Un centesimo. Tanto separa Paula Moltzan da Lara Colturi alla fine del primo gigante della stagione. L’americana chiude in 2’14″82, Lara in 2’14″83, Emma Aicher sale sul terzo gradino a 52 centesimi. Sul Rettenbach il pomeriggio cambia volto alla gara: la luce si fa piatta, qualche fiocco torna a scendere, il muro finisce in ombra e chi parte per ultima scende in una pista più scavata e meno leggibile.

Moltzan era quinta a metà gara. Nella seconda manche stampa il miglior parziale del primo settore e il secondo sul muro, poi difende il vantaggio sul piano. Colturi, sesta al mattino, ribalta la sua gara proprio nel finale, con 46 centesimi guadagnati negli ultimi metri. Le manca un centesimo. Aicher arriva dal nono posto e sul piano conclusivo vola, un secondo meglio della vincitrice nell’ultimo settore. Al traguardo il pubblico tedesco esplode.

Mikaela Shiffrin, al comando dopo la prima manche, paga il 27° tempo del pomeriggio e scivola al settimo posto. Il piano finale, suo punto di forza al mattino, le restituisce il trentesimo parziale. Sara Hector chiude quarta, Camille Rast sesta. Britt Richardson, quarta dopo la prima manche, si perde nel terzo settore con oltre due secondi di ritardo e precipita al 27° posto.
Maryna Gasienica-Daniel firma la manche più veloce in 1’06″16. La polacca scende con il pettorale 2, attacca il muro con il miglior parziale nel secondo e nel terzo settore e risale dal 29° al nono posto, appaiata a Franziska Gritsch.

Il sorriso azzurro ha il nome di Asja Zenere. Sedicesima al mattino, la vicentina chiude quinta a 72 centesimi da Moltzan: undici posizioni recuperate e il miglior risultato della carriera in gigante, dopo il nono posto di Copper Mountain dello scorso novembre. La sua seconda manche è la seconda più veloce del pomeriggio, 1’06″77, dietro soltanto a Gasienica-Daniel. Zenere parte con un secondo e venti di margine sulla polacca e scia rotonda, le punte giù, lo sci che corre. A metà muro ha ancora 78 centesimi in tasca. Poi, poco prima del piano, la sbavatura: lo sci interno si scompone, il corpo ruota, la mano si aggancia al palo e lei si ritrova per un attimo di traverso. Tre, forse quattro decimi persi in una curva. Sul piano però rilancia con il terzo parziale assoluto e passa in testa. Il comando dura a lungo. Stjernesund, Ljutic, Robinson, Hurt si fermano tutte alle sue spalle. La prima a scavalcarla è Aicher, con un finale da discesista. Dopo di lei soltanto Colturi, Moltzan e Hector fanno meglio. Al parterre la gioia si mescola a un pizzico di rabbia per quella curva di troppo. Lo scorso inverno aveva colto il primo podio in carriera, terza nel superG della Val di Fassa. Ora il risultato che cercava arriva anche in gigante.

Lara Della Mea risale di sei posizioni e chiude diciottesima a 1″73. Parte con il 7 e con 46 centesimi di vantaggio sulla polacca. Rispetto al mattino il busto sta più avanti e la pressione sullo sci arriva prima. Sul muro però il margine evapora: più di mezzo secondo nel tratto più ripido. Sul piano recupera e chiude la manche con il nono tempo, segno di una reazione vera.

Pomeriggio amaro per Alice Pazzaglia, 24 anni, di San Giuliano Terme. La toscana parte con l’8 e mezzo secondo di vantaggio, poi sul muro la curva le gira verso monte, il corpo va in rotazione e il capitale sparisce: trentesimo parziale nel secondo settore. Scivola dal 23° al 29° posto. La serenità del mattino, quella del pettorale 41 e della pista tutta da conquistare, tornerà con l’esperienza. Intanto porta a casa i primi punti della stagione.
Domani sul Rettenbach tocca agli uomini.






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