Notizie

Mi vedo e mi alleno

Chiudere gli occhi e vedersi sciare, con gli occhi della mente, «come se» in quel preciso momento si stesse realmente sciando. Visualizzare significa vedere rappresentato nella mente  quello che percepiremmo durante una discesa sugli sci, completa di tutte le sensazioni visive, uditive e cinestesiche. Il principio della visualizzazione si basa su ricerche neuronali in cui è risultato che l’esperienza del visualizzare o dell’eseguire  una sciata vengono memorizzate nelle stesse aree cerebrali, mentre non è così per il semplice ricordare di aver fatto una sciata. 
Come dire, se visualizzo bene una discesa sugli sci, per il mio cervello è un po’ come se l’avessi realmente eseguita! La cosa più importante? Devo vedermi nella mia mente come se stessi realmente sciando e non come se l’immagine di me stesso fosse proiettata su uno schermo, cioè devo vedere quel che ho davanti e non il mio corpo mentre esegue l’azione! Bene, allora proviamo ad allenarci alle sensazioni del carving. Vogliamo provare? Per prima cosa dobbiamo trovare un luogo calmo e tranquillo, dove nessuno ci possa disturbare, assumere una posizione comoda, per esempio seduti su una poltrona, facciamo alcuni respiri lenti e profondi, chiudiamo gli occhi e rilassiamo totalmente il nostro corpo. Ed ora …via!

«Sono in cima alle piste di una magnifica stazione sciistica, è una bella giornata invernale… il panorama è fantastico …il cielo terso…  le montagne ben innevate… l’aria è fresca, la neve riflette i raggi solari …senza occhiali scuri non si riesce a stare… Camminando …sento la neve scrocchiare ad ogni passo sotto i miei scarponi …Guardo la pista davanti a me…è battuta perfettamente e senza traiettorie di altri sciatori… respiro profondamente, sento il profuma di neve, di aria pulita, leggera.
Guardo i miei sci carving …mi sembrano così buffi, con le punte arrotondate, così sciancrati, corti quasi un po’ cicciotelli…mi butto… Infilo gli scarponi negli attacchi e sento il rumore della chiusura “tlok”…un rumore forte e deciso, sollevo uno sci, è corto ma pesante… Sento il mio piede assumere la lunghezza dello sci… che piede lungo…mi sento sensibile  dalla punta alla coda, ogni minima rotazione del piede coinvolge tutta la lunghezza dello sci.  
Sono pronto, due spinte verso valle e via! I miei piedi sono distanti quanto basta per sentirmi in equilibrio…che strana sensazione: avere i piedi così larghi mi  sembra di essere poco elegante…ma sento una maggiore stabilità , sto bene in equilibrio. La mia postura è : bacino alto, spalle rilassate, busto leggermente flesso in avanti, braccia larghe, semiflesse e avanzate. Mi lascio andare verso valle, la pendenza della pista mi fa acquisire velocità… i primi metri li percorro sentendo le solette degli sci piatte aderenti perfettamente alla neve, li sento pesanti, stabili e ben ancorati al terreno… sento anche  l’aria fresca pizzicarmi il viso… la velocità aumenta gradualmente. Senza modificare niente della mia posizione, inclino i piedi lateralmente per trovare la presa di spigolo. Sento la pressione del piede destro sulla parte esterna dello scarpone  e contemporaneamente il piede sinistro sulla parte interna, percepisco le mie lamine entrare come due binari nel manto nevoso, come due lame si agganciano al pendio, gli sci deformandosi iniziano a curvare verso destra… è una bella sensazione la conduzione, mi piace… assecondo l’inizio curva attraverso un leggero piegamento sulle caviglie…sento le mie tibie che pressano sulle linguette degli scarponi…lo sci gira… gira ancor più verso destra…il rumore della conduzione è pulito, è lieve… che grande soddisfazione!
Ora decido di cambiare traiettoria e fare un’altra curva. Per svincolare lo sci dal terreno mi porto in avanti, verso valle, la pressione cala e…lo sci risponde  dandomi una sensazione ribaltante, cioè favorisce lo spostamento del mio corpo verso la nuova direzione di curva, mi manda automaticamente nella direzione giusta… questa è la sensazione che solo gli sci carving possono dare!
Ho i piedi larghi tra loro, mi sento stabile, eseguo la prima parte di curva…per un’istante gli sci puntano dritti verso valle, ricerco subito la presa di spigolo… sento la pressione della parte interna del piede destro e contemporaneamente della parte esterna del piede sinistro…le lamine degli sci agganciano il pendio, si deformano ed iniziano a girare…verso sinistra…e poi di nuovo a destra…sento i muscoli del mio corpo che si contraggono sotto lo sforzo della sciata, sento il cuore battere forte, per pompare sangue ai muscoli.

È bellissimo, sembra una danza…curvo a destra e poi a sinistra…a ritmo del mio respiro, gli sci sembrano girare da soli…è facile sciare…con il minimo sforzo ottengo il massimo rendimento di conduzione… ricerco continuamente la sensazione della deformazione dello sci in curva…dell’effetto ribaltante dello sci nella fase di cambio… la pendenza è mia amica e la sfrutto al meglio…acquisto velocità …mi diverte questa sciata…mi piacciono le sensazioni del carving… ora c’è un dosso, lo supero, un piano …e finisco la pista con uno scodinzolo condotto. Che belle sensazioni!!! Adesso faccio tre respiri profondi, inizio a muovere piano le gambe, le braccia, apro gli occhi e mi riprendo, che bella sciata ho fatto…!!!»  

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

Add Comment

Click here to post a comment