Secondo i quotidiani del Gruppo Nem, il 24 settembre il presidente federale aveva chiesto un confronto sul provvedimento di archiviazione. Sullo sfondo, la richiesta di risarcimento da 2,7 milioni di euro avanzata dalla famiglia del giovane azzurro.
I quotidiani del Gruppo Nem hanno pubblicato il 13 ottobre ampi stralci di una lettera inviata il 24 settembre dal presidente della Fisi Flavio Roda al procuratore generale dello Sport del CONI, Ugo Taucer, e alla procuratrice federale della Fisi, Stefania Cappa. La lettera riguarda il provvedimento di archiviazione del procedimento disciplinare aperto dopo la morte di Matteo Franzoso, scomparso il 13 settembre 2025 durante un allenamento a La Parva, in Cile.
Secondo quanto riportato dalle testate, nella lettera Roda ricorda che il 4 agosto 2026 la Federazione ha ricevuto dai legali della famiglia Franzoso una diffida con richiesta di risarcimento per 2.691.634,02 euro. Una richiesta che, si legge, si fonda «esclusivamente sulla scorta di quanto riportato nel provvedimento di archiviazione» emesso dalle due Procure.
Il provvedimento ha archiviato il procedimento disciplinare a carico di ignoti. Secondo Roda contiene però affermazioni che attribuiscono la responsabilità dell’accaduto agli operatori federali, espresse a suo giudizio oltre le competenze delle Procure e «in assenza di qualsiasi minimo, valido, effettivo e certo riscontro probatorio». Nella lettera il presidente federale osserva che un giudice potrebbe tenere conto di quelle affermazioni nell’eventuale causa civile annunciata dalla famiglia. Aggiunge che potrebbero creare «serie difficoltà» nel rinnovo della copertura assicurativa RCT della Federazione e dei suoi operatori.
La lettera si chiude con la richiesta alle Procure di «un confronto in tempi stringenti che possa individuare soluzioni atte a sanare la situazione di potenziale, grave pregiudizio» per la Federazione. Le testate riferiscono anche di una precedente nota, inviata il 29 maggio alla Procura federale, con cui la Fisi sollecitava ulteriori accertamenti sul piano disciplinare.
Nei giorni precedenti l’assemblea elettiva del 10 ottobre, la Federazione aveva diffuso un comunicato in risposta ai primi articoli del Gruppo Nem sul caso. Li definiva una pubblicazione «indelicata, datata e irrispettosa», legata alle elezioni, e ricordava di aver invitato la Procura federale «a svolgere un supplemento di indagini, al fine di tentare di addivenire all’accertamento di ogni e qualsiasi responsabilità». Il Gruppo Nem ha dichiarato di essere in possesso della lettera già prima delle elezioni e di aver scelto di pubblicarla solo dopo il voto.






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