Non ci si insedia al vertice di Cortina Ski World per puro caso né tantomeno per farsi una passeggiata di salute nel salotto buono delle Dolomiti. Ci arrivi quando hai le mani consumate dai ganci degli impianti, il bagaglio zeppo di battaglie sul campo e le spalle abbastanza larghe da sorreggere un’eredità che pesa come un macigno di marmo.
Renzo Minella subentra a Marco Zardini. Il passaggio di testimone alla presidenza del consorzio che tiene insieme il cuore pulsante delle funivie della Conca Ampezzana, dalla Faloria alla Tofana, da Misurina ad Auronzo e San Vito, non è una semplice formalità da consiglio d’amministrazione. Si tratta di un avvicendamento che sa di responsabilità pura. Zardini lascia una traccia solida e profonda: ha guidato il consorzio attraverso le tempeste perfette della pandemia, la bufera organizzativa dei Mondiali del 2021 e la complessa macchina dei Giochi Olimpici. Roba da far tremare i polsi a chiunque.
«Non me l’aspettavo, lo intraprendo con la massima serietà e con una grande responsabilità». Le prime parole da presidente di Minella hanno l’asciuttezza tipica della gente di montagna, che al profluvio di parole preferisce i fatti. Nessun trionfalismo, nessuna posa: solo il rispetto per il lavoro svolto al fianco di Zardini e la consapevolezza che Cortina non è un marchio qualsiasi, ma una destinazione con interessi ciclopici e riflettori accesi da tutto il pianeta.
D’altronde, Minella le dinamiche del settore le conosce millimetro per millimetro. Direttore della società Faloria (il regno che spazia tra il Monte Faloria e il Cristallo), presidente di ANEF Veneto e consigliere provinciale con deleghe pesanti a impianti e ambiente: un’infilata di ruoli che racconta una vita spesa tra stazioni motrici, tavoli tecnici e la difesa della montagna vissuta.
Ora la sfida si sposta sul dopo-Olimpiadi. Il consiglio del Consorzio, la sintesi delle anime impiantistiche di Cortina (Ista, Faloria, Tofana, Averau, Lagazuoi) e delle realtà di Misurina, Auronzo e San Vito, ha affidato la barra del timone a un uomo di cantiere. Con la nuova stagione alle porte, c’è da raccogliere l’eredità dei Giochi, mantenere gli standard alle stelle e continuare a far girare la macchina della regina delle Dolomiti. Minella allaccia gli scarponi e va in pista: qui la traiettoria non ammette incertezze.






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