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Max Experience: più pali si fanno meglio è?

Uh… che domandona abbiamo posto a Max Blardone per la sua rubrica Max Experienze: più pali si fanno meglio è?
Certamente Max ha la sua tesi che ci sentiamo di condividere in pieno, ma quanti saranno d’accordo? Questo è infatti una questione annosa, molto discussa soprattutto in ambito giovanile. Qui gli allenatori si dividono e il pensiero è diametralmente opposto.

Certamente i ragazzi i pali devono pur farli, quello che crea discussione è l’intensità che per alcuni è abnorme. In estate vediamo ragazzini in coda nel cuore della notte dinnanzi all’impianto di risalita per essere i primi a raggiungere il ghiacciaio. E pi pali su pali per tutta la mattina.

Sappiamo che nell’alto livello non si scappa. Esistono tabelle di marcia dalle quali non si può scappare, soprattutto in slalom, dove l’abitudine al palo ti viene se ne fai in gran numero. A livello giovanile tuttavia si crea un grande problema.

Il palo ti chiude in una gabbia. E a lungo andare, se l’atto agonistico non è alternato con armonia al piacere di sciare su tracciati liberi, il ragazzino rischia di irrigidirsi. Di non trovare soluzioni quando subentra l’errore. Si perde, si ostina a cercare il contatto o l’abbattimento. Ma forse non capisce perché non ci riesce.

Il programma mutuato dalla nostra scuola italiana è un altro e si riferisce al lungo termine. Tra questa teoria e gli allenatori che devono metterla in pratica spesso si frappongono i genitori. Che se non vedono i propri figlioletti buttarsi nei tracciati, pensano che l’allenatore quasi non abbia voglia di lavorare. Così preferiscono lasciarlo e iscrivere il figlio a uno sci club più agguerrito.

Sembra assurdo ma è così. La questione comunque è apertissima e probabilmente priva di soluzione. Perché questo è un sistema non solo legato a un concetto tecnico.
Dunque, più pali si fanno meglio è? Provate a rispondere voi!


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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.