Presentato a Milano «Esatti sulla neve», progetto triennale con TRE9: duecento bambini valdostani indosseranno due opere dell’artista formato tra Pietrasanta e Carrara
Le colature di vernice hanno sempre conosciuto la gravità di una tela appesa al muro. Da questo inverno dovranno fare i conti con quella di una pista blu, con le curve incerte di un bambino di sei anni e con la neve che si incolla alle maniche dopo una caduta. Alla Fabbrica del Vapore di Milano è stato presentato oggi «Esatti sulla neve», il progetto che trasferisce due quadri di Tommaso Panichi sulle giacche TRE9 della stagione 2026-2027, destinate ai duecento allievi del corso annuale della Scuola Sci La Thuile. Per la prima volta un quadro dovrà imparare lo spazzaneve.

Il nome arriva da una frase dell’artista: «Quando dipingo mi sento esatto». Nel vocabolario di Panichi quell’aggettivo descrive la condizione di chi sta bene così com’è, a proprio agio dentro il proprio modo di percepire le cose. I promotori l’hanno preso in prestito per consegnarlo ai ragazzi come una parola d’ordine: ognuno sente il mondo a modo suo e la differenza, sulla neve di La Thuile, diventa un motivo per avvicinarsi.
Panichi è nato a Milano nel 1997, vive e lavora in Versilia, si è diplomato al Liceo Artistico Stagio Stagi di Pietrasanta prima di studiare Pittura all’Accademia di Belle Arti di Carrara. È un artista autistico e il progetto tratta questo aspetto con misura, lasciando il primo piano alla pittura. Il suo lavoro procede per strati: superfici dense, segni che si accavallano, ritmi visivi che arrivano allo sguardo con l’immediatezza di una raffica in cresta. Sulla tela il gesto lascia le sue impronte, colature comprese, e il caos apparente si ricompone in un ordine pieno di movimento.

L’idea è nata proprio davanti a una di queste opere. Chi l’ha osservata ci ha visto della neve in potenza, un’energia pronta a scendere dal telaio e a mettersi gli sci. La composizione avvolge ora il capo su fronte, retro e maniche, cambia forma quando il braccio si allunga verso valle, si stira in una curva e si accartoccia nella posizione a uovo dell’ultimo tratto prima della seggiovia.
Per la scuola valdostana la divisa supera la semplice funzione di riconoscimento. Duecento giacche uguali compongono un’unica opera collettiva e ogni bambino ne porta un frammento, conservando la propria identità dentro il gruppo. Una classe in fila indiana sul campo scuola diventa una pennellata lunga cinquanta metri. Il messaggio educativo parla di rispetto e di ascolto e si riassume nella frase che accompagna il progetto: «Ogni bambino ha un modo unico di vedere il mondo».

Il percorso durerà tre stagioni. Ogni anno uno o più quadri differenti verranno tradotti sul tessuto e alla fine del triennio le giacche formeranno una sequenza, una piccola galleria itinerante che coinvolge bambini, famiglie, maestri e sostenitori.
La Scuola Sci La Thuile insegna gli sport invernali da oltre sessant’anni e schiera circa settanta tra maestri e istruttori iscritti all’Albo regionale, affiancati da allenatori federali, istruttori specializzati e guide alpine. Da quest’inverno avrà anche un pittore in organico, seppure a distanza: Tommaso Panichi dipinge in Versilia e i suoi colori salgono fino ai piedi del Rutor.






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