MTB e sci hanno diversi aspetti comuni tanto dal punto di vista aerobico, quando dal punto di vista propriocettivo. Non è un caso che molti atleti, terminata la stagione, si tengano in forma sul saliscendi alpini.
Mario Bellavia è Strength & Conditioning Coach – Athlete Development Specialist con 26 anni di esperienza nel mondo del motorsport di alto livello ed esperienze nell’ ambito dello sci e del Downhill mtb con atleti di interesse internazionale, ha dedicato gran parte della carriera allo sviluppo fisico e motorio di atleti.
Nel tempo ha potuto verificare quanto la mountain bike possa rappresentare uno strumento di allenamento estremamente efficace anche per chi pratica sci, sia dal punto di vista fisico sia da quello coordinativo e motorio. La MTB permette infatti di sviluppare importanti qualità condizionali: resistenza aerobica, forza-resistenza degli arti inferiori, capacità di gestire sforzi intermittenti e controllo del corpo durante la discesa. Ma è soprattutto nella guida che emergono interessanti punti di contatto con lo sci: lettura del terreno, scelta delle traiettorie, gestione della velocità e capacità di adattare continuamente la posizione del corpo.
In discesa il biker deve assorbire le irregolarità del terreno, gestire compressioni, cambi di pendenza e variazioni di grip, mantenendo il controllo della bici senza irrigidirsi. Gli arti inferiori lavorano in modo dinamico, alternando fasi di carico e scarico e utilizzando il terreno per mantenere velocità e stabilità.
È un principio molto simile a quello che ritroviamo nello sci
Anche sugli sci non è sufficiente avere gambe forti: è necessario saper utilizzare le caratteristiche del terreno, adattare continuamente la posizione e distribuire le pressioni nel momento corretto. La capacità di assorbire una compressione, alleggerire gli sci, mantenere il baricentro in una posizione efficace o reagire rapidamente a un cambio di superficie sono tutte abilità che la MTB può contribuire ad allenare.
Un altro elemento comune è il rapporto tra sguardo, corpo e traiettoria. In mountain bike, così come nello sci, la scelta della linea nasce prima di tutto dalla capacità di leggere ciò che abbiamo davanti. Guardare in anticipo permette al cervello di preparare il movimento e al corpo di organizzarsi per affrontare quello che arriverà. Curve, cambi di direzione e ostacoli diventano quindi esercizi continui di anticipazione e adattamento.
Anche la gestione dell’equilibrio rappresenta un importante punto di contatto. In MTB il corpo deve rimanere stabile mentre la bicicletta si muove sotto di esso; allo stesso modo, nello sci è necessario mantenere un assetto dinamico lasciando che gli sci seguano il terreno. Questa capacità di dissociare il movimento del corpo da quello dell’attrezzo rappresenta una componente fondamentale della tecnica.
La mountain bike permette inoltre di allenare la capacità di prendere decisioni rapidamente. La traiettoria non è sempre identica e il terreno può cambiare in pochi metri: bisogna leggere, scegliere e reagire. È una forma di allenamento percettivo e coordinativo che può essere particolarmente utile anche nello sci, dove la velocità richiede continuamente adattamenti.
Ma c’è un altro aspetto che considero particolarmente interessante.
La possibilità di vivere la stessa montagna durante tutto l’anno
Molti comprensori sciistici e molte località di montagna offrono durante l’estate una rete di sentieri e percorsi MTB che permette di conoscere il territorio in una prospettiva completamente diversa. Salire in estate con la bicicletta e osservare una pista, un pendio o una linea di discesa significa imparare a leggere quella stessa montagna mesi prima di ritrovarla innevata.
Pendenze, cambi di direzione, morfologia del terreno e caratteristiche del versante diventano elementi già conosciuti. Quando arriva l’inverno, quella conoscenza può trasformarsi in un vantaggio: il terreno non è più completamente nuovo, ma viene affrontato attraverso una prospettiva differente.
Non significa naturalmente che andare in MTB equivalga ad allenarsi sugli sci. Le due discipline hanno gesti tecnici specifici e richiedono adattamenti differenti. La MTB, però, può rappresentare un eccellente strumento complementare per mantenere attivo il sistema neuromuscolare, sviluppare qualità fisiche e continuare ad allenare la capacità di leggere e interpretare la montagna anche lontano dalla stagione sciistica.
L’obiettivo, ancora una volta, non è semplicemente diventare più forti o più resistenti. Nello sci è fondamentale imparare a produrre il movimento corretto nel momento corretto, adattandolo continuamente al terreno e alla velocità.
La palestra costruisce le qualità fisiche, la MTB permette di trasformarle in movimento e di continuare ad allenare controllo, equilibrio e capacità di lettura del terreno. Lo sci, infine, consente di trasferire queste qualità nel gesto specifico.
È proprio questa continuità tra preparazione fisica, controllo motorio, percezione e tecnica che può trasformare la mountain bike da semplice attività estiva a un vero strumento di preparazione per lo sci, permettendo allo stesso tempo di vivere e conoscere la montagna durante tutto l’anno.
L’itinerario per mettersi alla prova
E allora abbiamo messo in pratica senza nemmeno percorrere troppi chilometri in auto dalla città per trovare un piccolo angolo di paradiso tra Alpi Cozie, esattamente Parco Naturale Orsiera Rocciavrè tra la Val Sangone e Val Chisone in provincia di Torino sopra a Forno di Coazze.
Semplice arrivarci, dai laghi di Avigliana formatosi nell’ultima glaciazione 10.000 anni fa, ci si arrampica per Giaveno antica cittadina romana, fino a proseguire verso Forno di Coazze passando per il Santuario della Grotta di Nostra Signora di Lourdes e poco dopo il campeggio Pianas si giunge al parcheggio dove scaricare la bici.
Naturalmente nulla vieta di partire anche da più in basso e pedalare da quote inferiori, ma da qui comincia il tratto sterrato più alto e soprattutto quando in estate il caldo è soffocante la quota di partenza di 1.100 mt. è sicuramente più fresca, imboccata la sterrata si raggiunge a 1.726 mt il Rifugio Fontana Mura meta d’arrivo dopo poco meno di 10 km, sembrano pochi ma pietre e parti sconnesse dalle piogge la rendono impegnativa.
Lo sterrato iniziale del sottobosco è una strada bianca scorrevolissima, ma la pendenza aumenta fin da subito, dopo qualche km presto spuntano anche i sassi, fortuna che l’aria fresca aumenta proporzionalmente con la quota e mitiga la fatica.
Il paesaggio davanti a noi si apre come un sipario che nascondeva tanta bellezza, escono altissimi monti, strategico il Colle della Roussa che collega la Val Sangone con la Val Chisone ad oltre 2.000 mt.
Presto si giunge al rifugio Fontana Mura gestito da Claudia e Fabrizio, ci aspetta una succulenta polenta concia, qui incontriamo il nostro amico Igor un grande biker appassionato e conoscitore di questi luoghi.
Siamo in un luogo magnifico, sembra incredibile in poco tempo siamo tra una natura incontaminata dove la città e il mondo reale pare lontano.
Il bello ancora deve venire
Se per la salita abbiamo scelto la strada larga e scorrevole, per la discesa scegliamo il single track, nasce forse più per gli escursionisti a piedi che vogliono un taglio più diretto, ma a noi piace il percorso guidato, tecnico, dove anche la nostra Crossfire Trail può esprimersi al meglio anche in discesa.
Diversi i sassi sporgenti che lasciano poco spazio al passaggio, fino al passaggio in una frana di sassi dove facciamo qualche metro con bici a spalle, ma nessun problema lei è leggerissima, presto si risale in sella e presto ritroviamo la sterrata larga e giù full gas, che bellezza!
Molto importante ricordarsi l’acqua da avere con sé, naturalmente al Rifugio nessun problema, ma durante il percorso difficile trovarne, se non all’inizio della strada sterrata dopo pochi metri sulla destra.
Non rimane che ripartire per una nuova avventura, gratificando corpo e mente!
Fabrizio Gillone
Bici e accessori utilizzati
Lee Cougan Crossfire Trail
Dji Osmo 360 e drone Dji Neo 2
PowerBank XTORM
Abbigliamento PROGRIP
















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