Turismo

ANEF, Valeria Ghezzi a Milano Mountain Show: “largo ai giovani”

Dodici anni di presidenza, una stagione positiva e l’appello al governo sui costi energetici nella relazione presentata al Milano Mountain Show

Dodici anni di presidenza, dodici assemblee. Valeria Ghezzi è tornata nella stessa sala milanese che nel 2015 aveva tenuto a battesimo il suo primo mandato alla guida di ANEF e ha scelto di parlare soprattutto di domani. “Generazioni in quota. Il futuro della montagna tra sfide e opportunità” è il titolo della relazione presentata al Milano Mountain Show, evento che gli esercenti funiviari vogliono aiutare a diventare «un punto di riferimento per tutto il mondo della montagna».

Il filo conduttore è il ricambio. Da qualche stagione figli e figlie degli imprenditori accompagnano i genitori in assemblea e si avvicinano al mestiere: per Ghezzi è «un segnale tangibile di futuro», tanto più prezioso in valli che vedono partire i talenti migliori verso la città o l’estero. Le comunità alpine, si legge nella relazione, hanno attraversato emigrazione e spopolamento e hanno saputo trasformare la capacità di resistere in un modello di rinascita, grazie anche al turismo. Alle nuove leve la presidente chiede «impegno, preparazione, studio, passione ed entusiasmo», lasciando a loro il compito di «capire che cosa conservare, che cosa cambiare e che cosa innovare».

Prima dello sguardo in avanti, il bilancio di un lungo mandato. La struttura associativa riorganizzata, il rientro di Piemonte ed Emilia-Romagna, usciti nel 2014, quattro rinnovi del contratto collettivo, il dialogo costante con i ministeri di Trasporti, Turismo, Sport e Ambiente. Poi le prove più dure: la battaglia del 2021 per riaprire gli impianti in sicurezza e ottenere i ristori, la tragedia del Mottarone, vissuta come una ferita ancora aperta. Sul fronte degli investimenti spiccano l’ingresso della montagna nelle misure Industria 4.0 e 5.0 e i bandi del Ministero del Turismo 2023-2024, insieme al bando Appennini, con oltre trecento milioni di euro destinati soprattutto a stazioni piccole e medie. La sintesi di Ghezzi è netta: «il turismo e la montagna sono un’industria».

La visione per gli anni a venire passa da una montagna davvero quattro stagioni, con gli impianti trasformati in «porte di accesso all’alta quota» per nuove esperienze, nuovi turismi e nuovi lavori. Il successo, secondo la presidente, va misurato con indicatori diversi dalle presenze: residenti, giovani che restano o tornano, posti di lavoro qualificati, servizi che rimangono aperti. Anche le Olimpiadi di Milano Cortina rientrano in questa logica, perché «il vero successo si misurerà in ciò che resterà». Per vivere in quota servono lavoro, famiglia, scuole, sanità e collegamenti: la sostenibilità diventa così ambientale, economica e sociale.

La stagione 2025-2026 ha dato ragione alle scelte delle imprese.

Inverno positivo sulle Alpi e sugli Appennini, con innevamento programmato e fondi MITUR protagonisti, presenze straniere in aumento e una lieve flessione di quelle italiane. L’estate ha poi confermato la crescita dell’outdoor tra trekking, bicicletta e natura.

Intensa anche l’agenda istituzionale. La presidenza italiana della Convenzione delle Alpi ha aperto un confronto con il Ministero dell’Ambiente, mentre con il Ministero dello Sport e la FISI ANEF ha elaborato proposte di modifica al decreto legislativo 40/2021, ora sul tavolo del ministro Abodi. Riavviato anche il dialogo con ANSFISA sulla sicurezza degli impianti. Con il Ministero del Turismo prosegue il lavoro per sbloccare l’erogazione dei fondi del bando 2024. Forte la preoccupazione per i costi energetici, che colpiscono sia il portafoglio dei clienti sia la gestione di neve e battitura delle piste. Da qui l’appello diretto al governo: «ricordare anche il nostro codice ateco nei provvedimenti che prenderete». Sul piano personale arrivano due conferme: la vicepresidenza di Federturismo guidata ora da Massimo Caputi e un secondo mandato alla presidenza europea di FIANET. Riconoscimenti che Ghezzi legge come merito dell’intera associazione. L’obiettivo resta consegnare a chi verrà dopo «una montagna viva, capace di evolvere e ricca di opportunità».


THE ONE IN CIFRE

Due tronchi in tecnologia 3S trifune firmati Leitner, il primo da Breuil-Cervinia a Plan Maison e il secondo da Plan Maison al Plateau Rosa, per 5,8 chilometri di linea e 1.427 metri di dislivello sostenuti da sette sostegni. Sul cavo viaggeranno 56 cabine Symphony disegnate da Pininfarina, da 30 posti ciascuna, di cui 24 a sedere in configurazione premium, con portasci interno e pavimento in gomma antiscivolo. La velocità massima di 8 metri al secondo porta la portata a 3.000 persone all’ora e il viaggio dal paese al ghiacciaio a 16 minuti e 49 secondi. La stazione a valle, nel cuore di Cervinia, diventerà uno spazio di accoglienza con biglietterie, punto informazioni, noleggi e negozi. Plan Maison farà da centro operativo, con sala polifunzionale, officina e rimessa delle cabine. In vetta, al Plateau Rosa, la linea si aggancerà alla Matterhorn Glacier Ride II verso il Piccolo Cervino e Zermatt. L’investimento sfiora i 200 milioni di euro e i lavori, affidati a Leitner con Cogeis, Ivies e BGF, dureranno circa tre anni. Il debutto è previsto per la stagione invernale 2029/2030. Durante il cantiere due collegamenti paralleli garantiranno la salita verso il Plateau Rosa.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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