Con la stagione invernale concentrata in pochi mesi dell’anno, numerosi maestri di sci affiancano all’attività sulle piste un’altra professione. Tra queste rientra anche quella di avvocato, una possibilità che trova ora una conferma esplicita nella riforma dell’ordinamento forense: la Legge 137/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 1° agosto, sancisce infatti la piena compatibilità tra le due professioni.
Più che una rivoluzione, si tratta di una conferma. Molti professionisti già affiancavano l’attività forense a quella di maestro di sci, ma la compatibilità era frutto di un’interpretazione consolidata. La riforma la inserisce ora espressamente nella legge, offrendo una tutela normativa a chi esercita entrambe le professioni.
Il testo, approvato in via definitiva dal Senato, conferma una situazione già consolidata nella pratica. Secondo il Collegio Nazionale dei Maestri di Sci Italiani, la norma interessa circa 500 professionisti che esercitano entrambe le attività, riconoscendo ufficialmente una doppia professionalità ritenuta compatibile con i principi di autonomia e indipendenza richiesti agli avvocati.
Il presidente del Collegio, Luigi Borgo, ha espresso soddisfazione per l’approvazione della legge, ringraziando l’eurodeputata Lara Magoni e il deputato Andrea Tremaglia per il sostegno fornito durante l’iter parlamentare dell’emendamento, approvato dalla Commissione Giustizia della Camera e successivamente confermato dal Senato.
«Si tratta di un risultato di grande rilievo, che consente di riconoscere e valorizzare una realtà professionale peculiare, nella quale competenze giuridiche e capacità tecniche convivono nel rispetto dei principi di trasparenza, correttezza e libertà di esercizio delle professioni», ha dichiarato Borgo.
Il Collegio ha inoltre rivolto un ulteriore ringraziamento a Lara Magoni per il lavoro svolto a Bruxelles sulla vicenda delle Prove Formative Comuni (PFC) dei maestri di sci, un intervento che, secondo il Collegio, ha consentito il regolare svolgimento delle prove nella stagione 2025-2026 e il completamento del percorso formativo degli allievi maestri.
«Da quando ho iniziato il mio percorso politico non è mai mancata la mia attenzione verso il mondo della montagna, le sue professioni e tutto ciò che rappresenta per l’economia dei nostri territori», commenta Lara Magoni. «Per me è stato un onore poter essere utile anche a livello europeo. Spesso si pensa che l’Europa sia distante, invece proprio in questo caso il problema nasceva in ambito europeo e sono davvero soddisfatta di aver contribuito a risolverlo».






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