La neve sparisce, le piste tornano prati, gli sci prendono polvere in garage per qualche mese. E la montagna, senza il suo mantello bianco, mostra tutto quello che d’inverno riusciva a nascondere: bottigliette infilate sotto un cespuglio, pezzi di plastica sbiaditi dal sole, incarti dimenticati vicino a un impianto ormai fermo. Roba piccola, quasi invisibile, che la neve copriva stagione dopo stagione senza fare domande.

Da qui è partita l’idea, già qualche anno fa, degli AMSI CleanUp Days 2026, il progetto dell’Associazione Maestri Sci Italiani che ha spedito maestri, bambini, famiglie e volontari fuori dalle scuole di sci e dentro i boschi, con un paio di guanti da lavoro al posto degli scarponi.
Diciotto Scuole Italiane Sci in sette Regioni, circa mille partecipanti, seicento sacchi di rifiuti raccolti. Seicento. Ammucchiati uno sopra l’altro fanno una montagnola vera, di quelle che in inverno si guardano da lontano salendo in seggiovia — solo che dentro, al posto delle rocce, c’è una stagione intera di distrazione umana.

DALLA NEVE ALL’ERBA
Si è cominciato il 16 maggio a Piancavallo, con la Scuola Sci Aviano Piancavallo. Il 22 maggio è toccato a Claviere. Il 13 e 14 giugno a Madesimo, con la sua Scuola Sci Outdoor.
L’estate ha portato il progetto a Bardonecchia (Scuola Liberi Tutti), Sansicario (Sci Sansicario Action), Piana di Falcade (Sci & Snowboard Equipe), Ponte di Legno (Pontedilegno Ski School), Monte Pora (Scuola Sci Play), fino al Lago Laceno, in Campania, dove la neve è un’idea più che un ricordo.

Nei prossimi weekend, spazio alla Scuola Sci Monti Sibillini nelle Marche e alla Scuola Sci Spiazzi nel Bergamasco. In coda, già pronte a scendere in campo: New School Prali, Scuola Sci Forni di Sopra, Ponte di Legno Tonale, Evolution Ski School al Passo del Tonale, Coldai Alleghe, la Scuola Nazionale Sci Sestriere, Monti della Luna a Cesana.
Paesi diversi, piste diverse, accenti diversi da un capo all’altro dello stivale. Il gesto, però, resta identico ovunque: schiena piegata, occhi bassi, un sacco che si riempie un pezzo di plastica alla volta.

IL MAESTRO CON I GUANTI DA LAVORO
Per un giorno il maestro appende sci, scarponi e bastoncini al chiodo. Prende in mano guanti da lavoro e un sacco della spazzatura. Per un bambino abituato a vederlo correggere una curva o accompagnare il gruppo verso la seggiovia, è quasi un piccolo scandalo. Il maestro che si piega a raccogliere una lattina fa più effetto di qualsiasi lezione frontale sulla plastica nei mari.

La montagna appartiene a chi la scala in giugno con gli scarponcini da trekking tanto quanto a chi la scende in gennaio con gli sci ai piedi. Un bambino lo impara meglio con un guanto sporco di terra che con un discorso da assemblea.
Per qualche ora la sostenibilità non è più quella classica parola buona per i convegni ma diventa esattamente quello che deve essere: una bottiglietta che finisce in un sacco, invece che sotto un cespuglio.

La Scuola Italiana Sci lavora ogni inverno sul rapporto fra le persone e la montagna — tecnica, sicurezza, lettura del terreno. Gli AMSI CleanUp Days spostano quel rapporto in avanti di qualche mese, proprio quando la neve se ne va e il paesaggio cambia pelle sotto gli occhi di tutti.
Ai bambini, probabilmente, resterà il pomeriggio passato a cercare bottigliette insieme ai genitori e ai maestri, più che il contenuto esatto della lezione. E la prossima volta che guarderanno un pendio, un bosco, un sentiero, lo guarderanno con un occhio in più. Una lezione di sci fatta senza sci. Funziona bene anche questa!






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