Notizie

Markus Eder protagonista del docufilm Red Bull «We Can’t Not»

Un’ora tra Alaska, Valle Aurina e Hokkaido per inseguire una domanda semplicissima: perché sciamo? Racconta Sean Bean, già in streaming

Due anni di riprese, una troupe sballottata tra l’Alaska e la Nuova Zelanda, un attore di Hollywood alla voce narrante e una domanda che ogni sciatore si è sentito rivolgere almeno una volta: perché sciamo? Ruota tutto attorno a questo interrogativo «We Can’t Not», il docufilm coprodotto da Legs of Steel e Red Bull Media House appena pubblicato su Red Bull TV e sul canale YouTube Red Bull Snow. Tra i protagonisti spicca Markus Eder, l’altoatesino campione del mondo di freeride nel 2019.

Markus Eder – Alaska – Photo: Aina Punsola (Red Bull Content Pool)

L’idea porta la firma di Paddy Graham, freeskier e filmmaker britannico che ha passato gran parte della vita a girare film sulla neve, faticando però a spiegare fino in fondo cosa lo spinga a farlo. Da quel dubbio è nato un «film nel film», circa sessanta minuti dedicati al dietro le quinte di uno ski movie: la preparazione, le scelte creative, le difficoltà, i rapporti che si costruiscono tra atleti e troupe lungo il percorso. Graham ha voluto dedicare il progetto anche alla propria famiglia, per condividere con le persone più vicine la passione che ha segnato la sua carriera.

Per le immagini più spettacolari il regista ha messo insieme una squadra di primo livello.

Accanto a Eder girano l’austriaco Tom Ritsch, il canadese Kye Petersen e il neozelandese Finn Bilous. La scelta del campione di casa nostra, spiega Graham, è arrivata in modo spontaneo: «Se vuoi ottenere immagini straordinarie, devi avere al tuo fianco i migliori sciatori. Ed è per questo che scegliere Markus Eder è stato del tutto naturale. Per molti è il miglior sciatore del pianeta». Il britannico sottolinea anche il legame dell’altoatesino con la sua terra, dove sostiene le nuove generazioni.

@Helsinki_ArttuHeikkinen

Nato a Brunico e cresciuto in Valle Aurina, Eder si è fatto conoscere nel 2010, quando da semisconosciuto si presentò al Nine Knights grazie a una wild card e vinse davanti ad alcuni dei migliori freeskier del pianeta. Nel 2014 ha partecipato ai Giochi di Sochi nello slopestyle, nel 2019 ha conquistato il titolo mondiale al Freeride World Tour. Da anni affianca alle gare la produzione di film, anche come ideatore e produttore: davanti alla telecamera il suo sci si esprime libero dai vincoli del cronometro. Nel 2021 aveva firmato con Legs of Steel e Red Bull «The Ultimate Run», una sola discesa capace di fondere freestyle e freeride, diventata uno dei film sullo sci più visti su YouTube.

@Helsinki_ArttuHeikkinen

La mappa delle riprese copre mezzo mondo.

Il gruppo ha lavorato in Alaska, terra simbolo del freeride, per le sequenze più impressionanti. Le telecamere hanno toccato anche Whistler in Canada, la Valle Aurina, Helsinki, Wānaka in Nuova Zelanda, Innsbruck, Hokkaido, Sheffield nel Regno Unito e la regione svizzera dei Dents du Midi.

Tom Ritsch, Paddy Graham e Markus Eder 

Il passaggio più curioso della produzione porta in Germania, dentro l’Hyperbowl, un grande studio virtuale a LED. Lì la troupe ha ricostruito i paesaggi dell’Alaska per le scene girate insieme alla famiglia di Graham. Il film alterna così le creste vere a quelle digitali e ai momenti di vita della crew, mostrando quante professionalità servano per confezionare pochi secondi di polvere sollevata da uno sciatore.

A tenere il filo del racconto provvede Sean Bean, il Boromir del Signore degli Anelli e il Ned Stark del Trono di Spade.

L’attore britannico accompagna lo spettatore con ironia e mette subito le mani avanti: di sci ne sa poco, ma promette di fare del suo meglio.

Scritto e diretto da Adam Gendle, «We Can’t Not» è prodotto da Tobi Reindl e dallo stesso Graham. La fotografia porta la firma di Johno Verity, mentre la regia delle riprese action in Alaska è stata affidata a Christoph Thoresen, premiato con uno Sports Emmy proprio per «The Ultimate Run». La colonna sonora originale arriva dal duo indie rock austriaco Cari Cari.

@foto Red Bull Content

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

Add Comment

Click here to post a comment