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GS Sölden: Zenere, Pazzaglia e Della Mea qualificate per la seconda manche

Zenere sedicesima guida il gruppo, Pazzaglia e Della Mea in corsa per il pomeriggio. Trocker manca il taglio per 21 centesimi, Bassino e Pirovano lontane

Undici azzurre al cancelletto, tre in seconda manche. Sul Rettenbach la mattina comincia con mezz’ora di ritardo, dieci centimetri di neve caduti nella notte spinti fuori dalla pista e il vento a soffiare forte in partenza. Con il passare dei pettorali il muro si riempie di scalini e chi arriva da dietro lo sente sotto gli sci a ogni porta.

Asja Zenere scende con il 21 e si ferma al sedicesimo posto, a 1″50 da Mikaela Shiffrin. In alto, dove la pista è più piatta e il vento soffia contro, la vicentina tiene il passo dell’americana fino a due centesimi. Sul ripido scia rotonda, punte in giù, decimo parziale nel secondo settore e dodicesimo nel terzo. Le due porte dopo la lunga, già scavate dai passaggi, le prende con ritmo. Sul piano finale invece passa a 75,3 all’ora, contro i 78-79 delle prime. In poche curve lascia 24 centesimi. «Soddisfatta a metà. Ho faticato un po’ sul primo pezzo di piano, poi c’era un po’ di vento e forse sono stata un po’ troppo aggressiva. In generale mi sono sentita bene, è stata una bella sciata. In certi tratti mi sono sentita in anticipo, sapevo di poter andare più diretta e un po’ l’ho fatto. Si può spingere di più».

La sorpresa arriva con il 41. Alice Pazzaglia si lancia su una pista già segnata e la attacca come fosse la prima del mattino. Nel primo settore stampa il sesto parziale, 28 centesimi meglio di Shiffrin. Sul muro tiene con il tredicesimo tempo. Poi il raccordo che porta verso il piano le costa 1″34, tutto in una manciata di porte. Taglia il traguardo ventitreesima a 2″00 e il pomeriggio è suo. Lo scorso inverno si era guadagnata il posto fisso in Coppa del Mondo e alla prima occasione lo mette a frutto. «Sono contenta di come ho affrontato questa gara – racconta –. L’estate non è stata facilissima, ma ho trovato un buon feeling su questa neve. Parto con un’altra leggerezza e tranquillità rispetto allo scorso anno. Ho tantissima voglia di farle tutte».

Lara Della Mea entra nel gruppo al ventiquattresimo posto, cinque centesimi dietro Pazzaglia. Il suo è un primo tratto da protagonista, nove centesimi meglio di Shiffrin. Poi il muro. Nel secondo settore lascia 1″11, il 38° parziale. La valcanalese arretra con il busto, il sedere si abbassa e la pressione sullo sci arriva in ritardo, a porta già passata. Ogni curva si allunga di un metro. Sul piano entra con poca velocità e i due dossi finali, quelli da prendere con l’istinto della discesista, le tolgono ancora qualcosa. Nel terzo settore però firma il tredicesimo tempo, segno di una sciata viva. La schiena l’ha frenata per mesi dopo la passata stagione e alla vigilia ripeteva «per fortuna ora sto bene». A febbraio, nel gigante olimpico di Milano Cortina, si era fermata a cinque centesimi dal podio.

Le altre otto si fermano prima del taglio, fissato a 2″54. Anna Trocker, classe dicembre 2008 e ancora minorenne, chiude 35ª a 2″75 alla prima volta sul Rettenbach. Le mancano 21 centesimi e il muro lo affronta con una pulizia da veterana. Sophie Mathiou è 39ª a 2″91. Laura Pirovano parte raccolta, in una posizione a uovo da manuale. Nel terzo settore lascia quasi un secondo e mezzo e chiude 40ª a 2″96. Marta Bassino torna al cancelletto 368 giorni dopo l’infortunio e chiude 41ª a 3″01. «Mi sono sentita seduta sul muro, facevo fatica a prendere il ritmo. Sul raccordo della lunga ho avuto paura di buttarmi giù. Ho bisogno ancora di qualche passaggio di confidenza». Tatum Bieler debutta in Coppa del Mondo con il 43° posto a 3″13. Giorgia Collomb, operata alla schiena a inizio aprile, tiene troppo sul ripido e si fa sbalzare fuori linea prima del piano. Chiude a 4″35, cinquantesima, appaiata a Ilaria Ghisalberti. Emilia Mondinelli, al via con il 66 su una pista ormai segnata, è 54ª a 3″91.

La seconda manche lle 13:30

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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