passaggio per ritrovare confidenza».

La seconda manche scatta alle 13.30

 

 

La classifica della prima manche

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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