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Skidata e Axess, allo studio i sistemi di attivazione del green pass

Skidata e Axess sono due colossi mondiali nella fornitura di sistemi per la gestione degli accessi di persone e mezzi. Gli impianti di risalita si affidano all’una o all’altra anche se la loro attività si sviluppa in tanti ambiti, come l’ingresso negli stadi ed eventi di grandi flussi.

Abbiamo chiesto a entrambe le aziende di spiegarci su cosa e come stanno lavorando per integrare ai servizi già esistenti, la registrazione del green pass.

Quella che potrebbe sembrare un’operazione piuttosto banale, infatti, nasconde qualche complicazione, se non altro perché la montagna non è uno stadio, tantomeno un ristorante o un museo. E l’attività, svolgendosi all’aperto e in inverno, sottintende una dinamica non sempre in totale confort. Ricordiamoci poi che l’imperativo per tutti è quello di evitare al massimo la formazione di code e assembramenti.

Iniziamo con una buona notizia, sia Skidata che Axess hanno iniziato a sviluppare i loro sistemi legati al green pass già da alcuni mesi. Giocando al buio ovviamente, ma: “fa parte del mestiere” ci diranno.

Danilo Poda, manager di Axess Italia (Bolzano), è uno dei sette soci fondatori (oggi sono 6) dell’azienda che detiene il 35% di una società dove il gruppo industriale della grande distribuzione NTH (Vienna) detiene il restante 65%. Il cervello informatico centrale risiede a Salisburgo, mentre il centro di sviluppo è ubicato in Croazia. Il “cervellone” funzione come un grande cloud cui attingono le filiali presenti in tutto il mondo.

Danilo Poda, la stagione incombe, a che punto siete?
Abbiamo lavorato su tre linee, una delle quali probabilmente non servirà più. Si riferiva al controllo del green pass al momento dell’accesso agli impianti. Soluzione ritenuta più semplice e comprensibile per gli utenti. Prevedeva questo: acquisto dello skipass online o alla cassa ma disabilitato fino a quando non gli si associa un green pass. Axess è abilitata a questo. La verifica prevede la lettura della scadenza del green pass per cui lo skipass rimane attivo fino a quando il certificato verde è valido. Per riattivarlo, si pensi allo stagionale, basta associare il GP nuovo. Sembrerebbe che tale sistema però non serva dal momento che si andrebbe nella direzione di eventuali controlli esclusivi delle autorità di polizia e non delle società impianti. Poi abbiamo altre due modalità di gestione. Uno per effettuare l’operazione online dove è possibile caricare il green pass in PDF o la foto del qr-code su smartphone. Anche in questo caso si può leggere la data di validità del green pass. Da notare che i paesi hanno validità temporali differenti, ma anche in questo caso non ci sono problemi. Quindi c’è la modalità cassa che prevede l’operatività dell’operatore munito di scanner del qr code con l’unico strumento oggi utilizzabile che è la “VerificaC 19”.

Sembra tutto abbastanza semplice…
Lo è ma io ho parlato del sistema dal punto di vista tecnico. Altra faccenda è la possibile applicazione che non dipende né da noi né dalla società impianti. Intendo dire che nulla di ciò che ho detto vale fino a quando il CTS non approva e abilita le stazioni ad effettuare questo tipo di controllo. Noi siamo partiti ad agosto a elaborare i sistemi perché c’è un tempo tecnico imprescindibile per renderli affidabili. Speriamo che arrivino le linee guida al più presto. Di buono c’è che non è più previsto, come l’anno scorso quando sembrava che lasciassero aprire, il contingentamento.

Le società impianti con cui lavorate come la pensano?
Dalla piccola stazione al grande comprensorio c’è una grandissima voglia di ripartire e tutti dimostrano la massima volontà nell’attrezzarsi nel migliore dei modi. Prevale il sistema della vendita online degli skipass, quindi di emissione e ritiro automatico. Ma anche l’interazione con altri servizi, come la prenotazione di hotel e affitto materiali.

Questi sistemi costano molto?
Costano, ma l’investimento viene assorbito totalmente nel corso di tre stagioni. Certo che se i ristori promessi arrivassero sarebbe un po’ più facile per tutti, per le società impianti e per noi fornitori che di fatto facciamo da banche! Per quanto riguardo lo sviluppo del sistema legato al green pass non abbiano ancora potuto valutarne il costo. Se oggi mi chiamasse un’azienda per dirmi quanto costa, gli risponderei “non lo so ancora”. Ci siamo concentrati nel trovare soluzioni percorribili. All’utente sembra tutto molto semplice perché non può certo sapere l’iter tecnologico che si cela dietro a un semplice “bip”. Il nostro concetto si sviluppa sul resort. Quindi non si limita al solo ticketing e prenotazioni online, ma sulla gestione di noleggi, scuole sci, ristorazione, parcheggi, deposito sci… Pacchetti che mettiamo a disposizione del mercato alpino. Importante è il lavoro che stanno facendo alcune startup come Snowit che con una tessera ti abilita ogni servizio. 

Per tornare a bomba, nelle stazioni straniere con cui lavorate la situazione com’è?
In Austria parrebbe tutto abbastanza chiaro. Non ci saranno controlli sugli impianti e questa problematica non è quasi avvertita, né dagli appassionati, né dagli operatori. Per i quali vince questo concetto: “Gli sciatori devono avere il green pass, non è un problema nostro controllarlo”. Da noi oggi la polemica prende il sopravvento, ma alla fine sono convinto che tutto si ridimensionerà. Ritengo che prevarrà (finalmente) sempre di più la consapevolezza che lo sci è uno sport che si pratica all’aria aperta. Qualche controllo random per gli impianti chiusi e basta.

Qualche società impianti ritiene sia utile proporre una sorta di autocetificazione da parte dello sciatore
Mi sento di escludere totalmente questa ipotesi. Lo so che la fiducia di queste società nei confronti di chi detta le regole è ridotta ai minimi termini, ma posso assicurare che l’aria a Roma è cambiata.

Da Poda a Massimiliano Boari, responsabile vendite di Skidata, colosso mondiale di servizi funzionali all’accesso, dagli ski resort agli stadi, parcheggi, aeroporti…

Boari, software adeguati alla validazione del green pass pronti?
Assolutamente sì. Stiamo concludendo il lavoro di sviluppo ma è quasi ultimato, anche perché ha avuto successo l’applicazione del primo sistema impiegato all’Allianz Arena di Monaco per la prima giornata del campionato di calcio tedesco. Serviva biglietto e green pass. E tutto in totale autonomia. Quando si arriva al varco, inserisco il biglietto (comprato online o in biglietteria) e il green pass in un apposito lettore che associa entrambi i documenti e il tornello si apre. Chiaro, la situazione è ben diversa rispetto allo sci. Entro una volta sola, non ho attrezzatura tra le mani. Per accedere agli impianti non leggo il biglietto una volta sola. L’eventuale controllo può accadere in diversi punti: al varco, a un prefiltro, alle casse automatiche, quelle manuali, quindi il sistema ha bisogno di implementazioni.

Qual è la problematica maggiore su cui lavorare?
Legalmente, tutto quello che ho descritto, in Italia oggi non si può fare. Il garante sulla privacy,  consente soltanto un sistema di lettura del green pass unico, ovvero l’app VerificaC19. Quello che abbiamo creato per il Bayern Monaco da noi non sarebbe accettato.

Quindi?
Ci stiamo muovendo per seguire la via migliore  in mancanza di supporto dal punto di vista legale in ogni paese, perché la questione non riguarda soltanto l’Italia. Ogni Paese ha regole differenti. Quindi continuiamo a sviluppare sistemi in attesa che qualcosa si sblocchi. La collaborazione di Fisi, Anef, Federfuni e maestri, come hanno già fatto in questi giorni, è fondamentale. Noi siamo “semplici” fornitori, loro possono interagire con Roma per descrivere tecnicamente quali sono le problematiche sulla neve. Serve che il controllo venga abilitato anche da sistemi terzi altrimenti non ci sono tante soluzioni diverse se non quella di mettere in mano a decine di persone il lettore di Stato per tutto il comprensorio. È fin troppo stupido sottolineare come negli ski resort non ci sia un ingresso unico come accade in uno stadio. I punti di accesso sono tanti. 

A parte questa questione, l’ideale quale sarebbe?
Arrivo al primo varco e procedo come ho descritto prima, cioè come allo stadio. Lettura dello skipass, lettura del  green pass e a quel punto sono abilitato. Ai gestori tale situazione però non piace perché temono si possano creare code e situazioni simili ad altre che abbiamo già visto… Non tutti sono scaltri con la tecnologia. Neve, freddo, lo smartphone che si scarica, il cartaceo che si bagna… Il top sarebbe quello di creare diversi punti di controllo, quindi lettori automatici, manuali, a un pre varco. Ancora meglio un abbinamento fatto online.

Con lo stagionale come la mettiamo?
Se legalmente io non posso salvare le informazioni della validità del geen pass, l’unica è controllare lo stagionale ugualmente ogni volta che lo utilizzo. Ripeto, noi la soluzione informatica l’abbiamo sviluppata, ma deve essere approvata dal punto di vista legale. A oggi io non posso tenere in memoria alcun dato. Se invece fosse possibile, potrei avvisare l’utente che il suo stagionale è valido fino alla scadenza del suo green pass e che pertanto il biglietto tornerà valido con la registrazione del rinnovato certificato verde. Vede, l’altro giorno ho preso un treno veloce. All’andata mi hanno chiesto il gp, al ritorno no, quindi evinco che il controllo sia solo a campione. Bisogna vedere come ci si potrà regolare con lo sci. A oggi tra un ristorante e un impianto di risalita il sistema non può che essere identico. Con tutte le problematiche che abbiamo elencato prima.

Secondo lei come andrà a finire?
Ci sono buone possibilità che la situazione si sblocchi. In alcuni Paesi è già avvenuto. L’esempio che ho fato prima del Bayern Monaco lo dimostra. In Germania c’era la stessa identica legge sulla privacy italiana, ma l’hanno modificata apposta. Cioè hanno autorizzato a un ente terzo, quindi a noi, di fare una domanda all’app di Stato. Come se l’utente delegasse noi al controllo. Una soluzione seppur parziale potrebbe essere, ok ti faccio entrare ma non puoi tenere in memoria la scadenza. Significa che il nostro sistema si può utilizzare con la sola limitazione di dover fare il check ogni giorno, in caso di skipass plurigiornalieri. È sempre una scocciatura per l’utente ma sopportabile. Il fatto è che tale interfaccia a oggi non esiste perché lo Stato non ce lo permette.

A qualche sciatore passerebbe la voglia…
Io invece credo che lo sciatore può stare tranquillo. Le società impianti sono dinamiche e hanno più interesse dell’appassionato a far funzionare le cose, per cui vedrà che bene o male tutto funzionerà senza troppe complicazioni. Le ho sentite molto positive e cariche al massimo perché si tratta di ridare vita non solo alla loro attività, ma alla montagna intera!  Mi sembra poi che, rispetto al passato, dalle istituzioni politiche ci sia più volontà ad ascoltare le istituzioni bianche. Si è presa piena coscienza, insomma, che la montagna non è solo una sciata! Inutile dire che la soluzione migliore sarebbe quella di controlli a campione effettuati nel resort da parte delle autorità di polizia.

Ripeto la domanda iniziale, dal lato vostro, sarete pronti per il via della stagione?
Lo sviluppo è a un buon punto e confermo che saremo pronti. Stiamo lavorando ancora per risolvere quelle zone grigie che ci sono in ogni Paese, tra l’altro una diversa dall’altra, perché finora abbiamo lavorato al buio.

Lavoro che peserà molto sulle casse delle società impianti?
Proprio perché non ci sono ancora linee guida ufficiali e il software deve rimanere aperto, non possiamo ancora stabilire il valore del sistema. Detto questo la nostra filosofia non è certo quella di strozzare i clienti ma di supportarli in un momento così difficile. Non ci sarà alcuna speculazione ma la sola compensazione per le fatiche fatte. Questi ultimi due anni non hanno fatto altro che rafforzare il rapporto tra noi e loro, ci diamo una mano a vicenda e sempre nella massima e reciproca trasparenza e fiducia. Skidata e Axess allo studio Skidata e Axess allo studio Skidata e Axess allo studio

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.