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I 60 anni di Prinoth, dal P60 nato in un’officina di Ortisei al Leitwolf h2 Motion a idrogeno

I 60 anni di Prinoth, dal P60 nato in un’officina di Ortisei al Leitwolf h2 Motion a idrogeno.
500 persone provenienti da mezzo mondo hanno festeggiato ieri a Vipiteno i 60 anni di Prinoth una delle più celebri aziende produttrici di gatti battipista. Il primo modello fu costruito dall’ex pilota di Formula 1 Ernst Prinoth in una piccola officina di Ortisei nel 1062. Da quel primo prototipo vengono i brividi se lo si accosta all’ultimo modello denominato LEITWOLF h2MOTION a idrogeno, nato due anni fa.

A quel tempo la neve fresca veniva ancora calpestata, o meglio “battuta” dalle persone, per poter sciare il più a lungo possibile. A seconda delle dimensioni della pista erano necessarie dieci, venti o centinaia di persone. Senza questa attività, tuttavia, la neve spariva dopo pochi giorni, accumulandosi ai bordi delle piste a seguito delle discese degli sciatori. Il pendio vero e proprio diventava roccioso e anche le discese più semplici diventavano fonte di pericolo, gli incidenti erano all’ordine del giorno.

Prinoth nel 1966

Modello 1972

Ma fare un passo indietro è d’obbligo per capire da dove la Prinoth è partita e come è arrivata alla tecnologia di oggi.

All’inizio degli anni ’50 aprì un’officina di riparazione auto a Ortisei in Val Gardena, proprio accanto a casa sua. Prinoth non era solo un eccellente pilota e un abile sperimentatore, era anche uno sciatore entusiasta. E intravide una nuova sfida nell’affrontare e superare il problema della preparazione delle piste.

Modello del 1973

Non aveva dubbi: la soluzione andava individuata in una tecnica che consentisse di lavorare meccanicamente le piste. Per conciliare due esigenze molto diverse – alte prestazioni e peso ridotto – Ernst Prinoth si fece ispirare dalle caratteristiche specifiche dei veicoli che conosceva meglio: le auto da corsa. E così ben presto si ritrovò ad affrontare senza indugi i pendii innevati con il suo primo prototipo, il P60. Era il 1962.

Modello del 1977

Sotto gli occhi stupiti del pubblico mondiale, Ernst Prinoth nel 1965 preparò le piste per i Campionati Mondiali di Sci a Seefeld, in Tirolo, con il suo primo battipista prodotto in serie, il P15. Nel giro di poche ore, una piccola flotta di battipista portò a termine un compito che prima avrebbe visto impegnate centinaia di persone in molti giorni di lavoro.

Modello del 1985

Fu un successo, l’ex pilota ricevette subito innumerevoli ordini e l’officina gardenese si trasformò ben presto in un’azienda con clienti in tutto il mondo. Da quell’anno in poi sono stati molti i modelli di battipista e le evoluzioni targate PRINOTH, tutte all’insegna dell’innovazione tecnologica e del design.

Modello del 1991

Nel 2020 l’azienda ha svoltato senza indugi verso  la sostenibilità, 100% green, con i motori elettrici alimentati a idrogeno. Il Presidente di PRINOTH, Klaus Tonhäuser: «L’attenzione rivolta ai nostri clienti, l’innovazione e la sostenibilità sono al centro della nostra filosofia aziendale. Guidano quotidianamente le nostre decisioni e le nostre azioni.


Klaus Tonhauser, Presidente di PRINOTH Group I 6

In un momento economico estremamente difficile, come quello dettato dalla pandemia – ha proseguito Tonhäuser – abbiamo voluto mantenere alta la concentrazione su due pilastri della nostra azienda. I nostri collaboratori e i nostri investimenti in ricerca e sviluppo orientati verso una preparazione delle piste sempre attenta all’ecosistema naturale».

Collezione Prinoth 2002

Se il primo modello a idrogeno aveva in qualche modo anticipato i tempi, proprio in occasione del sessantesimo Prinoth ha presentato la sua evoluzione. Se il prototipo del 2020 funzionava con una cella a combustibile a idrogeno, la nuova variante ha invece un motore a combustione di idrogeno sviluppato da FPT Industrial, che lo rende ancora una volta il primo battipista al mondo del suo genere.

Prinoth è un’azienda internazionale che conta 900 collaboratori. Dal 2000 è parte del gruppo High Technology Industries (HTI) e nel 2003 è stata inaugurata la nuova sede aziendale con stabilimento nella zona industriale di Vipiteno, proprio a ridosso degli stabilimenti LEITNER e oggi anche DEMACLENKO, anch’esse aziende del gruppo HTI.

 

Il LEITWOLF h2MOTION a idrogeno nato nel 2020

Dopo una serie di acquisizioni societarie all’insegna della diversificazione, Prinoth produce in quattro diverse sedi sparse nel mondo, non solo battipista, ma anche veicoli cingolati e macchine per la gestione della vegetazione.

Nel 2009 ha rilevato l’azienda canadese Camoplast (ex Bombardier) ampliando così la propria attività e includendo veicoli commerciali cingolati. Nel 2011 partì una partnership con il produttore tedesco di macchine forestali AHWI, azienda questa che venne poi rilevata completamente da PRINOTH nel 2016.

L’husky eMotion eletrico

Nel 2021 infine, il portafoglio dei veicoli destinati alla gestione della vegetazione si è ampliato con l’acquisizione dell’americana Jarraff Industries. Con le serie RAPTOR e PANTHER e il taglia alberi per tutti i terreni Jarraff, l’azienda ora dispone di veicoli e prodotti per ogni fase dell’attività di costruzione e manutenzione delle infrastrutture. Le tre aree di business lavorano oggi in continuo e stretto contatto. «Le esigenze dei nostri clienti, la tecnologia e il know-how ci danno l’opportunità di portare avanti in modo ancora più veloce e professionale le attività di ricerca e sviluppo, sul fronte di motorizzazioni sostenibili, digitalizzazione o ottimizzazione dei processi» conclude Klaus Tonhäuser. . I 60

La dirigenza dell’Azienda

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About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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