Il Rettenbach consegna la prima pagina della stagione a Lucas Pinheiro Braathen. Il brasiliano ha costruito il successo nella manche d’apertura, chiusa in 52″40 con 24 centesimi su Loic Meillard, poi ha gestito il margine con freddezza: decimo tempo nella seconda frazione e 1’44″72 complessivo per un trionfo che porta la firma del più forte in pista.

Alle sue spalle la Svizzera piazza due uomini separati da un’inezia. Meillard è secondo a 48 centesimi, Marco Odermatt terzo a 49: quarto a metà gara, il fuoriclasse di Buochs guadagna una posizione grazie a una seconda run solida, impreziosita dal secondo parziale nel primo settore.
Alex Vinatzer chiude settimo a 1″08, unico azzurro al traguardo. Quattordicesimo dopo la prima manche, il gardenese imposta una discesa pulita e dinamica fin dal cancelletto, con il terzo crono nel settore iniziale. Il conto più salato arriva nel tratto centrale del muro: lo sci sinistro scappa largo proprio dove la neve si fa meno compatta e il cronometro registra il ventiduesimo tempo di settore. Il finale rimette ordine: velocità ritrovata, secondo parziale assoluto nell’ultimo tratto e sette posizioni recuperate. Un piazzamento dignitoso in una classifica cortissima, dove la quarta piazza dista appena 26 centesimi.

Giovanni Franzoni brucia invece un’occasione ghiotta. Diciannovesimo a metà gara, sulle ondulazioni che precedono il piano finale si appoggia troppo sulle code, va in rotazione ed esce proprio nel punto in cui avrebbe potuto fare la differenza. Ci riproverà negli Stati Uniti, come Giovanni Borsotti, ottavo dopo una prima manche convincente: nella frazione decisiva si inclina troppo nel tratto iniziale e la sua corsa si chiude anzitempo.
Pomeriggio amaro anche per Atle Lie McGrath, quinto a metà gara e fuori nella seconda. Henrik Kristoffersen scivola dal settimo al ventiduesimo posto, Stefan Brennsteiner dal terzo all’undicesimo. La rimonta più vistosa porta la firma di Raphael Haaser: miglior tempo della seconda manche e quinto posto finale partendo dal ventesimo. River Radamus sfiora il podio (11 posizioni recuperate), quarto a 33 centesimi da Odermatt con il secondo crono di manche.
La pista liscia premia i pettorali alti. Rasmus Bakkevig, norvegese classe 2005 con il 49, firma il quarto tempo della seconda run e risale quindici posizioni fino al quattordicesimo posto, un risultato da leccarsi i baffi. Sorride anche il britannico Freddy Carrick-Smith, classe 2007 e pettorale 46: quinto crono di manche e dodicesimo posto in classifica, davanti a nomi ben più navigati.
La classifica del gigante di Sölden






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