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GS sölden, Braathen al comando, Borsotti ottavo

Lucas Pinheiro Braathen apre la stagione del gigante davanti a tutti. Sul muro del Rettenbach il brasiliano ferma il cronometro su 52″40 e guida la classifica con 24 centesimi su Loic Meillard e 49 su Stefan Brennsteiner, ancora una volta il gigantista più solido d’Austria. Marco Odermatt resta ai piedi del podio virtuale a 55 centesimi, appena davanti ad Atle Lie McGrath (+0″64).

In casa Italia la risposta più convincente arriva da Giovanni Borsotti. Il campione italiano in carica parte col pettorale 29 e scende ottavo a 79 centesimi. Al primo intertempo ha lo stesso tempo del leader, poi sul muro va in grande difficoltà e finisce quasi sdraiato sulla neve. Reagisce subito, riprende un ritmo alto e nel tratto finale firma l’ottavo parziale.

Il vento detta legge fin dal mattino. Le raffiche costringono la giuria ad abbassare la partenza e gli striscioni degli sponsor vengono arrotolati per evitare che volino via. Con la luce piatta l’organizzazione traccia righe colorate trasversali sulla pista. Più in basso la neve diventa umida e il fondo si segna con il passare dei pettorali.

La manche del leader racconta bene le insidie del muro. Nella curva verso sinistra del tratto più ripido Pinheiro Braathen scivola, si ritrova quasi seduto sulle code e si salva con un doppio appoggio, ripartendo con la velocità intatta. È un recupero da atleta in condizione eccellente, che gli vale il miglior tempo nel settore centrale e il secondo nell’ultimo.

Meillard, da poco diventato papà, è in vantaggio al primo rilevamento e tiene il passo fino in fondo al muro; il pianetto conclusivo gli costa 23 centesimi. Odermatt scia bene ma fuori tempo sulle onde e lascia 16 centesimi nell’ultimo segmento: lo svizzero, reduce da cinque Coppe del Mondo generali consecutive, resta comunque l’uomo da battere. Henrik Kristoffersen, classe 1994, precede Pinheiro Braathen al primo intertempo, poi cede 58 centesimi nel finale e scivola settimo a 74 centesimi, alle spalle del tedesco Fabian Gratz (+0″69). Giornata storta per Marco Schwarz: lo sci interno scivola via e l’austriaco inforca dopo poche porte, fortunatamente illeso.

Di solito Sölden punisce chi parte dopo il 30, perché la pista su ghiacciaio si rovina in fretta. Stavolta la regola salta: Alexander Schmid col 27 è nono, Eirik Hystad Solberg col 28 tredicesimo, Borsotti col 29 ottavo.

Alex Vinatzer chiude 14° a 1″09. Parte bene e finisce bene, ma in mezzo perde 79 centesimi sul muro. Il gardenese lo spiega così in mix zone: «Sul muro sono entrato un po’ statico e ho preso anche due colpettini sullo sci esterno che ho perso la quota e su questa neve sentivo subito che la velocità è andata via, quindi credo che ci sia ancora tanto potenziale». La seconda manche avrà una tracciatura simile e l’obiettivo è ripetere la prima facendo meglio.

Giovanni Franzoni, col 31, è 19° a 1″27. Sul muro paga un secondo esatto, ma nell’ultimo settore fa il miglior tempo assoluto, 13 centesimi più veloce del leader. Ma è felicissimo perché è da tempo che non fa la seconda manche di un gigante! Filippo Della Vite, bene a tratti, sbaglia sul piano finale ed è 30° a 1″85, sul filo della qualificazione. Niente da fare per Luca De Aliprandini che incassa un ritardo di +2″15, di poco superiore al +2″11 di Kastlunger. Esce Simon Talacci.

La seconda manche alle 13:00

La classifica della prima manche

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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