Sono quelle che guidano la preparazione della nuova stagione sciistica. Obiettivi, carichi di lavoro, recupero e monitoraggio costruiscono il percorso verso la migliore performance
L’uscita del primo numero di SciareMagazine sigla l’ufficiale avvio della nuova stagione invernale, con speciale dedica a tutti coloro che praticano lo sci alpino (ma non solo). ScienzaSci, si inserisce in questa delicata fase dell’anno, descrivendo alcune strategie operative che provengono dalla scienza dell’allenamento.
Nel settore agonistico, a più livelli, la preparazione della nuova stagione inizia pochi giorni dopo il termine delle ultime competizioni. Ad alto livello, gli atleti e le atlete FIS più titolati/e (con tutto lo staff che ne consegue), già con le ultime gare, cominciano con le previsioni future: prove dei materiali se non, addirittura, cambio totale degli stessi. Conferma o cambio di alcuni componenti dello staff (compito più volte assolto dalla Federazione di appartenenza) e/o di nuovi sponsor.
Per alcuni/e è tempo anche per cambi epocali, come l’interruzione della carriera agonistica, la sospensione per infortunio e/o il cambio di circuito competitivo come, per esempio, il «salto» dalla Coppa Europa alla Coppa del Mondo, o viceversa, fare «un passo indietro» con la prospettiva di ritornare ai livelli maggiori di competitività. Sempre nell’agonismo, ma a livelli differenti, esiste anche il «salto» di categoria, molto significativo qualora si parlasse di macro-categorie, come da Kids a Children e da Children a Giovani; con l’ingresso nel nuovo e sempre più discriminante circuito con punteggio FIS.
All’interno del delicato settore agonistico, si applica quella che ormai è una vera e propria Scienza. La scienza dell’allenamento prevede, nel periodo intercorrente tra le due stagioni, tre fasi strettamente correlate fra loro che sono: organizzazione, pianificazione e periodizzazione. Per organizzazione dell’attività agonistica, possiamo intendere l’insieme delle operazioni di studio, gestione e coordinamento, necessarie per predisporre operativamente e nel migliore dei modi, tutte le componenti che concorrono al complesso mondo dello sci competitivo.
Questo processo richiede di strutturare risorse umane, logistiche ed economiche nel rispetto dei regolamenti nazionali ed internazionali per garantire la sicurezza e la miglior predisposizione alla performance. Se poi abbiamo a che fare con le categorie giovanili, non possiamo esimerci dall’organizzare il tutto in sintonia con una pianificazione pedagogico-didattica, rivolta alla crescita della persona e non all’esasperazione agonistico-competitiva, con tutti gli annessi e connessi (leggi Drop-Out e Burn-Out).
Giungiamo quindi al termine pianificazione col quale si intende una logica e strategica attuazione teorica dove si definiscono gli obiettivi a breve, medio e lungo periodo, come, ad esempio: «vincere il campionato» o «qualificarsi a …», il tutto correlato alle reali risorse disponibili (vedi organizzazione). La definizione degli obiettivi è fondamentale e dovrebbe rispettare i seguenti punti, quali: specificità, realismo e timing. I punti essenziali per una efficiente pianificazione della stagione sciistica sono quindi: la definizione chiara degli obiettivi, la valutazione iniziale degli atleti, la periodizzazione dei carichi di lavoro e il monitoraggio costante dei risultati.
Programmazione e periodizzazione possono essere interpretati come sinonimi, ma per la scienza dell’allenamento il termine corretto è periodizzazione. Con esso si identificano le operazioni di strutturare, quantificare e distribuire qualitativamente e quantitativamente gli allenamenti nel tempo, per permettere a un atleta o a una squadra di raggiungere il massimo della forma fisica in vista di una competizione.
All’atto pratico è la calendarizzazione suddivisa in microcicli, mesocicli e macrocicli che si concretizza col «cosa fare» in termini di volume, intensità, densità e qualità dello/degli stimoli allenanti, senza dimenticare che il tutto deve essere predisposto anche in termini di recupero, periodizzando anche i momenti di riposo. La scienza dell’allenamento nasce e si evolve nell’agonismo ma è utile anche allo sciatore appassionato.






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