Il presidente federale rivendica il 57% raccolto all’assemblea elettiva, ringrazia club, atleti e tecnici per il sostegno e chiede agli azzurri il massimo nella stagione alle porte.
Quattro parole che si contraddicono a vicenda: «Ho vinto per perdere». Flavio Roda sceglie questa formula per commentare a mente fredda l’esito dell’assemblea elettiva Fisi di sabato a Veronafiere. Il presidente uscente ha raccolto il 57,88 per cento, cioè 48.015 voti su 82.950, sotto la soglia dei due terzi richiesta per il quarto mandato. Antonio Noris si è fermato al 35,97 per cento, Roberto Bortoluzzi al 2,52.
La notte ha portato una lettura dei numeri senza giri di parole. «Ho comunque ottenuto la maggioranza dei voti, che mi ha permesso di arrivare fino al 57%: una percentuale che in una normale elezione porta nettamente alla vittoria. Ciò significa che la maggior parte dei presenti in assemblea ha apprezzato il mio lavoro durato 14 anni, che ha permesso alla Federazione di tornare dove doveva stare, sia a livello di risultati, sia di immagine che di conti. Non era così quando ho cominciato, nel 2012».
Il secondo passaggio ha il tono di chi archivia la partita e stringe la mano all’arbitro. «Ciò detto esistono delle regole di cui bisogna prendere atto ed accettare le conseguenze». Quindi i ringraziamenti, rivolti alla base che lo ha sostenuto: «Desidero ringraziare i Club, gli atleti e i tecnici che mi hanno dato questo forte sostegno e che si sono espressi così numerosi a mio favore. Il mio auspicio è che tutto questo movimento non vada disperso e che la Federazione possa continuare a crescere e ad ottenere risultati di prestigio».
L’ultima riga guarda alla neve. «Voglio quindi spronare atleti e tecnici a dare il massimo nella stagione che sta per iniziare, per dimostrare ancora una volta che il lavoro è stato fatto nel modo migliore e che nulla è stato improvvisato».
Sul nodo sollevato a caldo sabato sera il comunicato tace: dimissioni con l’arrivo di un commissario oppure traghettamento fino al voto. La decisione passerà dal consiglio federale, atteso fra la fine di ottobre e i primi di novembre. In quella sede andrà indetta «con immediatezza» la nuova assemblea, come chiede lo statuto. Fra la convocazione e il voto devono trascorrere almeno sessanta giorni, quindi la data più vicina cade a gennaio. Fino ad allora la federazione prosegue in ordinaria amministrazione.
Il messaggio agli azzurri suona come un testimone consegnato con qualche mese di anticipo. Il primo cancelletto della stagione dirà quanto è solida la strada tracciata in quattordici anni.






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