Turismo

Cervino “The One” Leitner a Milano Mountain Show: parlano Julen e Maquignaz

A Breuil al Plateau Rosa in 17 minuti dal dicembre 2029: Zermatt e Cervinia raccontano la nuova funivia, i prezzi del Matterhorn Alpine Crossing e la discesa di Coppa del Mondo sul Gornergrat

I due versanti della stessa montagna hanno preso la parola insieme. Oggi, sul palco del Milano Mountain Show, Federico Maquignaz per Cervinia e Franz Julen per Zermatt hanno presentato Cervino The One, l’impianto relizzato da Leitner che collegherà Breuil-Cervinia al Plateau Rosa in 17 minuti. Più che una conferenza, è sembrata la stretta di mano tra due comprensori che da decenni si guardano attraverso il ghiacciaio. Il traguardo ha già una data: dicembre 2029.

Federico Maquignaz, cosa rappresenta Cervino The One per Breuil-Cervinia?
“Cervino The One sarà certamente un’innovazione incredibile per la stazione di Breuil-Cervinia e per tutta la Valle d’Aosta. Abbiamo diversi gioielli: di recente Pila, poi arriverà la Vedette di La Thuile, abbiamo Skyway che è meravigliosa. La ciliegina sulla torta sarà The One a Breuil-Cervinia. Cambia completamente il modo di percepire la montagna e il modo di sciare, perché in 17 minuti si raggiungeranno 3.400 metri di pathos.”

Quando vedremo l’impianto in funzione?
“Parliamo del 2029. Se tutto va bene, a dicembre 2029 inaugureremo l’impianto.”

I cantieri creeranno disagi a chi scia?
“Qualche disagio per i nostri sciatori ci sarà, però abbiamo studiato percorsi alternativi e quindi tutto funzionerà con tranquillità.”

Da dove partirà?
“Dove oggi si trova la funivia, che verrà ricostruita. La partenza del nuovo impianto sarà allo stesso livello, comoda anche per il flusso degli sciatori.”

Che aria si respira in paese?
“Tutti sono entusiasti e tutti aspettano con impazienza questo impianto, proprio perché sarà un’innovazione e un passo verso il futuro.”

Vi aspettate turisti da Zermatt?
“Assolutamente sì, già adesso arrivano con il Matterhorn Alpine Crossing. Abbiamo visto parecchie persone scendere da noi, anche perché siamo il lato soleggiato del Cervino, la parte più bella.”

Dall’altra parte del confine, Franz Julen ascolta e annuisce. Ha diretto Intersport per diciassette anni prima di guidare gli impianti di Zermatt e parla di funivie con il linguaggio di un manager: prodotto, prezzo, valore.

Franz Julen, il collegamento tra Zermatt e Cervinia ha radici lontane. Da dove parte questa storia?
“A Zermatt sogniamo da quasi ottant’anni di unire Zermatt e Cervinia con una funivia. Negli anni Quaranta e Cinquanta alcuni progetti sono rimasti sulla carta. Il primo grande passo è arrivato nel 1979 con la funivia dal Trockener Steg al Piccolo Cervino: si saliva, si scendeva sciando a Cervinia e la sera si risaliva al Plateau Rosa per tornare a casa. Gli italiani facevano il percorso inverso. Era già un aiuto, però il collegamento completo via cavo mancava ancora.”

Poi sono arrivati altri tentativi.
“Abbiamo pensato a un ascensore, poi a una pista, poi a una seggiovia dal Trockener Steg al Plateau Rosa, tutta sul ghiacciaio. Troppo complicato. Intanto ci siamo accorti che la portata tra Trockener Steg e Piccolo Cervino era insufficiente: i clienti italiani venivano a sciare a Zermatt e a mezzogiorno dovevano già ripartire per le code. Abbiamo studiato il 3S con Leitner e ci siamo detti: se ne facciamo uno, possiamo fare anche l’altro. Il primo lo abbiamo aperto nel 2018, il secondo nel 2023. Questa è la storia del Matterhorn Alpine Crossing.”

Cosa cambierà per Zermatt con il nuovo impianto di Cervinia?
“Cervino The One per noi è un regalo. Oggi chi parte da Zermatt sale al Piccolo Cervino e scende sulla Ventina, una delle piste più belle del mondo. A Cervinia però lo aspettano la vecchia funivia e la coda, tanto che molti buoni clienti prendono l’elicottero. Con il nuovo impianto, 3.000 persone di portata come ha spiegato Federico e la tecnologia più moderna, in 17 minuti sarai al Plateau Rosa. Potrai rifare la Ventina oppure rientrare a Zermatt.”

Il Matterhorn Alpine Crossing però è soprattutto un prodotto estivo.
“Ogni località ha bisogno di un’estate più forte per dipendere meno dall’inverno, a Cervinia ancora più che da noi. Entrambi gli impianti portano la firma di Leitner: cambia il colore, la sostanza è la stessa. Da Zermatt a Cervinia servono 45 minuti, e viceversa. Leitner ha fatto un lavoro incredibile a 3.900 metri, tra vento, neve e tempeste. In quasi dieci anni di cantiere abbiamo speso diversi milioni solo per togliere la neve. Per le due funivie abbiamo investito 150 milioni di euro.”

Gli impianti ci sono. E adesso?
“La funivia è una cosa, il prodotto un’altra. Il Matterhorn Alpine Crossing deve diventare un prodotto: servono marketing ed eventi. Zermatt investirà ancora almeno 150 milioni di euro in esperienze e avventura al Piccolo Cervino, al Trockener Steg, allo Schwarzsee e al Plateau Rosa, insieme agli italiani. Parliamo di qualità premium, di gruppi di tre o cinque persone, lontano dalle comitive da cento con lo sconto. Penso alla classe media di Cina e India, che ha grandi possibilità e ama viaggiare in piccoli gruppi. Vogliamo un viaggio di almeno cinque o sei ore, così chi arriva da Cervinia dorme a Zermatt e il giorno dopo sale al Gornergrat, mentre chi arriva da Zermatt la sera si ferma a Cervinia e poi riparte per Milano. Molti albergatori e ristoratori temevano un passaggio di turisti senza alcun valore per il territorio. La risposta è proprio questa: farli restare.”

Quanto costa attraversare un confine a quella quota?
“La sola andata, a seconda della stagione, va da 110 a 140 franchi svizzeri, andata e ritorno da 220 a 270. Sì, è un prezzo alto. Però l’esperienza è unica: i ghiacciai, le montagne, una frontiera a 3.600 metri. Dove la trovi, al mondo? Serve il coraggio di chiedere il prezzo giusto. Da Nike ho imparato che con innovazione, unicità, un buon prodotto e un buon marketing puoi chiedere molto, facendo attenzione a evitare esagerazioni e arroganza. Uno skipass costa 60 o 70 euro, una giornata di golf costa di più. Per questo Zermatt Bergbahnen funziona: l’anno scorso abbiamo chiuso con 103 milioni di fatturato, 58 di EBITDA e 55 di cash flow, perché rinunciamo agli sconti. Far girare il comprensorio di Zermatt ci costa 300.000 euro al giorno. Chi smette di investire perde terreno contro l’Alto Adige e l’Austria. Per investire, il prezzo deve essere quello giusto.”

Cosa porterà Cervino The One a Cervinia?
“Al posto di 45 o 50 minuti sulle vecchie funivie, 17 minuti su un impianto moderno: è valore per il cliente d’inverno. D’estate, con il Matterhorn Alpine Crossing, arriveranno clienti nuovi e internazionali. A Zermatt, dopo la fusione delle cinque società in una sola, gli impianti hanno iniziato a investire. In ogni località sono loro la locomotiva. Cervino SpA ha aperto un impianto nuovo due anni fa, un altro l’anno scorso e adesso arriva The One: sono convinto che alberghi, ristoranti, negozi e Comune seguiranno.”

Il nome la convince?
“Si sale da 2.000 a 3.600 metri con un solo impianto: il nome è fantastico, mostra fiducia, dice che ci credono. Magari un giorno arriverà The Two. Nello sport però ho imparato che il secondo è il primo degli sconfitti. Sul costo meglio chiedere a Federico, credo intorno ai 220 milioni. La nostra Matterhorn Glacier Ride, secondo i nostri calcoli, è andata in utile già dal primo anno.”

Progetti così raccolgono sempre consensi?
“Le opposizioni arrivano sempre. Guidare una società di impianti è come allenare la Nazionale di calcio: 50 milioni di italiani sanno come si gioca. Ogni maestro di sci, ogni guida alpina, ogni albergatore ha la sua idea sulla pista da allargare. Con la nuova funivia ci dicevano che tutti gli svizzeri sarebbero scesi in Italia e che avremmo perso i clienti. È successo il contrario: tantissimi italiani vengono in Svizzera perché al ritorno evitano la coda. Bisogna ascoltare, poi andare avanti e investire. Questo progetto darà un futuro ai giovani di Cervinia, una prospettiva per restare lì anziché andare a lavorare a Torino, Milano o Roma. A Zermatt è successo esattamente così.”

Quanti sciatori e quanti turisti senza sci useranno l’impianto?
“All’inizio direi 80% sciatori e 20% non sciatori, forse addirittura 90 e 10. Il Matterhorn Alpine Crossing ha bisogno di tempo, di investimenti in marketing, distribuzione ed eventi. Nel lungo periodo l’obiettivo è 70 e 30, magari 60 e 40.”

E a Zermatt come l’hanno accolto?
“Per Zermatt è un regalo di Natale. Ci dà un comprensorio internazionale dove si attraversa il confine, con in più la mentalità italiana, il cibo, la cultura. Svizzeri, americani, olandesi, tedeschi amano sciare verso l’Italia. Potremo dire loro: scendete tranquilli, in 15 o 17 minuti sarete di nuovo in quota. Quindi, grazie mille.”

Chiudiamo con la Coppa del Mondo. Il sogno di Zermatt prosegue?
“Zermatt tornerà in Coppa del Mondo con una nuova discesa sul Gornergrat, molto difficile. Fino al 1967 avevamo il Gornergrat Derby, allo stesso livello di Kitzbühel, Wengen, Chamonix e Garmisch. Poi è nata la Coppa del Mondo e Zermatt ha perso il treno. Adesso torniamo. L’ultimo terzo ricalca il vecchio tracciato, i primi due terzi sono nuovi. Gli atleti correranno per 300 metri sul tetto della galleria del trenino, poi salteranno davanti alle telecamere. Saranno gare veloci nella seconda metà di marzo, su un versante nord: inverno vero, ghiaccio fino a fine aprile, piste bianche anche ai lati. Con il cambiamento climatico l’inverno parte più tardi e dura più a lungo, quindi la Coppa del Mondo deve adattarsi e marzo offre condizioni fantastiche. Si dovrebbe partire a marzo 2028. La Gran Becca mi fa ancora male: era un concetto bellissimo, l’apertura della stagione a inizio novembre, due nazioni davanti al Cervino. Hanno rinunciato troppo presto. Sono sicuro però che un giorno quella pista tornerà, perché lo sci ha bisogno della Gran Becca.”

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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