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È morto Eliseo Sartor, maestro di sci e di vita

È morto oggi, all’età di 91 anni, Eliseo Sartor, figura storica dell’Associazione Sportiva Camosci Sappada e della FISI Friuli Venezia Giulia. Un uomo che per generazioni di fondisti non è stato soltanto un allenatore, ma una guida, un educatore, un punto di riferimento capace di accompagnare gli atleti molto oltre il traguardo di una gara.

Tra i campioni cresciuti sotto la sua guida ci sono anche Silvio Fauner e Pietro Piller Cottrer, entrambi arrivati sul palcoscenico olimpico e mondiale. Ma il valore del lavoro di Sartor non si misura soltanto attraverso le medaglie. Si misura soprattutto nelle vite che ha contribuito a costruire, nella disciplina trasmessa, nella fiducia instillata, nelle parole rimaste dentro a chi ha imparato a sciare con lui.

Lo racconta con particolare intensità proprio Silvio Fauner, che oggi ha affidato il proprio dolore a un messaggio nel quale la riconoscenza sportiva si mescola all’affetto più profondo.

“Oggi è uno di quei giorni che vorresti non arrivassero mai“, ha scritto Fauner. «Sappada, il mondo dello sport italiano e in particolare quello dello sci nordico, ha perso uno dei suoi tecnici migliori. Ma io ho perso molto di più».

Per Fauner, Sartor è stato il primo allenatore, l’uomo che ha dato il via alla sua carriera e lo ha accompagnato «fino al tetto del mondo». Ma, prima ancora, è stato «come un secondo padre». Un legame rimasto intatto anche negli ultimi anni, quando, nonostante i novant’anni, Eliseo continuava a dispensare consigli e rimproveri al bar, con la stessa autorevolezza di sempre.

«Rimproveri che io ho sempre ascoltato e custodito come il consiglio più prezioso», ha ricordato Fauner, ripensando alle ore sugli sci, ai viaggi interminabili, alle risate, alla fatica e a quella voce che gli ripeteva di non mollare mai.

E poi le telefonate, alla vigilia delle gare più importanti. “Silvio, ricordati cosa sai fare“. Una frase semplice, ma per Fauner più preziosa di qualsiasi tattica. Il modo che Sartor aveva di esserci, anche a distanza, e di continuare a rappresentare una certezza.

Non è stato solo un allenatore. È stato la mia guida, il mio punto di riferimento, la persona che ha creduto in me quando ancora io non sapevo dove sarei potuto arrivare“.

È dentro queste parole che si comprende davvero la grandezza di Eliseo Sartor: non soltanto un tecnico capace di riconoscere il talento e accompagnarlo verso l’eccellenza, ma un uomo che sapeva prendersi cura delle persone, seguirle nella crescita, correggerle senza mai smettere di credere in loro.

Lo stesso sentimento è stato espresso da Massimo Casciaro, presidente dei Camosci Sappada, che ha ricordato Sartor come «allenatore, guida, maestro e persona speciale», capace di dedicare agli atleti una passione infinita, un’attenzione costante e una disponibilità totale.

Soltanto lo scorso anno i Camosci avevano festeggiato insieme a lui i suoi 90 anni e i 45 anni della società, che Sartor aveva contribuito a fondare e a far crescere quasi fosse un figlio. Un anniversario diventato, alla luce della sua scomparsa, ancora più prezioso: la celebrazione di un uomo e, insieme, della comunità sportiva alla quale aveva dedicato una parte decisiva della propria vita.

«Grazie per tutto, Eliseo», ha scritto Fauner. «Ciao Eliseo. Mi mancherai molto».

A Sappada resta una voce in meno, ma rimane tutto ciò che quella voce ha saputo insegnare: la fatica senza lamenti, la serietà, il rispetto, la capacità di resistere nei giorni difficili e, soprattutto, la convinzione che nessun atleta possa arrivare lontano senza prima imparare a non mollare mai.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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