A Roma ottobre profuma ancora d’estate e la neve sembra un ricordo da cartolina. Eppure, al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, all’Acqua Acetosa, il palco dei Collari d’Oro parla la lingua dell’inverno. Gli echi di Milano Cortina rimbombano ancora nelle orecchie di tutti e la cerimonia somiglia a una seconda premiazione olimpica, con giacca e cravatta al posto della tuta.
Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, apre con una frase da appendere in ogni sci club: «L’atleta emerge quando la catena funziona: tecnici, dirigenti, presidenti. Tutti insieme con lo stesso obiettivo». Il ministro per lo Sport Andrea Abodi sceglie un’immagine da fondisti: «Siamo staffettisti di una gara che non finisce mai». Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, alza il tono: «Oggi celebriamo i più grandi atleti del mondo».

Il regolamento delle benemerenze ha una logica tutta sua. Chi il Collare d’Oro lo ha già in bacheca riceve il Diploma d’Onore, i tecnici la Palma d’Oro. Così Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida, Lisa Vittozzi (nella foto qui sopra) e Simone Deromedis salgono sul palco per il Diploma, come campioni che tornano a ritirare un trofeo già vinto. Nella lista c’è anche Federica Brignone, assente alla cerimonia.

I Collari d’Oro dell’inverno portano la firma dello slittino. Andrea Vötter e Marion Oberhofer (nella foto qui sotto) da una parte, Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder dall’altra: due doppi che hanno scritto pagine indimenticabili sul budello di Cortina. Per completare il quadro, la Palma d’Oro come tecnico va ad Armin Zöggeler, il Cannibale che da allenatore continua a sfornare medaglie con la stessa fame di quando scendeva lui. Collare anche per i ragazzi dello short track Chiara Betti, Elisa Confortola, Thomas Nadalini e Luca Spechenhauser.

La foto più bella però arriva dal mondo paralimpico. Chiara Mazzel e la sua guida Nicola Cotti Cottini ricevono il Collare d’Oro fianco a fianco, come hanno sciato. Due nomi, una sola linea. Diploma d’Onore per Giacomo Bertagnolli con la guida Andrea Ravelli, per René De Silvestro e per gli snowboarder Emanuel Perathoner e Jacopo Luchini. Palma d’Oro a due tecnici di casa nostra, Danny Gerardini per lo sci alpino paralimpico e Igor Confortini per il para snowboard.

Fra le società premiate spicca un nome che ai lettori di Sciare suona familiare: l’A.S.D. Sci Corno alle Scale Kli Bologna, Collare d’Oro accanto a colossi come Napoli e Fiorentina. Uno sci club dell’Appennino sullo stesso podio delle grandi del calcio: Buonfiglio avrebbe potuto usarlo come esempio della sua catena. Fra le personalità brillano Evelina Christillin, anima delle candidature olimpiche e Tiziana Nasi, storica guida dello sport paralimpico invernale.

Le Stelle d’Oro vanno ai vertici dei gruppi sportivi militari e civili: Andrea De Gennaro per le Fiamme Gialle, Salvatore Luongo per i Carabinieri, Carmine Masiello per l’Esercito e Vittorio Pisani per le Fiamme Oro. Senza di loro mezza squadra azzurra dell’inverno cambierebbe faccia.
Buonfiglio chiude guardando già a Los Angeles 2028. L’inverno, intanto, ha lasciato il segno: sul palco dell’Acqua Acetosa i ragazzi della neve e del ghiaccio occupavano tutte le prime file.






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