Il 10 ottobre Verona ospiterà l’Assemblea Federale Elettiva della FISI. Una giornata destinata a scegliere il Presidente e il Consiglio Federale del quadriennio 2026-2030. Dietro quella scheda si muove un sistema di regole, rappresentanza e partecipazione che pochi conoscono davvero.
Alle otto del mattino il Centro Congressi di VeronaFiere avrà già il volto dell’Assemblea. Sui tavoli della Commissione Verifica Poteri inizieranno ad arrivare verbali dei consigli direttivi, deleghe, documenti d’identità e cartelline preparate dagli sci club. Presidenti, dirigenti, atleti e tecnici aspetteranno il proprio turno. Ogni controllo, firma edocumento contribuirà a definire l’elenco di chi potrà partecipare al voto. Soltanto qualche ora più tardi inizieranno le operazioni che porteranno all’elezione del Presidente e del Consiglio Federale chiamati a guidare la Federazione Italiana Sport Invernali nel quadriennio 2026-2030.
Il 10 ottobre avverrà qualcosa di più significativo di una votazione. Dentro quell’urna arrivano anni di attività degli sci club, migliaia di tesserati, gare organizzate in ogni angolo d’Italia, risultati conquistati dagli atleti, lavoro dei tecnici e scelte compiute dai dirigenti. Lo Statuto e il Regolamento Organico trasformano tutto questo in un sistema elettorale articolato, costruito per dare voce all’intero movimento. Conoscerne le regole significa osservare l’Assemblea con uno sguardo diverso e capire davvero come nasce il governo dello sci italiano.
Sabato 10 ottobre Verona diventerà così il punto d’incontro dell’intero movimento. La verifica dei poteri aprirà la giornata alle 8, la prima convocazione dell’Assemblea è fissata alle 9.30, la seconda alle 11. Da quel momento ogni voto contribuirà a scrivere il futuro della Federazione.

Il Consiglio eletto nel 2022. Flavio Roda ottenne il 57,62 %
Ogni sci club porta a Verona la propria storia
La domanda arriva spontanea: ogni società dispone dello stesso peso elettorale? La risposta accompagna uno degli aspetti più interessanti dell’intero sistema.
Uno sci club nato da pochi anni e una società che da decenni organizza gare nazionali arrivano all’Assemblea con un numero di voti diverso. Quel valore non nasce per caso. La Federazione lo determina attraverso una graduatoria che tiene conto dell’attività svolta: il voto base attribuito a ogni affiliato, i risultati agonistici, l’organizzazione delle competizioni e gli altri parametri previsti dalla normativa federale. La somma di questi elementi assegna a ogni società il proprio peso elettorale, riportato nella graduatoria ufficiale pubblicata dalla FISI.
Dietro quel numero si legge una storia. Ogni gara organizzata, gli atleta cresciuto nello sci club, le stagione costruite sulle piste contribuiscono, anno dopo anno, a definire il ruolo della società all’interno dell’Assemblea. Ecco perché il voto del 10 ottobre nasce molto prima dell’apertura delle urne.
Tre numeri raccontano la rappresentanza
Il totale dei voti attribuito a ogni sci club segue un’ulteriore ripartizione. Lo Statuto assegna il settanta per cento al presidente o al legale rappresentante della società, il venti per cento al rappresentante degli atleti e il dieci per cento al rappresentante dei tecnici.
Settantapercento, venti e dieci. Tre numeri semplici che raccontano una scelta precisa. La Federazione affida il ruolo principale alle società, riconoscendo allo stesso tempo il contributo di chi gareggia e di chi accompagna ogni giorno la crescita degli atleti. Il governo dello sci italiano nasce proprio dall’incontro di queste tre componenti.
Anche la designazione dei rappresentanti segue regole definite. Gli atleti e i tecnici chiamati a votare devono possedere i requisiti previsti dallo Statuto e dalla modulistica federale. Per gli atleti risultano valide anche le partecipazioni alle competizioni inserite nei calendari regionali e provinciali, un chiarimento che amplia la platea degli aventi diritto rispetto a quanto molti immaginano.
Una candidatura, una sola scelta
Il percorso verso l’Assemblea passa anche attraverso scadenze precise. Le candidature dovranno arrivare entro le ore 12 del 31 agosto, utilizzando la modulistica predisposta dalla Federazione. La documentazione potrà essere trasmessa tramite posta elettronica certificata, raccomandata, corriere oppure consegnata direttamente alla sede federale. Ogni candidato concorrerà per una sola carica, accompagnando la domanda con le dichiarazioni richieste dallo Statuto.
Perché la prima votazione potrebbe decidere tutto
Gran parte delle elezioni federali si risolvono attraverso il meccanismo della maggioranza prevista dallo Statuto. Una circostanza particolare, però, introduce una regola diversa. Riguarda il presidente che si presenta per un quarto mandato consecutivo, situazione che potrebbe verificarsi il 10 ottobre.

In questo caso la prima votazione assume un valore decisivo. L’elezione richiede infatti almeno i due terzi dei voti validamente espressi, una soglia pari al 66,67%. Una maggioranza molto più ampia rispetto a quella normalmente necessaria per eleggere il presidente della Federazione. La previsione nasce dai principi che regolano l’ordinamento sportivo italiano e trova applicazione anche all’interno della FISI.
L’eventuale candidatura di Flavio Roda rientrerebbe proprio in questa casistica. La prima scheda, quindi, assumerebbe un peso particolare. Il raggiungimento dei due terzi aprirebbe immediatamente il nuovo mandato.
Qualora Flavio Roda formalizzasse la propria candidatura per un quarto mandato consecutivo, entrerebbe in gioco anche un’altra particolarità prevista dalla normativa. Oltre al quorum rafforzato richiesto per l’elezione del Presidente, l’Assemblea potrebbe validamente costituirsi soltanto con la presenza di almeno il 50 per cento più uno delle società affiliate, rappresentate dai rispettivi presidenti o dai loro delegati. Una soglia più elevata rispetto a quella ordinariamente prevista, destinata ad accompagnare una candidatura al quarto mandato consecutivo.
Un risultato inferiore al 66,67 % esaurirebbe la candidatura di Roda, senza possibilità di riproporla nelle votazioni successive della stessa Assemblea.
La procedura seguirebbe a quel punto un percorso diverso. L’Assemblea non proseguirebbe con ulteriori votazioni per la presidenza e la Federazione avvierebbe il cammino verso una nuova Assemblea elettiva, mantenendo nel frattempo Presidente e Consiglio Federale uscenti nell’esercizio dell’ordinaria amministrazione fino al rinnovo degli organi.
Questa è una delle norme meno conosciute dell’intero sistema elettorale federale. Gran parte dell’attenzione si concentra naturalmente sui candidati. Il primo scrutinio, però, può trasformarsi nel passaggio destinato a determinare l’intero percorso elettorale.
Se l’Assemblea elettiva dovesse abortire, difficilmente si potrà tornare al voto in mezzo alla stagione. Nell’eventualità si vedrà il da farsi, ma è probabile che tutto slitterebbe ad aprile.
L’assemblea
Come detto, alle 08:00 la Commissione Verifica Poteri controllerà verbali, deleghe, documenti d’identità e titoli di partecipazione. Ogni verifica contribuirà a definire la composizione definitiva dell’Assemblea.

Una delega irregolare, un verbale incompleto o la mancanza dei requisiti richiesti possono impedire l’esercizio del voto. Soltanto al termine di questi controlli verrà definito l’elenco dei partecipanti e dei voti ammessi alle operazioni elettorali.
Un dettaglio merita attenzione. Il numero legale dell’Assemblea viene calcolato sul numero delle società presenti o rappresentate. Il peso elettorale attribuito a ciascuno sci club entrerà in gioco soltanto durante le votazioni. Una distinzione tecnica che accompagna l’intero procedimento previsto dallo Statuto e dal Regolamento Organico.
Le deleghe
Anche le deleghe seguono regole precise. Una società impossibilitata a partecipare può affidare la propria rappresentanza esclusivamente a un altro sci club appartenente allo stesso Comitato Regionale. Ogni rappresentante può ricevere fino a quattro deleghe. Candidati e consiglieri federali, invece, rimangono esclusi da questa possibilità.
La norma accompagna un principio semplice: garantire equilibrio nella rappresentanza, evitando concentrazioni eccessive di voti nelle mani di pochi delegati.
Alla fine tutto torna agli sci club
Il 10 ottobre i riflettori accompagneranno il nome del nuovo Presidente e del Consiglio Federale. Da quel momento inizierà un altro quadriennio, con nuove scelte, nuovi programmi e nuovi obiettivi per gli sport invernali italiani.
La mattina successiva, però, il movimento riprenderà il proprio cammino esattamente dove lo aveva lasciato. Gli allenatori prepareranno l’uscita sulla neve e pianteranno i pali nella neve, i dirigenti apriranno la sede dello sci club, i maestri ritroveranno i primi allievi, migliaia di ragazzi continueranno a inseguire un sogno con un paio di sci ai piedi.
L’Assemblea Federale serve proprio a questo. Dare una guida a un movimento che vive ogni giorno sulle piste, nelle vallate, nei piccoli sci club e nelle grandi società. Lo Statuto e il Regolamento Organico fissano le regole del voto. La neve continua invece a seguire una regola molto più semplice: ogni campione nasce perché qualcuno, molto tempo prima, ha aperto la porta di uno sci club.
Le urne sceglieranno un Presidente. Gli sci club continueranno a costruire il futuro dello sci italiano.






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